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Rilevazione attività nel settore dell'alcoldipendenza

Il Decreto ministeriale 4 settembre 1996 definisce le modalità per la rilevazione delle attività realizzate nelle strutture pubbliche e private che si occupano di trattamento e recupero delle persone con problemi di alcoolismo, in base a quanto previsto dal DPR 309/90 e dal Decreto ministeriale 3 agosto 1993.
La rilevazione ha la finalità di:

  • istituire un’anagrafe dei servizi pubblici o dei gruppi di lavoro che erogano prestazioni sociosanitarie in materia di alcooldipendenza, nonché degli enti del volontariato, del privato sociale, privati che collaborano, a vario titolo, con i servizi socio-sanitari in materia di alcooldipendenza
  • raccogliere i dati relativi agli utenti, ai trattamenti praticati e al personale operante in tali servizi.

Le informazioni contenute nei modelli di rilevazione sono fornite dalle aziende sanitarie locali e dalle aziende ospedaliere e raccolte ogni anno ad opera delle Regioni. Per gli Enti convenzionati le informazioni vengono rilevate direttamente dalle Regioni e inviate al Ministero della Salute, che provvede ad elaborare e divulgare i dati raccolti.

Cerca tra le pubblicazioni le Rilevazioni attività alcol a partire dal 1999.

Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati in materia di alcoldipendenza

L’art. 8 della legge 30.3.2001 n. 125 dispone che il Ministro della Salute trasmetta ogni anno al Parlamento una relazione sugli interventi realizzati in materia di alcoldipendenza.

La relazione riporta anche i risultati dei progetti assegnati alle Regioni capofila, per i quali sono stanziate le risorse economiche previste dall’art. 3 comma 4 della Legge 125/2001.

Ogni anno il Ministero della Salute e la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni stabiliscono la tematica di interesse da sviluppare in una progettualità che ha durata di 12 mesi. La stessa Commissione individua di anno in anno la Regione capofila del progetto.

Dati epidemiologici

L'ultima Relazione del Ministro della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati, trasmessa al Parlamento il 6 maggio 2021, fornisce un aggiornamento dei dati epidemiologici sul consumo di bevande alcoliche nella popolazione italiana nel corso del 2019 e descrive le azioni di prevenzione messe in atto dal Ministero e dalle Regioni durante il 2020, per contenere il fenomeno correlato al consumo rischioso e dannoso di alcol.

  • Stabile il consumo occasionale

I dati relativi al 2019 mostrano una situazione sovrapponibile a quella dell’anno precedente per il consumo occasionale (dal 46,4% al 46,6%). per il consumo fuori pasto (dal 30,2% al 30,6%) e per il consumo giornaliero (dal 20,6% al 20,2%).

  • I consumatori a rischio

La prevalenza dei consumatori a rischio, elaborata attraverso l’indicatore di sintesi, mostra che nel 2019, il 21,5% degli uomini e l’8,9% delle donne di età superiore a 11 anni, per un totale di quasi 8.200.000 individui (M=5.700.000, F=2.500.000) non si sono attenuti alle raccomandazioni di salute pubblica relativamente alle modalità di consumo di bevande alcoliche (Linee Guida per una sana alimentazione – Centro di Ricerca e Nutrizione anno 2018).

Le fasce di popolazione più a rischio per entrambi i generi sono:

  • quella dei 16-17enni (M=42,2%, F=39,2%), che non dovrebbero consumare bevande alcoliche
  • quella dei “giovani anziani” (65-75 anni).

Circa 750.000 minorenni e 2.700.000 ultra sessantacinquenni, infatti, sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate. Le quote percentuali di consumatori a rischio di sesso maschile sono superiori a quelle delle donne per tutte le classi di età.

  • Resta allarmante il fenomeno del binge drinking

Il fenomeno definito come binge drinking (assunzione di numerose unità alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo) aumenta nell’adolescenza e raggiunge i valori massimi tra i 18-24enni. Nel 2019 il fenomeno del binge drinking ha riguardato il 16% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età, di questi il 20,6% maschi e l’11% femmine (ISTAT).

  • Aumenta il consumo di aperitivi, amari e superalcolici

Si conferma la tendenza già registrata negli ultimi 10 anni, che vede una progressiva riduzione della quota di consumatori che bevono o solo vino o solo birra, soprattutto fra i più giovani e le donne, mentre aumenta la quota di chi consuma, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici.

  • Si beve di più nel Centro-Nord, soprattutto nel Nord-est.

La quota di consumatori di bevande alcoliche aumenta al crescere del titolo di studio conseguito. Ciò avviene soprattutto per le donne, quelle con licenza elementare consuma alcol almeno una volta all’anno il 52%, quota che sale al 77,6% tra le laureate.

Per approfondire


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Data di pubblicazione: 26 gennaio 2011, ultimo aggiornamento 13 maggio 2021

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