immagini di alcuni bovini malati

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La Lumpy Skin Disease - LSD (Dermatite nodulare contagiosa dei bovini) è una malattia virale che colpisce i bovini, provocando pesanti ripercussioni sulla salute e sul benessere animale, nonché ingenti perdite economiche. Non è in alcun modo trasmissibile agli esseri umani.

Il virus viene trasmesso principalmente da artropodi ed è causa, per i bovini, di lesioni cutanee generalizzate e linfoadeniti.

Le perdite economiche indotte da questa malattia sono legate al calo della produzione di latte, a problemi di fertilità, ad aborti, mastiti, riniti e ai danni subiti dalle pelli.

Al momento in Italia non sono segnalati casi di questa malattia. Il Ministero della salute ha disposto una serie di misure preventive a tutela della salute animale e del patrimonio zootecnico nazionale, per minimizzare il rischio di introduzione in Italia del virus.

 

Fonte: Centro di Referenza Nazionale per lo Studio e l'accertamento delle Malattie Esotiche degli animali (CESME) e Centro di referenza nazionale per l'Epidemiologia Veterinaria, la Programmazione, l'Informazione e l'analisi del rischio (COVEPI). Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise. Lumpy Skin Disease: riconoscere la malattia

  • Eziologia ed epidemiologia


    • Il virus della Lumpy Skin Disease appartiene al genere Capripox (CaPV) insieme agli agenti del vaiolo ovi-caprino (SheepPox – SPV e GoatPox – GPV).

    • L’elevata similitudine tra i componenti del genere CaPV rende difficile distinguere i tre virus dal punto di vista morfologico, molecolare e sierologico.

    • Il bovino (Bos taurus) è la specie più sensibile alla malattia, ma anche il bufalo domestico (Bubalus bubalis) e lo zebù (Bos taurus indicus) sono sensibili all'infezione in condizioni naturali.

    • Il periodo di incubazione varia da 2 a 4 settimane in condizioni di campo (28 gg nel codice zoosanitario dell’OIE).

    • Il 40-50% degli animali infettati sperimentalmente manifestano sintomi clinici anche se la viremia è presente in tutti gli animali infetti.

    • Animali viremici pur in assenza di lesioni cutanee possono trasmettere la malattia.
  • Trasmissione


    La malattia è trasmessa principalmente da artropodi ematofagi (zanzare, mosche zecche e culicoidi), che agiscono da vettori meccanici. Il contagio diretto da animale ad animale svolge un ruolo secondario nella trasmissione.

    La presenza del virus è stata rilevata in:

    • sangue (5-16 gg pi)

    • saliva (12-18 gg pi)

    • lesioni cutanee (39 gg pi)

    • scolo nasale ed oculare (12-21 gg pi)

    • latte (non noto)

    • sperma (42 gg pi) degli animali infetti.

    E' possibile la trasmissione iatrogena, mediante aghi infetti, così come la trasmissione intrauterina.

  • Clinica


    • La morbilità negli animali è estremamente variabile, dal 5% al 45%.

    • La mortalità negli animali generalmente varia dall’1% al 10%.

    • Il bovino infetto sviluppa una reazione febbrile bifasica che dura 4-14 giorni associata alla comparsa di sintomi clinici quali l’aumento della salivazione, lacrimazione, scolo nasale mucoso, cheratite e linfoadenomegalia.

    • Su tutto il corpo compaiono noduli, più o meno numerosi, distribuiti con particolare frequenza nelle regioni della testa, del collo, delle mammelle e del perineo.

    • Noduli nizialmente ben circoscritti, non fluttuanti, tondi e rilevati; dopo alcuni giorni si sviluppa una linea circolare scura di necrosi intorno alla lesione con la possibile comparsa di ulcere nella parte centrale.

    • Alle lesioni cutanee possono sovrapporsi lesioni sulle mucose orale, respiratoria e dell’intestino o noduli a livello polmonare, nei testicoli e nella vescica.

    • Frequente il riscontro di ulcerazioni a congiuntiva, musello e mucosa orale, di aborti, mastiti e orchiti.

    • Calo della produzione lattea.
  • Diagnosi


    Diagnosi diretta

    La presenza di anticorpi neutralizzanti nei campioni di sangue può interferire con il test di isolamento virale ed alcuni test che evidenziano la presenza dell’antigene virale.

    Per questo motivo è raccomandabile prelevare i campioni (sangue e cute con lesioni) alla comparsa dei sintomi clinici, prima che si instauri la risposta immunitaria, ossia entro la settimana successiva all’insorgenza di sintomi clinici.

    • Individuazione del genoma virale con test molecolari (PCR)
    • Microscopia elettronica
    • Isolamento virale.


    Diagnosi sierologica

    La risposta immunitaria evocata dall’infezione dai Capripoxvirus (CaPV) è prevalentemente di tipo cellulo-mediata e pertanto negli animali infetti il livello di anticorpi circolanti è modesto. I test sierologici attualmente disponibili non sono in grado di distinguere gli anticorpi diretti contro il virus della LSD da quelli nei confronti del virus del vaiolo ovino (SPV) e del vaiolo caprino (CPV).

    • Sieroneutralizzazione
    • Immunofluorescenza
    • ELISA
    • Western Blotting

     

    Diagnosi differenziale

    • Pseudo-lumpy skin disease (Herpesvirus bovino 2)
    • Mammillite erpetica
    • Dermatophilosi
    • Punture d’insetto o/e zecche
    • Hypoderma bovis
    • Fotosensibilizzazione
    • Stomatite papulomatosa bovina
    • Oncocercosi
    • Febbre catarrale maligna
    • BVD-MD
  • Vaccinazione


    Esistono diversi tipi di vaccini per la prevenzione della LSD:

    • vaccini inattivati non hanno avuto un utilizzo diffuso in condizioni di campo perché in grado di evocare una risposta protettiva di durata modesta;

    • vaccini vivi attenuati sono in grado di indurre una protezione duratura. Sfruttando il principio della cross-protezione esistente tra i virus del genere CaPV caratterizzati dalla presenza di un sito di neutralizzazione comune, la vaccinazione può essere condotta utilizzando vaccini omologhi ossia vaccini prodotti a partire da ceppi di LSDV opportunamente attenuati o vaccini eterologhi ossia contenenti ceppi di GPV/SPV;

    • nessun vaccino per LSD è al momento autorizzato in UE ed l'eventuale uso può avvenire solo in deroga.
  • Prevenzione e controlli

    A seguito della recente e rapida diffusione della Lumpy Skin Disease in diversi paesi del Medio-Oriente e dell’Europa orientale, il Ministero della salute ha disposto una serie di misure preventive a tutela della salute animale e del patrimonio zootecnico nazionale, per minimizzare il rischio di introduzione in Italia del virus.

    In particolare, il Ministero ha:

    • intensificato la sorveglianza
    • disposto controlli rafforzati sui mezzi di trasporto al rientro in Italia da viaggi internazionali
    • effettuato controlli analitici preventivi: 2 test PCR, a distanza di 7 giorni, abbinati ad un periodo di quarantena sui bovini e bufalini da allevamento o da ingrasso che provengono da Stati Membri non interessati dalla malattia, ma confinanti con Paesi infetti.

    La movimentazione degli animali sensibili alla malattia, provenienti dalle aree infette in restrizione, è già vietata da Decisioni europee.

    Per agevolare l’esecuzione dei controlli, gli operatori che ricevono consegne di animali devono notificare, con 48 ore di anticipo, agli Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari del Ministero (UVAC) l’arrivo delle partite.

     

    Consulta:


Le informazioni qui pubblicate non sostituiscono in alcun modo i consigli, il parere, la visita, la prescrizione del medico.

Data di pubblicazione: 12 settembre 2016, ultimo aggiornamento 3 novembre 2016

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