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Il 19 giugno, nella città di Lussemburgo si è svolta la periodica Riunione dei Ministri della salute dei 28 Stati dell’UE, evento che ha costituito anche la chiusura del semestre lettone di presidenza del Consiglio dell’Unione Europea.

In campo sanitario le autorità politiche presenti all’Incontro hanno trattato una serie di questioni rilevanti, di cui si dà conto nel dettaglio.

Il primo tema, trattato in sede legislativa, riguarda la materia dei dispositivi medici e dei dispositivi medico/diagnostici in vitro nel cui ambito si prevede la riforma organica di un settore che richiede un elevato livello di sicurezza a beneficio dei pazienti, dei consumatori e degli operatori sanitari europei. In un contesto ventennale che ha palesato luci ed ombre applicative, il legislatore ha posto mano al dossier avviando dal 2012 un processo unitario di modifica delle Direttive 90/385/CEE, 93/42/CEE e 98/79/CE, anche sulla spinta di un’opinione pubblica scossa dai fatti di cronaca registrati nel territorio francese sulle vicende delle protesi al silicone. Nel tentativo di sopperire a un quadro legale frammentato, lo strumento giuridico del Regolamento è apparsa la via più adeguata per migliorare il livello di protezione sanitaria e consolidare i mercati interni di riferimento, coniugando le esigenze di tutela della salute e di competitività delle imprese del settore.

Sulla scorta del lavoro sviluppato in gruppi tecnici preparatori, il Consiglio dell’UE ha esaminato il testo di compromesso licenziato dalla presidenza lettone e ha adottato un “Orientamento Generale Parziale” che apre la via ai futuri negoziati della presidenza lussemburghese con il Parlamento europeo in vista della finalizzazione ed approvazione dei due Regolamenti in agenda.

I dati essenziali dell’orientamento riguardano la designazione e il controllo degli organi notificati, le responsabilità delle imprese per i follow-up dei dispositivi medici, la disponibilità di dati clinici nonché lo sviluppo di un database europeo centralizzato e di un portale su incidenti ed azioni correttive adottate. Nell’intento di cristallizzare un complesso lavoro tecnico che ha visto anche il decisivo impulso della presidenza italiana, autrice del primo testo di compromesso in materia, il Consiglio ha vagliato le criticità e le questioni sollevate dalle delegazioni e ha demandato alla prossima presidenza lussemburghese l’onere di sviluppare il Preambolo dei due testi e di risolvere le incongruenze tecniche dei medesimi al fine di completare l’analisi dei due dossier entro la fine dell’anno in corso.

La parzialità dell’Orientamento si giustifica con l’intento della presidenza lettone di affidare l’analisi del Preambolo e delle persistenti distonie dei testi normativi al Paese subentrante nella presidenza di turno dell’UE.

Un altro dossier, trattato dal Consiglio EPSCO alla voce “Varie”, concerne la revisione delle politiche europee sulla lotta all’alcoolismo: secondo recenti studi dell’OMS, l’alcool è divenuto in Europa il terzo fattore di rischio di mortalità e morbidità.

La delegazione della Slovenia ha presentato un Documento guida che costituisce l’ideale seguito delle discussioni svolte nel Consiglio Informale di Riga del 20/21 aprile u.s. In una cornice che richiede una revisione dell’acquis vigente su iniziativa della Commissione UE, la maggioranza dei Ministri intervenuti ha appoggiato la Slovenia nell’idea di promuovere una nuova strategia per le politiche comunitarie sull’alcool.

Lo scopo ultimo è quello di aiutare gli SM nella lotta all’abuso di consumi e al contenimento dei danni alcool correlati, attraverso un processo riformatore che intervenga sull’esistente e ne modifichi le linee tendenziali diffuse.

Ulteriore dossier trattato dai Ministri della salute, sempre inquadrato alla voce “Varie”, è la dimensione sanitaria nell’Agenda europea sulla Migrazione: le autorità hanno discusso un’Informativa fornita dalle delegazioni cipriota, greca, italiana e maltese che ha fatto il punto sull’emergenza dei flussi clandestini che si riversano sui Paesi del Mediterraneo e sulle misure adottate per intervenire a tutela dei migranti anche sotto il profilo sanitario.

Il Consiglio EPSCO a maggioranza ha sottolineato la rilevanza dell’ottica sanitaria, affinché questa venga recepita nell’agenda comunitaria e nelle discussioni strategiche del Consiglio d’Europa al fine di attribuire il giusto peso alle questioni sempre più impellenti poste da ampi flussi di persone che transitano da un luogo all’altro e che presentano differenti livelli di determinanti sanitari, bisogni da soddisfare e livelli eterogenei di fragilità sociale.

L’ultimo punto trattato sotto la voce “Varie” concerne la presentazione, ad opera della delegazione lussemburghese, del programma di lavoro in ambito sanitario del suo semestre di riferimento.

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Data di pubblicazione: 30 giugno 2015, ultimo aggiornamento 1 luglio 2015