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immagine di un veterinario

I controlli veterinari alle frontiere dei Paesi dell’Unione presso i Posti d'Ispezione frontalieri europei sono effettuati sulla base di norme armonizzate a livello europeo. Tali controlli sono finalizzati a garantire la sicurezza delle merci in ingresso nell’Unione Europea e ad evitare la diffusione di malattie umane e animali a seguito dell’introduzioni di animali vivi e prodotti di origine animale.
I PIF sono uffici periferici del Ministero della Salute e fanno parte integrante di una rete di PIF dell’Unione Europea (UE). Essi sono autorizzati dalla Commissione europea ad effettuare controlli veterinari su animali vivi e prodotti di origine animale provenienti da Paesi terzi e destinati al mercato comunitario o al transito verso altri Paesi terzi.
Un PIF italiano o di un altro Stato membro può controllare una partita di animali o di alimenti di origine animale destinati al proprio territorio o a quello di uno qualsiasi degli altri Stati membri.
Ogni PIF è autorizzato al controllo di una certa categoria di prodotti o animali in funzione delle caratteristiche strutturali e delle attrezzature presenti. L’elenco dei PIF europei con le relative categorie di abilitazione è stabilito dalla Decisione della Commissione n. 2009/821/CE.
I PIF sono oggetto di sopralluoghi periodici da parte di ispettori comunitari e nazionali al fine di verificare il mantenimento dei requisiti strutturali e funzionali richiesti dalla normativa vigente in materia.
Oltre ai controlli veterinari sui prodotti di origine animale e sugli animali vivi, in quest’ultimo caso anche per la verifica del loro benessere, alcuni PIF effettuano controlli sui prodotti di origine non animale destinati all’alimentazione animale.
I PIF svolgono, inoltre, un importante e delicato compito di supporto tecnico ed operativo agli Uffici Doganali per il contrasto del commercio clandestino di prodotti e animali. Tale compito è fondamentale per evitare l’introduzione di alimenti a rischio o di malattie altamente contagiose per gli animali o per l’uomo (afta epizootica, influenza aviaria, rabbia e altri agenti patogeni).

Per maggiori dettagli consultare il sito della Commissione Europea:


Data di pubblicazione: 15 gennaio 2018, ultimo aggiornamento 15 gennaio 2018

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