Conforme ai parametri di legge la quasi totalità dei campioni esaminati durante il 2013. I campioni che hanno fornito risultati irregolari per la presenza di residui sono stati complessivamente 46 su 38.250.

Questo è il dato principale della relazione sui controlli ufficiali, eseguiti in attuazione del Piano nazionale per la ricerca dei residui (PNR) negli animali e nei prodotti di origine animale, come miele, latte, uova.

Il PNR è predisposto annualmente dal Ministero della salute sulla base delle indicazioni previste dalle norme europee.
Vengono monitorate le sostanze e i residui che potrebbero costituire un pericolo per la salute pubblica, come le sostanze ad effetto anabolizzante e quelle non autorizzate, i medicinali veterinari e gli agenti contaminanti. E' frutto della collaborazione delle autorità competenti regionali e locali, dei laboratori nazionali di riferimento e degli istituti zooprofilattici sperimentali.  

Dei 38.250 campioni, 13.850 sono stati analizzati per la ricerca di residui di sostanze appartenenti alla categoria A - sostanze ad effetto anabolizzante e sostanze non autorizzate (36,2% del totale delle analisi) e 24.400 per la ricerca di residui di sostanze appartenenti alla categoria B - medicinali veterinari e agenti contaminanti (pari al 63,8%).

Come per gli anni precedenti, anche nel 2013 l'attività:

  • è risultata superiore (del 41,8%) rispetto al numero minimo di campioni da analizzare previsti dalle norme dell’Unione europea (26.969)
  • è risultata superiore (del 13,8%) rispetto al numero programmato dal Ministero (33.608)
  • il 99,88% dei campioni esaminati è risultato conforme ai parametri di legge.

Il settore più coinvolto è quello dei bovini (41,3%), in considerazione anche dell’elevato numero di controlli ad esso destinato (17.719 campioni analizzati pari al 43,7% del totale).
Un maggiore coinvolgimento è rilevato per il settore latte in ragione dell’emergenza climatica verificatasi nell’estate 2012 che ha comportato un aumento della presenza di aflatossine nel mais e, di conseguenza, nel latte e prodotti derivati. Sono proprio le aflatossine, infatti, che rappresentano le principali sostanze rilevate, modificando in tal modo la tendenza riscontrata negli ultimi anni.

Valutando i dati degli ultimi quattro anni si nota una flessione del rilevamento delle non conformità del 45%. Questo conferma che il sistema di controlli in materia di residui è efficace nei confronti del potenziale rischio per la sicurezza alimentare derivante dal pericolo chimico.

Il gruppo B3 (altre sostanze e agenti contaminanti) rappresenta la principale causa di non conformità (33%). A seguire, il gruppo B1 (sostanze antibatteriche, comprese sulfamidici e chinolonici) con il 28% e il gruppo B2 (altri prodotti medicinali veterinari) con il 26%.

La relazione finale del PNR 2013 prevede solo l’indicazione dei gruppi e/o categorie delle sostanze che sono state ricercate e non riporta dati di dettaglio relativi alla programmazione delle ricerche e alle molecole riscontrate. Questo per evitare di fornire informazioni specifiche ad operatori che, da tali informazioni, potrebbero trovare un’agevolazione nell’utilizzo illecito di alcuni gruppi di sostanze negli animali da reddito.

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Data di pubblicazione: 2 settembre 2014, ultimo aggiornamento 3 settembre 2014

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