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FAQ - Sindrome feto-alcolica

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La sindrome feto-alcolica (Fetal alcohol sindrome, Fas) è la più grave delle patologie del feto indotte dal consumo di alcol durante la gravidanza. 

Le donne fertili, sessualmente attive, che consumano più di 7 bevande a settimana e non usano contraccettivi efficaci, rischiano una gravidanza esposta all’alcol e di dare alla luce un bambino con deficit intellettivi, cognitivi e psicosociali.

La probabilità di danneggiare il feto aumenta proporzionalmente al consumo di alcol da parte della madre: ad alto rischio sono i bambini la cui madre ha consumato almeno 80 grammi di alcol puro al giorno. Tuttavia anche l’assunzione abbondante, ma sporadica, di alcol rappresenta un pericolo per lo sviluppo del feto, poiché il consumo di alcol può influire sul suo sviluppo in ogni momento della gravidanza.

Assolutamente si. Poiché qualsiasi quantità di alcol ingerito dalla madre giunge direttamente al feto, il rischio di danneggiarlo è in ogni caso possibile.
Non è nota la ragione della diversa suscettibilità dei bambini agli effetti dell’alcol, ma è ragionevole pensare che la diversa risposta del feto sia dovuta alla combinazione di alcol, fattori genetici, deficit nutrizionali, fumo e/o abuso di droghe.

No, l'alcol danneggia il feto e soprattutto il suo sistema nervoso centrale in ogni momento della gravidanza, dal primo al nono mese.

Il rischio esiste anche se si è bevuto alcol nelle prime settimane della gravidanza, quando ancora la donna non sa di essere incinta.

Segni e sintomi fisici

I bambini affetti da sindrome feto-alcolica (Fas) manifestano peculiarità fisiche specifiche, soprattutto della testa e del volto. Segni caratteristici nel viso sono: pieghe agli angoli degli occhi, fessure oculari strette, strabismo, naso corto e piatto, labbro superiore sottile e vermiglio, solco naso-labiale allungato e piatto, fronte lunga e stretta, ipoplasia mascellare e mandibolare. Le anomalie oculari che si osservano nei bambini affetti da Fas indicano che gli occhi sono particolarmente sensibili all’alcol durante la fase dello sviluppo: ai segni visibili si associano ipoplasia del nervo ottico, aumentata tortuosità dei vasellini retinici e capacità visive ridotte.

Anche il sistema scheletrico subisce le conseguenze dell’esposizione all’alcol. È stato osservato un ritardo rilevante nell’età ossea media nei bambini affetti da Fas, che continua negli anni dell’adolescenza, ravvisabile nei valori inferiori alla media di altezza, peso corporeo e circonferenza cranica. Altra manifestazione clinica comunemente associata alla Fas è la presenza di un grado variabile di microcefalia, ovvero una ridotta circonferenza del cranio, che rappresenta anche la più sicura evidenza della presenza di un danno cerebrale. Le altre anomalie registrate a livello cerebrale sono legate alla riduzione nella dimensione della volta cerebrale e cerebellare, dei gangli basali e del diencefalo. Sono presenti anche malformazioni cardiache, in particolar modo rappresentate dai difetti del setto ventricolare.

Disturbi psicologici e neurologici

Un’alta percentuale di pazienti, esposti a quantità elevate di alcol durante la gestazione, che manifesta le caratteristiche tipiche della Fas nella crescita e nel viso, non presenta evidenze di danno cerebrale organico, ma piuttosto significativi deficit comportamentali e cognitivi.

I disturbi neurologici e neuropsicologici che compongono il quadro clinico della Fas sono:

  • disturbi del sonno e riflesso di suzione ridotto
  • ritardo dello sviluppo mentale
  • deficit intellettivo
  • disturbi dell’attenzione e della memoria
  • disturbi della motricità fine
  • iperattività e impulsività
  • disturbi dell’eloquio e dell’udito.

Le anomalie comportamentali e cognitive possono essere rilevate attraverso test psicometrici specifici per età, eseguiti generalmente dopo i 5 anni, utili non solo per stabilire la diagnosi ma anche per organizzare un piano di trattamento ad hoc.

Consultando un pediatra esperto nella sindrome feto-alcolica. Tale esperto può essere consigliato dall'Osservatorio nazionale Alcol dell'Istituto superiore di sanità.

Per approfondire

Solo un pediatra esperto che analizzi tutta la storia del bambino e l'eventuale esposizione della madre all'alcol, durante la gravidanza, può farlo. Ci sono test neuro-comportamentali che distinguono le due sindromi.


Fonte:

Direzione generale della Prevenzione sanitaria - Ufficio 6
Istituto superiore di sanità


Data di ultimo aggiornamento: 6 luglio 2021


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