lavaggio mani

Le mani sono un ricettacolo di germi; una piccola percentuale è rappresentata da microrganismi non patogeni, che risiedono normalmente sulla cute senza creare danni. A questi, però, possono aggiungersi virus e batteri che circolano nell’aria o con cui veniamo in contatto toccando le più diverse superfici.

I germi, quando trovano un ambiente ideale, vi si annidano e, se le condizioni ambientali lo consentono, proliferano moltiplicandosi ad un ritmo impressionante.

Possono sopravvivere per ore sulle superfici: giocattoli, telefoni, maniglie, tavoli, tastiere del computer, asciugamani o altri oggetti e da qui possono essere trasmessi al naso, alla bocca o agli occhi, semplicemente attraverso le nostre mani.

I germi patogeni che si annidano sulla nostra pelle possono essere responsabili di molte malattie, dalle più frequenti e meno gravi, come l'influenza e il raffreddore, a quelle più severe come il tifo, l'epatite A, il colera, la toxoplasmosi.

E' per questo motivo che il lavaggio delle mani, secondo il Center for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta rappresenta il "most important means of preventing the spread of infection", la misura più importante per prevenire la diffusione delle infezioni.

Per approfondire leggi:

  • la pagina della Federazione nazionale Collegi IPASVI dedicata alle misure igieniche per la prevenzione delle infezioni
  • la pagina dell'OMS (Organizzazione mondiale della sanità) con i documenti e le raccomandazioni sull’igiene delle mani e sull'assistenza sanitaria
  • la pagina del ECDC (European Center for Disease Prevention and Control) sui casi di infezioni correlate all’assistenza in Europa e sulla loro diffusione

Lavare frequentemente le mani è importante, soprattutto quando trascorri molto tempo fuori casa, in luoghi pubblici, spesso poco igienici. Alcune situazioni richiedono particolare attenzione, ad esempio:

 

PRIMA DI

  • mangiare
  • maneggiare o consumare alimenti
  • somministrare farmaci
  • medicare o toccare una ferita
  • applicare o rimuovere le lenti a contatto

 

DOPO

  • aver tossito, starnutito o soffiato il naso
  • essere stati a stretto contatto con persone ammalate
  • essere stati a contatto con animali
  • aver usato il bagno
  • aver cambiato un pannolino
  • aver toccato cibo crudo, in particolare carne, pesce, pollame e uova
  • aver maneggiato spazzatura
  • aver usato un telefono pubblico, maneggiato soldi ecc.
  • aver usato un mezzo di trasporto (bus, taxi, auto ecc.)
  • aver soggiornato in luoghi molto affollati, come palestre, sale da aspetto di ferrovie, aeroporti, cinema ecc.

sapone liquido

Il lavaggio delle mani ha lo scopo di rimuovere i germi patogeni presenti sulla cute, attraverso un’azione meccanica.
Ma non basta aprire il rubinetto e passare le mani sotto il getto dell'acqua per eliminare il problema.

Ecco alcune semplici regole per un efficace e igienico lavaggio delle mani.

  • Utilizza sapone (meglio quello liquido della saponetta) e acqua corrente, preferibilmente calda. Il sapone liquido non è esposto all'aria e quindi non permette ai germi di proliferare, come invece può accadere sulla superficie della saponetta
  • Applica il sapone su entrambi i palmi delle mani e strofina sul dorso, tra le dita e nello spazio al di sotto delle unghie (dove si annidano più facilmente i germi), per almeno 40-60 secondi
  • Risciacqua abbondantemente con acqua corrente
  • Asciuga le mani possibilmente con carta usa e getta o con un asciugamano personale pulito o con un dispositivo ad aria calda
  • Non toccare rubinetti o maniglie con le mani appena lavate. Per chiudere il rubinetto usa una salviettina pulita, meglio se monouso.
  • Applica, eventualmente, una crema o lozione idratante per prevenire le irritazioni, in caso di detergenti troppo aggressivi o dopo lavaggi prolungati.

Per rimuovere i germi dalle mani è sufficiente il comune sapone, ma, in assenza di acqua, puoi ricorrere ai cosiddetti hand sanitizers (igienizzanti per le mani), a base alcolica. Questi prodotti vanno usati quando le mani sono asciutte, altrimenti non sono efficaci. Se li usi frequentemente, inoltre, possono provocare secchezza della cute.

In commercio esistono anche detergenti con azione battericida, ma attento a non abusarne, perché potrebbero aumentare la resistenza batterica alle infezioni.

I saponi con disinfettanti o antisettici hanno senso soprattutto in alcune circostanze, come in ospedale. Le mani sporche degli operatori sanitari, infatti, sono le prime responsabili della diffusione di infezioni ospedaliere.

Scarica la locandina su Come lavarsi le mani con acqua e sapone dell'Oms, tradotta dal Ministero della salute.


lavaggio mani in ospedale

L’igiene delle mani è fondamentale per la prevenzione delle infezioni. Ci sono evidenze che circa il 15-30% delle infezioni associate alle pratiche assistenziali possono essere prevenute con una accurata igiene delle mani.
Durante l’attività di assistenza, se non si adottano opportune misure igieniche, c’è il rischio, infatti, di diffondere le infezioni tra malati, da malato a sano, da sano a malato.

E’ quindi opportuno conoscere le più comuni modalità di contaminazione e mettere in atto le opportune misure igieniche.

Gli operatori sanitari devono seguire specifiche procedure, per l’applicazione delle quali sono formati. Ma anche i malati, o chiunque fornisca loro assistenza, dovrebbe conoscerle e metterle in pratica.

Come si trasmettono le infezioni

La trasmissione segue 3 fasi:

  1. i germi presenti sulla cute del malato o su oggetti nelle immediate vicinanze del malato stesso si trasferiscono alle mani di chi li assiste e degli operatori sanitari, dove sopravvivono per qualche minuto
  2. gli assistenti e gli operatori sanitari non eseguono un corretto lavaggio o la disinfezione delle mani
  3. gli assistenti e gli operatori toccano un altro malato o un oggetto che verrà in contatto diretto con il malato.

Momenti o oggetti che danno origine a una contaminazione

  • la medicazione di una ferita
  • le manovre sui cateteri inseriti nei vasi sanguigni e sui cateteri urinari
  • le manovre sulle vie respiratorie
  • il contatto con le secrezioni dei pazienti
  • gli indumenti
  • la biancheria del letto
  • i mobili vicino al letto e altri oggetti nelle immediate vicinanze del malato
  • i lavandini e in particolare le manopole dei rubinetti

Principali tecniche di lavaggio

L’igiene delle mani può essere fatta con modalità e prodotti diversi a seconda della mansione che si deve svolgere.
Le principali tecniche che riguardano chiunque sia a contatto con un malato sono:

  1. Lavaggio sociale o igienico
    Ha lo scopo di eliminare lo sporco visibile e rimuovere i germi patogeni, con l’aiuto di acqua e sapone detergente, possibilmente liquido.
    E’ necessario lavare le mani quando sono visibilmente sporche (sangue o altri liquidi biologici), dopo l’uso dei servizi igienici, prima di manipolare farmaci e prima di preparare o servire alimenti.
    Il lavaggio sociale deve durare dai 40 ai 60 secondi.
    Per l’esecuzione corretta occorre:
    • aprire il rubinetto con la mano, il gomito o il piede
    • bagnare uniformemente le mani e i polsi con acqua tiepida
    • applicare una dose di sapone sul palmo della mano e insaponare uniformemente mani e polsi con sapone liquido detergente in dispenser
    • dopo aver insaponato le mani per almeno 15 secondi sciacquare abbondantemente
    • asciugare con asciugamani monouso in tela o carta assorbente fino a eliminare l’umidità residua
    • chiudere il rubinetto dell’acqua con il gomito, oppure se è manuale con un lembo dell’asciugamano.

  2. Lavaggio antisettico
    Ha lo scopo di eliminare i germi patogeni presenti sulle mani, attraverso l'uso di acqua e detergenti contenenti un agente antisettico; i più utilizzati sono clorexidina gluconato, iodofori e triclosan.
    Anche questo tipo di lavaggio è adatto prima di manipolare farmaci o preparare il cibo e deve durare dai 40 ai 60 secondi.

  3. Frizione alcolica
    Ha lo scopo di eliminare i germi patogeni, attraverso l'utilizzo di soluzioni al 60-80% di alcol, associato a sostanze emollienti e umidificanti, in grado di proteggere la cute delle mani. I prodotti possono essere in gel, liquidi o in schiuma e non vanno usati su cute lesa o ferite e in presenza di fiamme. Per eseguire la frizione alcolica non serve l’acqua, non occorre che ci sia un lavandino e non occorre carta per asciugarsi le mani. Le confezioni sono tascabili.
    La frizione è indicata nelle seguenti situazioni:
    • prima e dopo il contatto diretto con il malato
    • dopo la rimozione dei guanti non sterili
    • dopo il contatto con liquidi e secrezioni corporee, mucose o cute non integra o in caso di medicazione delle ferite
    • quando, assistendo lo stesso malato, si passa da una sede del corpo contaminata a una pulita
    • dopo contatto con oggetti nell’immediata vicinanza del malato.

    La frizione deve durare complessivamente 30-40 secondi, fino a completa asciugatura. In alternativa alla frizione con soluzione idroalcolica si possono lavare le mani con acqua e sapone antisettico. Va però evitato l’uso contemporaneo di frizioni a base alcolica e sapone antisettico.

Procedure che riguardano solo chirurghi e infermieri di sala operatoria

da effettuarsi prima delle procedure chirurgiche.

  • lavaggio chirurgico secondo una procedura stabilita
  • frizione chirurgica con preparazioni a base di alcol prima delle procedure chirurgiche.

 

Attenzione: l’uso dei guanti non sostituisce il lavaggio delle mani. I guanti contaminati utilizzati dall’operatore possono, infatti, diventare un importante e spesso trascurato veicolo di diffusione dei microrganismi nell’ambiente.

Fonte: IPASVI, Misure igieniche per la prevenzione delle infezioni.

Per approfondire:


Le informazioni qui pubblicate non sostituiscono in alcun modo i consigli, il parere, la visita, la prescrizione del medico.

Data di pubblicazione: 1 ottobre 2013, ultimo aggiornamento 20 ottobre 2016