indagine dei NAS nel settore del contrasto alle truffe al SSN

I Carabinieri del NAS di Cosenza, nell’ambito di accertamenti delegati dalla Procura della Repubblica di Paola (CS) e coordinati dal Procuratore Capo Dott. Bruno Giordano, hanno svolto una serie di controlli presso strutture sanitarie private accreditate che forniscono prestazioni in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale.

Le verifiche hanno consentito di accertare la commissione di una serie di truffe in danno dello Stato da parte di 4 case di cura ubicate in 3 comuni della costa tirrenica. In particolare, sono stati accertati casi di:

  • prestazioni diagnostiche rimborsate nonostante non fossero previste nella convezione stipulata tra il SSN e la struttura, dove sono stati inoltre individuati soggetti che svolgevano attività medica di “fisioterapia” nonostante fossero privi di idoneo titolo professionale;
  • interventi odontoiatrici eseguiti presso un centro dentistico in regime di day-hospital, registrati e rimborsati come ricoveri ordinari della durata di più giorni;
  • terapie per il trattamento di patologie urinarie (litotrissia) e per la cura dell’infertilità nella coppia, erogate sebbene la struttura non riunisse i requisiti strutturali ed organizzativi previsti dalla normativa;
  • registrazione, da parte di una casa di cura, di numerosi ricoveri effettuati “in urgenza” che, dagli accertamenti eseguiti dai Carabinieri del Nucleo cosentino, sono risultati ordinarie e programmate prestazioni ambulatoriali. L’indagine ha inoltre fatto emergere che tali ricoveri hanno spesso riguardato interi nuclei familiari di origine lucana e siciliana i cui componenti, di fronte alle domande poste dai militari operanti, hanno ammesso che le “degenze”, lungi dal rivestire un carattere di urgenza sanitaria, erano in realtà state pianificate solo al fine di fornire assistenza ad un congiunto ricoverato.

Nel corso delle indagini i Carabinieri hanno acquisito numerose cartelle cliniche di pazienti, verificando sia gli aspetti legati agli esami eseguiti in regime di ricovero che quelli connessi alla conformità delle prestazioni effettuate.

In totale, sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Paola (CS) 16 persone: i legali rappresentanti ed i Direttori Sanitari delle 4 case di cura e n. 6 medici operanti presso il pronto soccorso di una delle strutture sanitarie, reputati responsabili di truffa ai danni del SSN, nonché altri 2 soggetti per aver esercitato abusivamente la professione sanitaria di fisioterapista.

Sono in corso ulteriori accertamenti tesi a quantificare il danno provocato all’erario.


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Data di pubblicazione: 1 febbraio 2012, ultimo aggiornamento 16 gennaio 2013