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Immagine 73ma Assemblea Mondiale della Santà

La 74ma Assemblea Mondiale della Sanità si è svolta, in modalità virtuale, dal 24 al 31 maggio 2021. Il tema dell’Assemblea è stato “Porre fine alla pandemia, prevenendo la prossima: costruire insieme un mondo più sano, più sicuro e più giusto”. “Siamo molto incoraggiati dal fatto che casi e decessi continuino a diminuire a livello globale, ma sarebbe un errore monumentale per qualsiasi Paese pensare che il pericolo sia passato", ha affermato il Direttore Generale dell’OMS Dr. Tedros Adhanom Ghebreyesus, esortando i Paesi a impegnarsi a sostenere gli obiettivi per raggiungere la vaccinazione di almeno 10% della popolazione di tutti i Paesi entro la fine di settembre e almeno il 30% entro la fine dell'anno. "Un giorno - speriamo presto - la pandemia sarà alle nostre spalle, ma dovremo ancora affrontare le stesse vulnerabilità che hanno permesso a un piccolo focolaio di diventare una pandemia globale”. Nell’ambito della discussione generale è intervenuto il Ministro della Salute, On. Roberto Speranza, capo della delegazione italiana all’Assemblea, che si è articolato attorno ad alcune “lezioni” chiave che la comunità internazionale ha appreso dalla pandemia di COVID-19: una “sfida senza precedenti alla salute pubblica, ai sistemi alimentari e ai mezzi di sussistenza delle persone, con effetti sproporzionati sui più vulnerabili, comprese le donne”.

La prima “lezione” appresa è l'importanza strategica dei sistemi sanitari: per combattere il COVID-19 e le future pandemie, occorre investire nella capacità e resilienza dei nostri sistemi sanitari, confermando l’impegno per la salute pubblica come bene universale, ha sostenuto il Ministro.

La crisi ha inoltre portato a focalizzare le strategie per il perseguimento della salute e del benessere verso un nuovo modello di sostenibilità: è l'approccio “One-Health”, posto in evidenza anche dalla Presidenza italiana del G20.

Il secondo, grande elemento emerso dalla crisi è la necessità di un migliore coordinamento internazionale, funzionale a rendere più efficiente ed efficace la capacità di risposta alle sfide sanitarie. Occorrono al contempo un impegno più forte per la solidarietà globale, l'equità, la cooperazione multilaterale ed una governance efficace, che aumentino la fiducia del pubblico. Tutto ciò, ha argomentato il Ministro, richiede un rafforzamento delle istituzioni internazionali.

In terzo luogo, è chiaro che la pandemia non finirà finché tutti i Paesi non saranno in grado di riportarla sotto controllo. A questo proposito, pur sostenendo la necessità di investimenti continui nella ricerca e nell'innovazione, occorre accelerare ulteriormente l'accesso agli strumenti di contrasto al COVID-19, in particolare attraverso ACT-A, in uno spirito di solidarietà globale.

Infine, il Ministro ha sottolineato l'importanza del capitale umano come chiave per sistemi sanitari forti. Le persone sono state vittime della pandemia ed al contempo, con la loro straordinaria dimostrazione di coraggio e solidarietà, sono state chiamate a sostenere la risposta: “dobbiamo continuare ad investire nel personale sanitario attraverso strumenti educativi e formativi, nella salute della comunità, e nei sistemi sanitari. Solo se meglio preparati, uniti e determinati, usciremo da questa tragedia” ha concluso il Ministro.

Uno dei principali risultati raggiunti dell’Assemblea sul fronte della lotta al COVID-19 è stata l’adozione della risoluzione “Rafforzare la preparazione e la risposta dell’OMS alle emergenze sanitarie” proposta dagli Stati Membri della UE e sostenuta da altri 29 Paesi: essa  prevede una serie di azioni su più livelli funzionali al rafforzamento complessivo del sistema globale di preparazione e risposta ai patogeni con potenziale pandemico.

La Risoluzione invita gli Stati membri a proseguire con decisione nella risposta alla pandemia, a sostenere la forza lavoro sanitaria, a rafforzare le attività di ricerca e i sistemi di sorveglianza epidemiologica, a condividere informazioni affidabili in caso di nuovi patogeni o situazioni suscettibili di evolvere in nuove emergenze. Viene inoltre richiamata la necessità di un finanziamento sostenibile dell’OMS, di cui si riafferma la centralità ed il ruolo di coordinamento nel sistema onusiano rispetto ai temi salute.

La Risoluzione prevede anche la costituzione di un apposito Member States Working Group, aperto alla partecipazione di tutti gli Stati Membri, incaricato di alimentare il lavoro di “rafforzamento” dell’Organizzazione e, soprattutto, di valutare i “benefici” dello sviluppo di una convenzione, accordo o altro strumento internazionale per la preparazione e la risposta alle pandemie. La struttura del Working Group dovrà essere definita nelle prossime settimane, e la sua prima riunione dovrà tenersi entro il 17 settembre.

L’Assemblea, su impulso di un ampio gruppo di Paesi tra cui l’Italia, ha inoltre adottato una decisione procedurale con la quale si stabilisce che gli esiti delle valutazioni di questo Working Group forniranno la base di discussione per una Sessione speciale dell'Assemblea Mondiale convocata per la fine di novembre 2021 (29 novembre 2021 – 1 dicembre 2021): questa avrà il compito di incardinare la visione politica di un “trattato sulle pandemie” entro un percorso definito, nella prospettiva del possibile avvio di un “intergovernmental process” di redazione e negoziazione del nuovo strumento prescelto.

Tra gli altri temi di sanità pubblica in agenda, il “Rafforzamento della produzione locale di medicinali e altre tecnologie sanitarie per migliorare l'accesso”, oggetto di una specifica risoluzione: sponsorizzata da più di 100 Paesi, quest’ultima raccomanda un approccio più completo e onnicomprensivo, strategie e piani d'azione nazionali, un ambiente imprenditoriale favorevole, lo sviluppo del capitale umano, la collaborazione multi-stakeholder e il coinvolgimento in reti regionali e globali.

Le disuguaglianze sociali e sanitarie messe in risalto dal COVID-19 hanno inoltre portato a un rinnovato interesse da parte degli Stati membri per il lavoro dell'OMS sui determinanti sociali della salute. Facendo seguito a precedenti risoluzioni del 2009 e nel 2012, una nuova risoluzione elenca quest’anno le azioni che devono essere intraprese da tutte le parti interessate, anche nella lotta contro la pandemia di COVID-19 e nei futuri sforzi di ripresa.

La risoluzione "Proteggere, salvaguardare e investire nel personale sanitario e assistenziale" colloca il ruolo critico di questi operatori nel contesto della pandemia di COVID-19: richiede azioni per garantire che gli investimenti sul personale sanitario vadano nella direzione di rendere quest’ultimo sempre più qualificato, formato, attrezzato, sostenuto e abilitato. Sottolinea la necessità di una retribuzione dignitosa, del riconoscimento, di un ambiente di lavoro sicuro e della protezione dei diritti.

Parallelamente, le Direzioni strategiche globali per l'infermieristica e l'ostetricia 2021-2025 e la relativa risoluzione forniscono raccomandazioni su istruzione, lavoro, leadership e fornitura di servizi che aiuteranno i Paesi a garantire che il lavoro dei propri infermieri e ostetriche abbia il massimo impatto sugli esiti di salute della popolazione. Queste indicazioni derivano dalle evidenze pubblicate nel Rapporto sullo stato dell’infermieristica nel mondo(2020) e nel Rapporto sullo stato dell’ostetricia nel mondo (2021.

Il Meccanismo di coordinamento globale (GCM) per le malattie non trasmissibili, istituito nel 2014, sarà esteso fino al 2030. Con una serie di misure raccomandate per migliorarne l'efficacia, il piano sarà presentato all'Assemblea mondiale della sanità nel 2022.

Una nuova risoluzione esorta poi gli Stati membri a dare priorità alla prevenzione e al controllo del diabete, nonché alla prevenzione dei suoi fattori di rischio, come l'obesità. Raccomanda interventi in una serie di aree, tra cui: lo sviluppo di percorsi per raggiungere obiettivi di prevenzione e controllo del diabete, compreso l'accesso all'insulina; l'armonizzazione dei requisiti normativi per l'insulina e altri medicinali per la cura del diabete e la valutazione del valore della creazione di una piattaforma online di condivisione delle informazioni sulla trasparenza dei mercati dei medicinali per il diabete. I delegati hanno anche richiesto all'OMS di sviluppare raccomandazioni e di considerare l’identificazione di specifici obiettivi in materia.

I delegati all'Assemblea mondiale della sanità hanno inoltre approvato il Piano d'azione globale per la salute mentale 2013-2030, che comprende opzioni e indicatori di attuazione aggiornati. Per la prima volta, il piano include un indicatore sulla preparazione per fornire assistenza psicologica e di salute mentale durante le emergenze.

La risoluzione sulla fine della violenza contro i bambini attraverso il rafforzamento dei sistemi sanitari e approcci multisettoriali mira invece a rafforzare la capacità del settore sanitario di prevenire e rispondere alla violenza contro i bambini: essa individua una serie di azioni che devono essere intraprese dai governi e dal Segretariato dell'OMS, in collaborazione con altre parti interessate, per garantire la salute e il benessere dei bambini. Invita i paesi a intensificare l'attuazione di due pacchetti tecnici guidati dall'OMS, INSPIRE: Sette strategie per porre fine alla violenza sui bambini RESPECT sulle donne: un quadro per prevenire la violenza contro le donne, sviluppato per aiutare i paesi a raggiungere i rilevanti obiettivi di sviluppo sostenibile. La risoluzione programma infine il secondo e il terzo rapporto OMS sullo stato globale della violenza contro i bambini per il 2025 e il 2030.

La decisione sulla sicurezza del paziente mira a evitare, a livello globale, che i pazienti subiscano lesioni o muoiano a causa di cure sanitarie non sicure: adottando il primo "Piano d'azione globale per la sicurezza dei pazienti 2021-2030" vengono delineate le azioni prioritarie che devono essere intraprese dai governi, dalla società civile, dalle organizzazioni internazionali, dalle organizzazioni intergovernative, dall'OMS e, soprattutto, dalle strutture sanitarie di tutto il mondo. L'OMS collaborerà con gli Stati membri nello sviluppo dei rispettivi piani di attuazione, in base al relativo contesto nazionale.

In relazione alla Strategia OMS su salute, ambiente e cambiamento climatico del 2019, i delegati hanno deciso di monitorarne i progressi tra 2, 4 e 8 anni.

In materia di prevenzione dello sfruttamento e degli abusi sessuali (PSEA), e nel contesto delle recenti accuse di abusi perpetrati nella Repubblica Democratica del Congo nell’ambito di operazioni OMS in risposta all’emergenza Ebola, l'OMS ha ribadito il proprio impegno ad adottare un approccio globale, incentrato sul sopravvissuto al PSEA e alle molestie sessuali, intraprendendo azioni nelle aree delle policies, dello sviluppo delle capacità e delle operazioni. 

L’Assemblea Mondiale della Sanità ha anche approvato per consenso, su proposta italiana, una risoluzione che formalizza diritti e partecipazione della Santa Sede presso l’organizzazione ginevrina. In particolare, viene riconosciuto alla Santa Sede lo status formale di Osservatore (“non-Member State Observer”)

I delegati hanno infine approvato il budget 2022-2023 per un valore di 6.121,7 milioni di dollari: il budget di base presenta un aumento del 16% rispetto a quello 2020-2021, riflesso della necessità per l’OMS di fare fronte alle esigenze operative determinate dalla pandemia di COVID-19. Il budget sarà finanziato da contributi obbligatori (956,9 milioni di dollari USA) e volontari (5.164,8 milioni di dollari USA). In linea con il tredicesimo programma di lavoro OMS e gli obiettivi del “triplo miliardo”, il budget programmatico sosterrà le 3 priorità strategiche dell'Organizzazione: garantire che un miliardo di persone in più abbia una copertura sanitaria universale, una migliore protezione dalle emergenze sanitarie, ed un livello superiore di salute e benessere.

Complessivamente, durante l’Assemblea, sono state adottate più di 30 Risoluzioni e Decisioni

Per ulteriori approfondimenti, è possibile visionare i lavori delle giornate in cui si è articolata la 74^ Assemblea mondiale della sanità,


La 73ma Assemblea Mondiale della Sanità, si è svolta in modalità virtuale dal 18 al 19 maggio 2020 ed è stata presieduta da Keva Bain, ambasciatrice delle Bahamas. “Una pandemia mondiale richiede una risposta mondiale”, sono state le parole di apertura di questa edizione dell’Assemblea dedicata interamente al rafforzamento del coordinamento globale per contrastare l’emergenza sanitaria in corso, causata dal Covid-19, tenutasi in forma ridotta proprio a causa della crisi legata alla diffusione del virus.

Il 19 maggio è stata adottata un’unica risoluzione, di fondamentale rilevanza, finalizzata ad intensificare gli sforzi e di dar vita a una più stretta collaborazione per contenere e mitigare l’impatto della pandemia. Si riconosce qui il ruolo di leadership dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e le priorità globali di garantire l'accesso universale, tempestivo ed equo alle tecnologie e ai prodotti sanitari essenziali, nonché di conseguire l’immunizzazione estesa contro il virus, una volta che saranno disponibili vaccini sicuri, di qualità, accessibili e convenienti.

Nel corso delle due giornate è stato fatto il punto della situazione a livello mondiale. I Ministri della Salute partecipanti hanno illustrato l’evoluzione della pandemia e le misure di contrasto all’infezione adottate nei rispettivi Paesi, rimandando tutte le altre questioni di salute pubblica ad una successiva edizione.

Sessione speciale

La sessione speciale si è svolta dal 9 al 13 novembre 2020. In queste giornate sono state discusse e approvate alcune risoluzioni sulle questioni di salute pubblica più importanti a livello mondiale.

Il tema del cancro della cervice uterina, già discusso nella 146ma sessione del Consiglio Esecutivo e sul quale risultava necessario intervenire con urgenza, è stata adottata una strategia globale per accelerare l'eliminazione della malattia, individuando obiettivi e traguardi per il periodo 2020-2030 anche attraverso l’implementazione, da parte degli Stati membri, degli interventi raccomandati.

Si è raggiunto l’accordo anche sulle iniziative per la tubercolosi. Le azioni intraprese in merito e i risultati riportati nel rapporto globale del 2019, dove sono raccolti i dati provenienti da oltre 200 nazioni, erano state presentate al 146° Consiglio Esecutivo OMS di febbraio nel rapporto del Direttore Generale OMS. Qui vengono riportati in dettaglio i target globali 2018-2022 e i relativi progressi per la riduzione dell’incidenza e della mortalità (soprattutto nella Regione Europea e nella Regione Africana). In questo processo si inserisce la risoluzione in cui viene approvata la strategia globale per porre fine alla tubercolosi, declinata in quattro obiettivi strategici: ricerca e innovazione di alta qualità e accesso equo ai vantaggi che ne derivano, incremento degli investimenti finanziari, promozione della condivisione dei dati.

E’ stato poi concordato un approccio comune su cure oculistiche, rafforzamento della preparazione alle emergenze sanitarie, sicurezza alimentare, meningite, epilessia e  disturbi neurologici.

Complessivamente, durante l’Assemblea, sono state adottate 10 Risoluzioni e 33 Decisioni. Queste ultime, in particolare, hanno assunto determinazioni relativamente a Sanità pubblica, innovazione e proprietà intellettuale, Invecchiamento in salute, Risposta all’influenza, Alimentazione materna e infantile, Sanità digitale, Risorse umane per la sanità, Condizioni sanitarie nei territori palestinesi occupati, Malattie tropicali neglette.

Consulta:


La 72ma Assemblea Mondiale della Sanità, si è svolta a Ginevra da 20 al 28 maggio 2019, presso il Palazzo delle Nazioni Unite, e presieduta dal Dr Bounkong Syhavong (Ministro della Salute del Laos), si è conclusa con l'adozione di diverse risoluzioni sulle questioni di salute pubblica più importanti a livello mondiale.

Gli Stati membri hanno adottato una nuova strategia globale in materia di salute, ambiente e cambiamenti climatici e si sono impegnati a investire in acqua potabile, servizi di igiene e igiene nelle strutture sanitarie.

Di fondamentale rilevanza, la risoluzione adottata per migliorare la trasparenza dei prezzi di medicinali, vaccini e altri prodotti sanitari, presentata dall'Italia e sostenuta da un ampio numero di Stati membri, anche nella regione EURO.
La risoluzione sollecita gli Stati membri a migliorare la condivisione pubblica delle informazioni sui prezzi effettivi pagati da governi e altri acquirenti per i prodotti sanitari e una maggiore trasparenza sui brevetti farmaceutici, sui risultati delle sperimentazioni cliniche e su altri fattori che incidono sui prezzi lungo la catena del valore dal laboratorio al paziente.
Nell’ambito della discussione, i delegati hanno convenuto quanto sia indispensabile identificare un nuovo equilibrio nel mercato, in grado, da un lato, di rispondere efficacemente alla necessità di sviluppare prodotti che soddisfino le priorità di sanità pubblica (come gli antibiotici) e, dall'altro, di rendere tutte le innovazioni universalmente disponibili per le loro popolazioni.
Nell’attuale contesto, infatti, esiste un rischio significativo di aumentare le disparità in termini di accesso ai prodotti sanitari essenziali all'interno e tra gli Stati membri.
Pur riconoscendo l'importanza della tariffazione differenziale tra di essi, l’Italia crede fermamente che il miglioramento della trasparenza dei mercati dei medicinali sia essenziale per migliorare le decisioni politiche, aumentare la concorrenza e quindi stimolare lo sviluppo di mercati funzionali e competitivi, ed è pertanto impegnata a dare seguito alla risoluzione.
E’ stato poi concordato un approccio comune alla resistenza antimicrobica e la sicurezza dei pazienti è stata riconosciuta come una priorità di salute globale.
I Paesi hanno poi adottato tre risoluzioni sulla copertura sanitaria universale, tema scelto per gli interventi dei Ministri e dei capi delegazione nell’Assemblea Mondiale del 2018, e sull'assistenza sanitaria di base.
Su questi temi il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha chiesto alle delegazioni di prepararsi a riferire, nel corso della 74 assemblea mondiale, sui passi compiuti nel campo dell'assistenza sanitaria di base e della copertura sanitaria universale.

I Paesi hanno anche convenuto di adottare l'undicesima revisione della classificazione internazionale delle malattie (ICD-11), che costituisce lo standard internazionale per la segnalazione malattie e condizioni di salute e che entrerà in vigore il 1 ° gennaio 2022.
Sono state inoltre riconosciute altre priorità fondamentali per la salute: la sicurezza dei pazienti, minacciata dagli eventi avversi che si verificano nelle strutture sanitarie e in particolare negli ospedali dei paesi a basso e medio reddito; il rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni, compresi i servizi igienico-sanitari e l'igiene delle acque, e della partecipazione al sistema globale di sorveglianza antimicrobica.

E’ stata, infine, approvata una nuova strategia globale per la salute, l'ambiente e i cambiamenti climatici, che fornisce una visione e una via da seguire su come il mondo deve rispondere ai rischi e alle sfide per la salute ambientale fino al 2030.

Consulta:


La 71^ Assemblea Mondiale della Sanità si è svolta a Ginevra dal 21 al 26 maggio 2018, presso il Palazzo delle Nazioni Unite, presieduta da David Parirenyatwa (Ministro della Salute e delle Cure pediatriche - Zimbabwe), coadiuvato dai vice-presidenti Andre Mama Fouda (Ministro della Salute Pubblica - Camerun) e Raymonde Goudou Coffie (Ministro della Salute e dell’Igiene Pubblica - Costa d’Avorio).

Quest’anno il tema scelto per gli interventi dei Ministri e capi delegazione è stato “Salute per tutti: impegno per una copertura sanitaria universale” , argomento su cui il Ministro Beatrice Lorenzin ha effettuato un intervento in seduta plenaria, evidenziando  la necessità di rinnovare l’impegno delle istituzioni pubbliche per la promozione della salute in tutte le espressioni della vita e delle attività dell’individuo e della collettività. In tale visione olistica della salute, l’Italia ha optato per una scelta sfidante ma sicuramente efficace: l’approccio One Health, che vede, a tutti i livelli, centrale e periferici, la presenza nella stessa Amministrazione di servizi che si occupano di salute umana, di quella animale e dell’igiene e sicurezza degli alimenti; il personale di questi servizi, inoltre, collabora strettamente con chi segue temi ambientali e altre materie che hanno un impatto sulla salute.

Il 2018 rappresenta, in questo senso,  un anno particolarmente significativo per la sanità italiana. Ricorrono, infatti, i 60 anni dell’istituzione del Ministero della Salute e i 40 anni dell’istituzione del Servizio sanitario nazionale italiano, modello di Copertura Sanitaria Universal, riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come uno tra i più inclusivi al mondo. Esso fornisce un pacchetto di prestazioni, ampio, di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, e ha contribuito a far della popolazione del nostro Paese una delle più longeve, pure in una fase molto dinamica nella quale si stanno affrontando nuove sfide, quali i mutamenti demografici ed epidemiologici ma anche quelli sociali, economici e culturali.

Risulta pertanto  improrogabile investire ulteriormente nell’attuazione dei principi indicati dall’OMS nella Dichiarazione di Alma Ata del 1978 (di cui quest’anno ricorre il 40° anniversario), e ribadite nel 2008 dalla stessa Organizzazione, con il motto “Primary health care, now more than ever” (“Assistenza sanitaria di base, ora più che mai”) . Le cure sanitarie primarie quale fondamento per raggiungere la copertura sanitaria universale e la salute per tutti

L'Italia ha sostenuto la necessità di sviluppare elevate capacità di preparazione e risposta a diversi tipi di emergenze sanitarie, messe alla prova da eventi di portata nazionale e sovranazionale (focolai di malattia da Chikungunya  e  Zika virus, la crisi di Ebola in Africa, l’emergenza migratoria); il nostro Paese, inoltre, sostiene la collaborazione con l’OMS e partecipa attivamente a  iniziative internazionali di dialogo e collaborazione: su TBC, migranti e salute; per l’eliminazione di alcune malattie prevenibili con vaccino; attraverso l'iniziativa per la sicurezza sanitaria globale (GHSI, dal 2001) e l'Agenda per la sicurezza sanitaria globale (GHSA, dal 2011), che quest’anno è stata coordinata dall’Italia.

Sono state poi citate altre emergenze, più subdole ma altrettanto severe, quali l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie croniche non trasmissibili, gli effetti dei mutati fattori ambientali sulla salute, il soddisfacimento di nuovi bisogni sanitari. In questo campo sarebbe da preferire un approccio intersettoriale, multistakeholder, sia per affrontare i principali fattori di rischio modificabili, che per ridurre le disuguaglianze, anche correlate al genere, e per continuare a stimolare la ricerca e l’innovazione.

In definitiva, solo un costante, rinnovato impegno di tutti, a sostegno della ricerca e dell’innovazione, e che garantisca accessibilità, universalità, coordinamento, azioni centrate sulla persona e per tutta la vita - con il supporto dell’OMS - potrà accelerare i passi verso una copertura sanitaria universale e una popolazione più in salute e un efficace e rapido contrasto alle emergenze sanitarie, a livello globale.

Consulta:


Documenti 68^ Assemblea Mondiale della Sanità

 


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Data di pubblicazione: 19 giugno 2013, ultimo aggiornamento 14 giugno 2021

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