immagine di un medico e di un paziente

Il Minsitro della salute Beatrice Lorezin ha trasmesso al Parlamento il 6 agosto scorso la “Relazione annuale al Parlamento sull’esercizio dell’attività libero professionale intramuraria” relativa all’anno 2013.

In sintesi lo stato di attuazione delle norme risulta ancora estremamente diversificato nei vari contesti regionali. Tuttavia si evidenzia che i dati contenuti nella relazione mostrano un generale trend positivo.

Dall’analisi condotta emerge che:

  • 10 Regioni (Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Abruzzo, Campania, Calabria, Sardegna) hanno provveduto ad emanare o aggiornare gli indirizzi regionali, successivamente all’entrata in vigore del citato decreto di riforma;

  • 15 Regioni (Valle d’Aosta, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) hanno provveduto a predisporre l’infrastruttura di rete .Tuttavia dal monitoraggio a livello aziendale emerge che solo in 10 Regioni (Valle d’Aosta, P.A. Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Campania, Puglia, Basilicata)  tutte le aziende hanno provveduto ad attivarla, e in alcune regioni, pur mancando la predisposizione dell’infrastruttura a livello regionale, questa è stata ugualmente attivata a livello aziendale;

  • in 7 Regioni/Province Autonome (Valle d’Aosta, P.A. Trento, P.A. Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Molise, Basilicata) tutte le Aziende dispongono di spazi idonei e sufficienti a garantire l’esercizio dell’attività libero-professionale. Le Aziende che hanno segnalato la carenza di spazi interni hanno fatto ricorso all’acquisizione di spazi ambulatoriali esterni (tramite acquisto, locazione e convenzione) e/o all’attivazione del programma sperimentale presso gli studi privati dei professionisti collegati in rete, previsti dal decreto legge n. 158 del 2012;

  • 10 Regioni (Piemonte, Lombardia, Liguria, Umbria, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) hanno evidenziato la necessità di adottare  il programma sperimentale  sul proprio territorio.

L’indagine ha altresì evidenziato che in media il 49,8% dei Dirigenti medici del Servizio Sanitario Nazionale, a tempo determinato e a tempo indeterminato con rapporto esclusivo, esercita la libera professione intramuraria (circa 55.500 medici), con punte che superano quota 55% in Valle d’Aosta, Lazio, Liguria, Piemonte Marche e Lombardia, viceversa, toccano valori minimi in Regioni come la Sardegna (32%) e la Provincia Autonoma di Bolzano (15%). Dei Dirigenti medici che esercitano l’ALPI, circa il 70 % lo fa esclusivamente all’interno degli spazi aziendali, mentre il 17% esercita esclusivamente al di fuori della struttura ed il 13% svolge attività libero professionale sia all’interno che all’esterno delle mura aziendali.

Con riferimento all’attività esercitata esclusivamente al di fuori della struttura, si registra che solo il 49% dei medici svolge tale attività in studi privati collegati in rete o presso altre strutture pubbliche previa stipula di una convenzione.

Rispetto alle precedenti edizioni, la Relazione di quest’anno si arricchisce delle informazioni relative al grado di implementazione delle disposizioni previste dal decreto legge 13 settembre 2012, n.158 convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189 (cd. decreto Balduzzi).

Leggi la Relazione 2013 e gli allegati:

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Data di pubblicazione: 10 settembre 2015, ultimo aggiornamento 10 settembre 2015

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