Le famiglie italiane trascorrono normalmente la quasi totalità del proprio tempo (90%) all’interno di edifici (casa, edifici pubblici, centri commerciali).
L’attenzione all’inquinamento indoor riveste quindi un’importanza considerevole.

Una delle principali fonti di inquinanti indoor è rappresentata dal fumo di sigaretta, che viene generalmente suddiviso in fumo attivo e fumo passivo.
Si calcola che i non fumatori esposti a fumo passivo in realtà siano costretti a "fumare" un equivalente di 1-3 sigarette al giorno.
Ciò comporta un rischio di malattia non voluto e prevenibile, che spesso ricade su persone affette da patologie preesistenti e che ne possono subire conseguenze immediate, come nel caso dei soggetti asmatici, dei bambini e delle donne in gravidanza.

In particolare negli ambienti chiusi il fumo di sigaretta può creare concentrazioni di polveri sottili molto elevate, fino a 100 volte superiori ai limiti di legge consentiti per l’ambiente esterno.
Il fumo di tabacco ambientale rappresenta un vero agente d’inquinamento. Secondo l'ISTAT il fumo dei genitori e di altri componenti della famiglia condiziona fortemente il comportamento giovanile.
Il gruppo di lavoro intende realizzare i seguenti documenti tecnici e linee guida:

  • revisione dell’analisi di contesto
  • definizione di linee guida per migliorare la qualità dell'aria indoor (IAQ)
  • progettazione di campagne di informazione ed educazione sanitaria rivolte alle famiglie per favorire l’adozione di comportamenti in grado di contrastare l’abitudine al fumo.

Consulta:

  • i componenti del gruppo di lavoro
  • il documento finale "La tutela dal fumo passivo negli spazi confinati o aperti non regolamentati dalla Legge 3/2003 art.51 (Legge Sirchia) e successive modificazioni"

Data di pubblicazione: 18 luglio 2013, ultimo aggiornamento 27 giugno 2017

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