foto di alcuni integratori alimentari

A seguito di una serie di articolate indagini, il NAS di Padova ha deferito in stato di libertà due persone per truffa aggravata, abuso d’ufficio e falso. Gli accertamenti dei Carabinieri hanno permesso di verificare le responsabilità di un medico che, nel periodo compreso tra il 2013 e il 2018, ha svolto, all’insaputa della ULSS di cui era dipendente, attività presso poliambulatori privati, ingannando in tal modo l’ente pubblico di appartenenza e violando gli obblighi derivanti dalla sottoscrizione del rapporto di lavoro esclusivo in intramoenia. Nel corso di queste visite, inoltre, il medesimo sanitario ha rilasciato oltre quattrocento certificati per il rinnovo o rilascio di porto di fucile, in cui, mediante l’indebita apposizione del timbro della ULSS, ha attestato falsamente di aver svolto le visite presso la struttura pubblica di appartenenza e per le quali ha percepito una indennità dal proprio ente come esecuzione d’attività in libera professione. Insieme al medico è stato denunciato in stato di libertà anche un collega, il quale è accusato di aver emesso indebitamente certificati a soggetti non rientranti nell’elenco dei propri assistiti.

I militari del NAS di Cagliari, nell’ambito di una serie di controlli eseguiti nel settore degli integratori alimentari, hanno segnalato alla competente autorità amministrativa e sanitaria l’amministratore unico di una parafarmacia. I Carabinieri, infatti, hanno accertato all’interno del suo esercizio commerciale la presenza di 58 confezioni di integratori alimentari, in forma liquida e polvere, che erano stati posti in vendita nonostante la mancanza delle indicazioni obbligatorie in etichetta.

I Carabinieri del NAS di Parma hanno effettuato un’ispezione igienico-sanitaria presso un’erboristeria di Modena. Nel corso del controllo i militari operanti hanno rinvenuto delle confezioni di un integratore alimentare in capsule la cui etichetta è risultata non essere mai stata notificata al Ministero della Salute. Il prodotto in argomento, pertanto, è stato sottoposto a sequestro cautelativo sanitario, mentre al titolare dell’attività commerciale è stata contestata una violazione amministrativa dal valore di 7.000 euro.

Il NAS ricorda che l'immissione in commercio di un integratore alimentare è subordinata alla procedura di notifica al Ministero della Salute, che ne valuta la conformità alla normativa vigente al fine di garantire la sicurezza dei prodotti e la corretta informazione ai consumatori.


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Data di pubblicazione: 20 giugno 2018, ultimo aggiornamento 20 giugno 2018