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Nell'ambito dell'attuazione dei servizi di sanità in rete, assume grande rilevanza la definizione di modalità tecnico-organizzative finalizzate a consentire l'integrazione socio-sanitaria ed a sostenere forme innovative di domiciliarità.
I servizi di telemedicina possono rappresentare, in questo senso, una parte integrante del ridisegno strutturale ed organizzativo della rete di assistenza del Paese.

La telemedicina può in particolare contribuire a:

  • migliorare la qualità dell'assistenza sanitaria
  • consentire la fruibilità di cure, servizi di diagnosi e consulenza medica a distanza
  • permettere il costante monitoraggio di parametri vitali, al fine di ridurre il rischio d'insorgenza di complicazioni in persone a rischio o affette da patologie croniche.

Con particolare riferimento all'invecchiamento della popolazione e all'aumento della cronicità delle patologie, la sanità in rete può essere sinergica a interventi di telemedicina nelle attività di prevenzione.

Ciò può essere utile soprattutto per categorie identificate a rischio, in quanto, ad esempio, affette da patologie cardiovascolari. Questi pazienti, pur conducendo una vita normale, devono sottoporsi ad un costante monitoraggio di alcuni parametri vitali, al fine di ridurre il rischio d'insorgenza di complicazioni.

L'interdisciplinarietà offerta dalla sanità in rete permette in questo caso di fornire al paziente un servizio migliore, attraverso una più rapida disponibilità di informazioni sullo stato della propria salute, consentendo di accrescere la qualità e tempestività delle decisioni del medico, particolarmente utili in condizioni di emergenza-urgenza.

La telemedicina, nel rappresentare uno dei principali ambiti di applicazione della sanità in rete, offre potenzialità di grande rilevanza soprattutto per:

  • accrescere equità nell'accesso ai servizi socio-sanitari nei territori remoti, grazie al decentramento e alla flessibilità dell'offerta di servizi resi, la cui erogazione viene resa possibile grazie a forme innovative di domiciliarità.
  • ridistribuire in modo ottimale le risorse umane e tecnologiche tra diversi presidi, consentendo di coprire la necessità di competenze professionali spesso carenti ed assicurare la continuità dell'assistenza sul territorio
  • offrire, grazie alla disponibilità di servizi di teleconsulto, un valido supporto ai servizi mobili d'urgenza, attraverso la riorganizzazione dei servizi sanitari, eventualmente mediante l'utilizzo di risorse cliniche a distanza, anche dislocate direttamente a bordo delle ambulanze.

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Telemedicina

Per definire la governance per la diffusione e il sistematico impiego della telemedicina nell’ambito dei processi di cura e assistenza al cittadino è stato previsto, nella direttiva del Ministro per l’anno 2019 uno specifico obiettivo operativo: “Mappatura delle esperienze di telemedicina sul territorio nazionale in coerenza con quanto definito nelle linee di indirizzo in materia di telemedicina”.


Metodologia

La metodologia per realizzare la mappatura è stata predisposta da un sottogruppo della Cabina di Regia del Nuovo Sistema Informativo Sanitario, cui hanno partecipato i rappresentanti delle regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana, nonché del Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’Istituto Superiore di Sanità, tenendo in considerazione le Linee d'indirizzo nazionali per la telemedicina emanate nel 2014.
La mappatura prevedeva la compilazione di un questionario online predisposto integrando una precedente rilevazione analoga già condotta dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2017 con ulteriori elementi che consentano una valutazione delle esperienze di telemedicina in termini sia di risposta alla domanda, sia di efficacia, sia di economicità considerando gli elementi che sono alla base del modello MAST (Model for the Assessment of Telemedicine), già utilizzato nell’ambito di diversi progetti europei.
Il modello MAST individua 7 domini di valutazione, ognuno dei quali strutturato secondo diversi quesiti legati al particolare ambito di analisi:

  1. Descrizione della patologia e caratteristiche dell’applicazione
  2. Sicurezza
  3. Efficacia clinica
  4. Percezione del paziente
  5. Aspetti economici
  6. Aspetti organizzativi
  7. Aspetti socio-culturali, etici e legali


Questionario on line e risultati della mappatura

Alle regioni e alle strutture sanitarie è stato richiesto di compilare on line il Questionario nazionale per la mappatura delle esperienze di telemedicina sul territorio nell'anno 2018 da restituire entro la fine di dicembre 2019, termine  prorogato alla fine di febbraio 2020 su richiesta di alcune regioni che non erano riuscite a completare la rilevazione.

Il questionario, articolato in 65 domande, è stato progettato con lo scopo di rilevare tutte le esperienze di telemedicina attive sul territorio nazionale nell’anno 2018. Per facilitare l’individuazione delle esperienze, a ciascuna Regione è stato fornito, tramite dei referenti dei sistemi informativi sanitari, un file con le informazioni fornite in occasione della rilevazione condotta dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2017, in modo che, oltre alle nuove esperienze attivate nel corso 2018, potessero essere aggiornate anche le esperienze avviate precedentemente e ancora attive nel 2018, integrandole con le nuove informazioni previste.

Tutte le Regioni e Province Autonome hanno fornito riscontro e la mappatura ha rilevato ben 282 esperienze di telemedicina attive sul territorio nazionale nell’anno 2018 così distribuite:

Regione Sardegna 8 Regione Basilicata 1 Regione Puglia 8 Regione Campania 15 Regione Molise 1 Regione Abruzzo 2 Regione Lazio 31 Regione Umbria 13 Regione Toscana 31 Regione Veneto 17 Regione Friuli Venezia Giulia 1 Provincia autonoma di Bolzano e Veneto 3 Regione Lombardia35 Regione Piemonte 22 Regione Valle D'aosta 6 Regione Calabria 3 Regione Liguria 13 Regione Sicilia 31 Regione Marche 5 Regione Liguria 13 Regione Emilia Romagna 36

Nel 33,3% dei casi si tratta di prestazioni sanitarie erogate parzialmente in Telemedicina e nel 28,4% erogate totalmente in telemedicina. Le restanti esperienze sono progetti pilota o sperimentali. Il 29% delle esperienze sono di teleconsulto, il 23% di telerefertazione e il 22% di telemonitoraggio. L’ambito specialistico è nel 43% la cardiologia, seguito dal 19% in radiologia. Nel 55% la tipologia di pazienti sono cronici e nel 45% sono pazienti acuti.

Per un maggior dettaglio consultare:


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Data di pubblicazione: 7 luglio 2011, ultimo aggiornamento 4 maggio 2021

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