I cambiamenti climatici, correlabili a fattori antropici, come sostenuto dalla comunità scientifica internazionale, hanno impatti di dimensioni crescenti sugli equilibri ecosistemici, in particolare, sulla regolazione e sulla disponibilità di risorse idriche.

Nelle aree mediterranee, gli impatti negativi sono principalmente associati a un innalzamento delle temperature medie e massime, a un’aumentata frequenza di precipitazioni intense e concentrate in brevi periodi, alternate a lunghi periodi di siccità. A fronte di tale situazione si registra una diminuzione delle precipitazioni medie e dei volumi di corsi d’acqua superficiali. Tali preoccupazioni hanno indotto l’Unione Europea a intraprendere una serie di iniziative che, ad aprile 2013, si sono concretizzate con l’adozione della “Strategia europea per i cambiamenti climatici” e con le successive Conclusioni del Consiglio del 13 giugno 2013 Una Strategia europea di Adattamento al Cambiamento Climatico”.

La Strategia Nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici (SNAC)  conferma quanto già indicato nei documenti elaborati dall’International Panel on Climate Change (IPCC) e dall’European Environmental Agency (EEA) sulle vulnerabilità dell’Italia nel contesto dell’area mediterranea con particolare riferimento alla gestione delle acque e ai rischi connessi causati da fenomeni meteorologici estremi.

I rischi associati ai cambiamenti climatici nei sistemi idro-potabili

I cambiamenti climatici si riflettono sulla temperatura media dei mari e sulla riduzione della salinità, per l’apporto di acque dolci di fusione dei ghiacciai artici; ciò comporta un'alterazione nella composizione della flora e della fauna locali e delle popolazioni fitoplanctoniche. Di significativa importanza è l’erosione delle aree costiere, a causa dell’innalzamento del livello del mare, che può compromettere la disponibilità di molte falde dovuta a intrusioni saline.

Favorite dai cambiamenti climatici e, particolarmente dall’aumento della temperatura, da alcuni anni si manifestano fioriture di cianobatteri nelle acque dei laghi in grado di produrre cianotossine, la cui presenza nelle acque può determinare cambiamenti nella struttura dell’ecosistema e problemi nell’utilizzo della risorsa idrica da parte dell’uomo, con una riduzione dei “servizi” eco sistemici.

Nello scenario nazionale che si sta configurando, si evidenza come le regioni meridionali e insulari siano a maggior rischio per quantità e qualità delle risorse idriche, mentre in diverse aree settentrionali e in tutta la penisola molti territori a rischio idro-geologico sono soggetti a frane e alluvioni.  Le potenziali conseguenze possono interessare i servizi idrici, in particolare per quanto riguarda la quantità e la qualità dell’acqua distribuita, per impatto diretto sulle infrastrutture, infiltrazioni d’inquinanti nelle reti di distribuzione o nei serbatoi con conseguenti contaminazioni chimiche o microbiologiche.

Effetti preoccupanti, che interessano in diversa misura tutti i corpi idrici superficiali, riguardano la perdita di biodiversità degli ecosistemi acquatici con drammatici impatti sulla qualità delle risorse idriche, come la perdita di meccanismi di fitodepurazione.

La rilevanza sanitaria degli aspetti di vulnerabilità dei sistemi idrici ai cambiamenti climatici ha sollecitato iniziative specifiche dell’OMS nell’ambito del Protocollo Acqua e Salute e della Convenzione sull’acqua della United Nations Economic Commission for Europe. In questo contesto nel 2011 sono state sviluppate le linee guida per la gestione dei servizi idrici negli eventi meteorologici estremi che prevedono specificatamente l’implementazione dei Piani di scurezza dell’acqua (PSA) per la valutazione e gestione dei rischi emergenti indotti dai cambiamenti climatici.

Le linee guida nazionali sui PSA contengono una serie di valutazioni specifiche in merito ai pericoli associati ai cambiamenti climatici.

Consulta: Istituto Superiore di Sanità (ISS). Linee guida per la valutazione e gestione del rischio nella filiera delle acque destinate al consumo umano sexcondo il modello dei Warer Safety Plan.


Efficenza dei processi di filtrazione nella rimozione di inquinanti microbiologici e chimici



Data di pubblicazione: 7 ottobre 2016, ultimo aggiornamento 7 ottobre 2016

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