immagine degli accertamenti svolti dai NAS

A seguito di segnalazione pervenuta dal direttore dell’U.O. di Oftalmologia del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, nella quale veniva segnalato che tre minori italiani, tra i 10 ed i 13 anni, avevano subito danni permanenti alla retina ed al visus, in un caso con la perdita totale della vista ad un occhio, a causa dall’improprio utilizzo di puntatori laser, i Carabinieri del locale N.A.S. hanno avviato una serie di accertamenti di natura preventiva e repressiva. 

I puntatori in argomento si presentano a forma di penna stilografica, di colore nero, con rifiniture di colore grigio argento, e riportano – a fattor comune - le seguenti indicazioni su etichette adese: “LASER POINTER – N0. 01 JAPAN” e “QC PASSED 5” o “QC PASSED 4”, come si rileva da foto rappresentative allegate.   

Gli accertamenti svolti nell’ambito territoriale di competenza e le indagini contestualmente eseguite su delega della locale A.G., hanno permesso ai Carabinieri del NAS di appurare che i puntatori laser sono stati posti in commercio da venditori ambulanti, verosimilmente di nazionalità Pakistana-Bangalese e Cinese, in Bologna, Rimini e Firenze.

Benché alla data odierna non sia stata ancora formalizzata alcuna denuncia-querela, il N.A.S. di Bologna sta assiduamente eseguendo controlli sul territorio giurisdizionale, procedendo a sequestri amministrativi, non solo dei puntatori laser del tipo anzidetto, operati ai sensi dell’art. 13 della Legge 24 novembre 1981 n. 689, nei confronti di venditori ambulanti, anche abusivi, e di esercizi commerciali, in violazione delle seguenti norme:

  • artt. 6, 7, 9 e 11 del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del Consumo), sanzionati dal successivo art. 12 (mancanza delle indicazioni obbligatorie da riportare in lingua italiana);
  • O.M. del Ministero della Salute del 16.07.1998 che impone il divieto di commercializzazione sul territorio nazionale di puntatori laser o di oggetti con funzione di puntatori laser di classe pari o superiore a III, secondo la norma CEI EN 60825.

Accertamenti tecnici sulle caratteristiche dei puntatori laser saranno eseguiti a cura dell’Istituto Superiore di Sanità.

Le ricerche proseguono senza sosta anche con la collaborazione degli altri NAS dislocati sul territorio nazionale unitamente ai Comandi dell’Arma Territoriale, al fine di individuare i responsabili dell’immissione in commercio dei puntatori laser che hanno causato i danni permanenti alla vista dei tre bambini.

Bologna, 16 settembre  2015.      


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Data di pubblicazione: 18 settembre 2015, ultimo aggiornamento 18 settembre 2015