La pet therapy deve rappresentare l’applicazione di una precisa cornice teorica, la zooantropologia, che studia il significato beneficiale della relazione con l’animale e le diverse leve che ne permettono l’applicazione corretta e ad hoc rispetto alla varietà dei problemi su cui è chiamata ad intervenire.
Differenti sono i bisogni specifici dei vari pazienti e differenti dovranno essere i percorsi di cambiamento che essi dovranno compiere per ottenere beneficialità.
In altre parole per dare un servizio adeguato, non si deve realizzare una relazione generica uomo-animale, bensì una dimensione di relazione specifica capace di produrre quei contributi al cambiamento di cui necessita la persona.

Al fine dunque di realizzare una pet therapy in linea con le ricerche della zooantropologia e cioè non svincolata dalla conoscenza scientifica, si è deciso nel 2000 di realizzare un tavolo di lavoro tra tutti coloro cha a vario titolo negli ultimi dieci anni si erano occupati di pet therapy.
Ne è sorto un progetto definito Carta Modena (pdf, 24 KB), per la sede che ha ospitato i lavori, teso a sancire i principi ed i valori dell’approccio relazionale ossia dell’utilizzo della relazione uomo animale a scopo beneficiale.


Carta Modena siglata nel 2002, ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute e resta tuttora un cantiere aperto giacché quotidianamente riceve le adesioni di Comuni, Istituti, Università, Regioni, Associazioni, etc.
La Carta costituisce un documento importante in una logica di salvaguardia del diritto, del principio di relazione, della professionalità, in un’ottica di sviluppo e di ampliamento della pet therapy che può rappresentare fonte di benessere per molte persone e bacino di occupazione per molti giovani.


La relazione terapeutica o assistenziale con l’animale, che ha come finalità la promozione del benessere e della salute degli esseri umani, ha determinato anche l’esigenza di approfondire i problemi etici che possono derivare da questo particolare impiego degli animali. Tali problemi sono stati ritenuti oggetto di interesse da parte del Comitato Nazionale per la Bioetica che nel 2002 ha istituito un gruppo di lavoro in materia. 
Dopo vivaci discussioni, nella seduta plenaria del 21 ottobre 2005 il Comitato  ha poi approvato all’unanimità il documento: Problemi bioetici relativi all’impiego di animali in attività correlate alla salute e al benessere umani (pdf, 306 KB).

Il documento esamina in particolare la pet therapy, l’addestramento degli animali da assistenza e la convivenza con un animale da compagnia (in un luogo di ricovero o nella propria abitazione) di un individuo particolarmente fragile da un punto di vista psicologico o fisico.


A riprova del fatto che gli animali abbiano assunto nel tempo un’importanza crescente sia in ambito bioetico che giuridico, oltre che presso l’opinione pubblica, c’è anche l’approvazione da parte del consiglio nazionale FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani), del nuovo Codice deontologico per medici veterinari che introduce un cambiamento sostanziale definendo gli animali come “esseri senzienti”.


Data di pubblicazione: 2 aprile 2007, ultimo aggiornamento 25 marzo 2013

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