Immagine raffigurante vari tipi di pesci

Il pescato risente fortemente dell'ambiente in cui vive e per questo è soggetto all'attacco di  parassiti. Alcuni possono rappresentare un rischio per la salute dei consumatori nel caso in cui il pesce sia consumato crudo o non completamente cotto. Al contrario, la cottura o il congelamento rappresentano un efficace metodo per garantirne la sicurezza. La presenza di questi parassiti, in particolare l'Anisakis, si configura come una condizione naturale e non come il segno di una alterazione.

Il legislatore europeo, per tutelare la salute dei consumatori, ha imposto agli operatori del settore alimentare che intendano somministrare prodotti della pesca crudi o non completamente cotti il congelamento, con il giusto rapporto tempo/temperatura, che è in grado di uccidere forme larvali se presenti.

Per tutelare al meglio la salute dei cittadini, informandoli sul corretto impiego di prodotti della pesca in caso di preparazione domestica (congelare per almeno 96 ore a -18°C), il Ministero della salute ha previsto che nei punti vendita vengano date tali informazioni attraverso un apposito cartello (Decreto 17 luglio 2013 in attuazione della legge 8 novembre 2012, n. 189).

Per permettere ai cittadini di riconoscere al meglio il messaggio e per facilitare gli operatori del settore ad applicare la disposizione, è stato predisposto un modello del cartello scaricabile dal portale del Ministero della Salute.

Scarica il cartello:
Informazioni obbligatorie a tutela del consumatore di pesce e cefalopodi freschi e di prodotti di acqua dolce

Data di pubblicazione: 16 ottobre 2013, ultimo aggiornamento 16 ottobre 2013

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