Gli Accordi e le Intese con le linee progettuali per l'utilizzo, da parte delle Regioni, delle risorse vincolate

I contenuti dell’Accordo 23 dicembre 2015 (Rep. atti n. 234/CSR)

L’Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome siglato il 23 dicembre 2015 in sede di Conferenza Stato-Regioni individua le linee progettuali per l’utilizzo, da parte delle Regioni, delle risorse per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale per l'anno 2015 garantendo, nel contempo, una sostanziale continuità con gli indirizzi indicati nell’Accordo 30 Luglio 2015 (Obiettivi di Piano Sanitario Nazionale 2014), in coerenza con il Patto per la Salute 2014-2016.

Al fine della predisposizione degli specifici progetti regionali per l’anno 2015, sono state integralmente riproposte le linee progettuali già individuate per l’anno 2014, che si presentano complessivamente in numero ridotto rispetto agli anni precedenti.

Lo scenario delineato evidenzia esplicitamente la necessità di una rivisitazione a diversi livelli dell’intero sistema salute, con il chiaro obiettivo di aumentarne l’efficienza, nell’ottica di individuazione di strategie condivise volte a superare le difformità tra aree territoriali, ancora presenti in termini di risultati di salute, accessibilità e qualità dei servizi, per omogeneizzare lo standard di qualità verso l’alto in tutto il Paese. Il sistema sanitario attuale è caratterizzato da dinamiche sempre più significative e progressive che richiedono capacità di adattamento strutturale, funzionale ed organizzativo dei sistemi operativi per il raggiungimento di un equilibrio appropriato tra costi del sistema, benefici di salute prodotti e qualità dei servizi offerti.

Anche per il 2015 è stata confermata l’ individuazione di aree prioritarie di intervento e di strategie adeguate a salvaguardare il bisogno di salute, attraverso la realizzazione di molteplici interventi che includono la prevenzione dell’insorgenza delle malattie, la cura delle patologie acute, la gestione delle cronicità e della non autosufficienza, in un’ottica tesa a sviluppare i processi di umanizzazione nell’ambito dei percorsi assistenziali e a realizzare le attività necessarie a garantire servizi funzionali ai bisogni delle persone fragili. Le scelte strategiche individuate saranno in grado di delineare un sistema di azioni che potrà contribuire a garantire, nel medio e lungo periodo, la sostenibilità del Sistema sanitario e, nel contempo, a migliorare la qualità di vita dei cittadini.

 

Linee progettuali per l’utilizzo da parte delle Regioni delle risorse vincolate per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale anno 2015 (allegati A e B ) dell’Accordo 23 dicembre 2015

  1. Attività di assistenza primaria
  2. Sviluppo dei processi di umanizzazione all’interno dei percorsi assistenziali
  3. Cure Palliative e terapia del dolore. Sviluppo dell’assistenza domiciliare palliativa specialistica(vincolo di 100 milioni di euro)
  4. Piano Nazionale Prevenzione e supporto al Piano Nazionale Prevenzione (vincolo di 240 milioni di euro).
  5. Gestione della cronicità. Modelli avanzati di gestione delle malattie croniche.  Assistenza alle persone in condizioni di fragilità e di non autosufficienza
  6. Reti oncologiche

L’assegnazione delle risorse per l’anno 2015

Con l’Intesa del 23 Dicembre 2015 (Rep. Atti n. 236/CSR) è stata approvata la proposta del Ministro della salute relativa all’assegnazione alle Regioni delle risorse vincolate alla realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale per l'anno 2015, per un valore pari a 888.073.445 mln di euro da ripartirsi tra le Regioni, con i criteri già utilizzati negli anni precedenti, fermi restando i vincoli sulle risorse destinate ad alcune linee progettuali (Cure Palliative e terapia del dolore. Sviluppo dell’assistenza domiciliare palliativa specialistica; Piano Nazionale Prevenzione e supporto al Piano Nazionale Prevenzione). A norma della vigente legislazione sono escluse dalla ripartizione le Regioni Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e le Province autonome di Treno e Bolzano, mentre per la Regione Siciliana sono state operate le vigenti riduzioni.

Anche per quanto  attiene alle modalità di erogazione della quota residua delle risorse (30%), l’Accordo non prevede cambiamenti rispetto alle procedure consolidate negli anni precedenti: l’erogazione è, infatti, subordinata all’approvazione dei progetti da parte della Conferenza Stato Regioni su proposta del Ministero della Salute, previa valutazione favorevole del Comitato permanente per la verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza.


I contenuti dell’Accordo 30 Luglio 2015 (Rep. Atti n. 126/CSR)

L’Accordo tra Stato, Regioni e Province autonome, siglato il 30 Luglio 2015 in sede di Conferenza Stato-Regioni, individua le linee progettuali per l’utilizzo, da parte delle Regioni, delle risorse per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale per l'anno 2014, anche in continuità con le indicazioni dell’Accordo 20 febbraio 2014 (Obiettivi di Piano Sanitario Nazionale 2013) ed in coerenza con il nuovo Patto per la Salute 2014-2016.

Le linee progettuali per la predisposizione di specifici progetti regionali per l’anno 2014 si presentano complessivamente in numero ridotto rispetto agli anni precedenti, delineando l’opportunità di un nuovo approccio che, anche alla luce del recente Patto per la salute per gli anni 2014-2016, sottolinea esplicitamente la necessità di una rivisitazione a diversi livelli dell’intero sistema della sanità, con il chiaro obiettivo di aumentarne l’efficienza, nell’ottica di individuazione di strategie condivise volte a superare le disuguaglianze ancora presenti in termini di risultati di salute, accessibilità e qualità dei servizi.

Attualmente il contesto della salute è caratterizzato da un’organizzazione complessa tendente a salvaguardare un bisogno primario della persona, attraverso interventi molteplici che comprendono la prevenzione dell’insorgenza delle malattie, la cura delle patologie acute, la gestione delle cronicità, sempre in un’ottica di sviluppo dei processi di umanizzazione nell’ambito dei percorsi assistenziali.

Lo scenario che si delinea per l’anno 2014, pur nella complessità dell’attuale sistema socio-sanitario, è particolarmente orientato all’individuazione di aree prioritarie di intervento e di strategie adeguate alla gestione delle cronicità, della non autosufficienza ed alla realizzazione di attività necessarie a garantire servizi funzionali ai bisogni delle persone fragili.

Linee progettuali per l’utilizzo da parte delle Regioni delle risorse vincolate per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale anno 2014:

  1. Attività di assistenza primaria
  2. Sviluppo dei processi di umanizzazione all’interno dei percorsi assistenziali
  3. Cure Palliative e terapia del dolore. Sviluppo dell’assistenza domiciliare palliativa specialistica (vincolo di 100 milioni di euro)
  4. Piano Nazionale Prevenzione e supporto al Piano Nazionale Prevenzione (vincolo di 240 milioni di euro)
  5. Gestione della cronicità. Modelli avanzati di gestione delle malattie croniche.  Assistenza alle persone in condizioni di fragilità e di non autosufficienza
  6. Reti oncologiche

L’assegnazione delle risorse per l’anno 2014

Con l’Intesa del 4 Dicembre 2014 (Rep. Atti n. 172/CSR) è stata approvata la proposta del Ministro della salute relativa all’assegnazione delle risorse vincolate alla realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale per l'anno 2014, per un valore pari a 1.414.351.568 da ripartirsi tra le Regioni, con i criteri già utilizzati negli anni precedenti, fermi restando i vincoli sulle risorse destinate ad alcune linee progettuali. A norma della vigente legislazione sono escluse dalla ripartizione le regioni Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e le province autonome di Treno e Bolzano.


I contenuti dell'Accordo 20 febbraio 2014 (Rep. 13/CSR)

L’Accordo tra Stato, Regioni e Province Autonome, siglato il 20 febbraio 2014, individua le linee progettuali per l'utilizzo, da parte delle Regioni, delle risorse vincolate per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale per l'anno 2013.
Pur confermando la possibilità di completamento dei progetti già finanziati con le risorse relative all’anno 2012, viene evidenziata la necessità di un nuovo approccio lungo le linee progettuali di cui all’allegato A) dell’Accordo che rivolge una particolare attenzione a temi quali la fragilità degli anziani e dei malati cronici, la tutela della salute fisica e psicologica delle donne, dei bambini e degli adolescenti che, anche a seguito dei mutamenti intervenuti nella struttura demografica, economica e sociale del Paese, non appaiono più marginali.

Vengono introdotti vincoli su tutte le linee progettuali, per l’intero importo assegnato, come dal prospetto che segue.

 

Progr.Linee progettuali per l'utilizzo da parte delle Regioni delle risorse vincolate per
la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale
Quote vincolate (€)
1Interventi per il riassetto organizzativo e strutturale della rete dei servizi di assistenza ospedaliera e territoriale –Farmacia dei servizi250.000.000
2Modelli avanzati di gestione delle malattie croniche200.000.000
3Implementazione piano di indirizzo per la riabilitazione di cui all’accordo Stato Regioni del 10 febbraio 201120.000.000
4Assistenza ai pazienti in condizioni di Stato Vegetativo e Stato Minima Coscienza nella fase degli esiti (di cui all’Accordo del 5 maggio 2011)45.000.000
5Assistenza agli anziani in condizioni di fragilità e di non autosufficienza50.000.000
6Tutela della fragilità e contrasto alle disuguaglianze in sanità45.000.000
7Cure palliative e terapia del dolore. Sviluppo dell’assistenza domiciliare palliativa specialistica100.000.000
8Sviluppo dei processi di umanizzazione all’interno dei percorsi assistenziali40.000.000
9Interventi per l’implementazione della Rete Nazionale Malattie Rare e per la promozione della rete nazionale dei tumori rari 55.000.000
10Tutela delle maternità – percorso nascita – parto analgesia30.000.000
11Tutela della fertilità e della funzione ormonale nelle giovani donne affette da neoplasia o malattie croniche degenerative mediante l’istituzione di biobanche del tessuto ovarico e cellule germinali 40.000.000
12Implementazione di percorsi diagnostico-assistenziali e di supporto per migliorare la vita delle donne affette da malattie croniche invalidanti della sfera uro-genitale ( endometriosi infiltrante, vulvodinia, cistite interstiziale)15.000.000
13Implementazione della rete nazionale dei centri territoriali per la prevenzione primaria e la diagnosi precoce delle infezioni da HPV 15.000.000
14Implementazione della rete nazionale dei centri territoriali per la prevenzione primaria e la diagnosi precoce dei tumori dell’apparato genitale maschile 15.000.000
15Definizione di modelli di assistenza ai bambini e adolescenti affetti da patologie croniche, disturbi del comportamento, dell’apprendimento e del linguaggio, da autismo, da disturbo da deficit da attenzione/iperattività (ADHD) e da psicosi affettive e non affettive dell’infanzia e dell’adolescenza mediante l’organizzazione di Centri di riferimento a valenza regionale e/o interregionale e la realizzazione di reti assistenziali40.000.000
16Sviluppo degli strumenti del governo clinico e della valutazione della qualità e della sicurezza delle prestazioni – Risk management 100.000.000
17Implementazione del “Codice Etico” nelle aziende sanitarie10.033.253
18Piano Nazionale Prevenzione 240.000.000
19Superamento OPG e salute mentale80.000.000
20Sicurezza nei luoghi di lavoro 20.000.000
 TOTALE1.410.033.253

 

L'assegnazione delle risorse per l'anno 2013

Con l’Intesa 20 febbraio 2014  (Rep. 27/CSR) è stata approvata la proposta del Ministro della Salute di assegnazione delle risorse vincolate per l’anno 2013, per un valore pari a 1.410.033.253  euro, al netto della somma di 47 mln di euro, accantonata per progetti interregionali.
Per quanto attiene alle modalità di erogazione della quota residua delle risorse (30 per cento),  l’iter non subisce variazioni di rilievo rispetto al 2012.


I contenuti dell'Accordo 22 novembre 2012 (Rep. 227/CSR)

L’Accordo tra Stato, Regioni e Province Autonome, siglato il 22 novembre 2012, individua  le linee progettuali per l'utilizzo, da parte delle Regioni, delle risorse vincolate per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale per l'anno 2012.

Pur non essendo stato ancora approvato il nuovo Piano Sanitario Nazionale e malgrado la compressione  delle risorse che avrebbero giustificato una  mera riproposizione degli indirizzi dell’anno precedente ( Accordo 20 aprile 2011), nella consapevolezza che nuovi bisogni reclamano soluzioni adeguate, alcuni temi sono stati rimodulati negli obiettivi specifici e nell’impegno economico, mentre sono state approvate nuove linee progettuali in aderenza a bisogni emergenti o divenuti più acuti.

  • L’ allegato A all’Accordo 22 novembre 2012 nella Parte I riporta la “Prosecuzione e integrazione delle linee progettuali già avviate in applicazione degli accordi  8 luglio 2010 (Rep.76 /CSR) e 20 aprile 2011 (Rep. 84/CSR)”.
  1. Attività di assistenza primaria: vincolo del 25% delle risorse totali pari a 358.370.268 euro;
  2. Non autosufficienza: vincolo di 240 milioni di euro:
    1. 20 milioni di euro da destinarsi ai progetti in materia di Assistenza ai pazienti affetti da malattie neurologiche degenerative e invalidanti;
    2. 20 milioni di euro da destinarsi ai progetti in materia di Assistenza ai pazienti affetti da Demenza
    3. Promozione di modelli organizzativi e assistenziali  dei pazienti in stato vegetativo e di minima coscienza nella fase di cronicità: si introduce un vincolo di 20 milioni di euro imputati alla quota vincolata per la non autosufficienza;
  3. Le cure palliative e la terapia del dolore: vincolo di una quota di 100 milioni di euro;
  4. Interventi in materia di  Biobanche di materiale umano: vincolo di una quota di 15 milioni di euro;
  5. La sanità penitenziaria;
  6. L’attività motoria per la prevenzione delle malattie croniche e per il mantenimento dell’efficienza fisica nell’anziano;
  7. Tutela della maternità e promozione dell’appropriatezza del percorso nascita: con l’introduzione di una linea di indirizzo dedicata al Supporto alle gravidanze in condizioni di “vulnerabilità” e prevenzione dell’interruzione volontaria di gravidanza si definiscono obiettivi più incisivi e mirati soprattutto nelle fasce sociali più deboli ( immigrate, giovani, persone con basso reddito) al fine di incentivare una maternità responsabile e ridurre il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza, vincolando a tal fine una quota di 20 milioni di euro;
  8. Malattie rare: vincolo di una quota di 20 milioni di euro;
  9. Valorizzazione dell’apporto del volontariato;
  10. Riabilitazione;
  11. La salute mentale;
  12. Piano Nazionale della Prevenzione: vincolo di 240 milioni di euro;
  • L’ allegato A  Parte II introduce “Ulteriori linee progettuali per l’utilizzo da parte delle Regioni  delle risorse vincolate ai sensi dell’art.1, commi 34 e 34 bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale per l’anno 2012”
  1. Misure dirette al contrasto delle disuguaglianze in sanità attraverso un riorientamento del sistema  dei LEA ed un vincolo di 50 milioni di euro per progetti che raggiungano gli “unmet needs” soprattutto di chi è più penalizzato dalla squilibrata distribuzione dei redditi, dalle difficoltà culturali, dall’isolamento provocato dall’invecchiamento. Ci si propone, quindi, di non attendere le richieste di chi non sa cosa chiedere, come e a chi ma di prevenirle andando loro incontro;
  2. Misure dirette alla promozione dell’approccio di genere in sanità: per predisporre appropriati percorsi di prevenzione, diagnostici, terapeutici e riabilitativi  che tengano conto delle variabili risposte dei due sessi al mix di fattori socioculturali e biologici e delle differenti prevalenze nelle patologie si introduce un vincolo di 10 milioni di euro;
  3. Diagnosi di infezione da HIV: vengono affinati gli obiettivi specifici ed individuate alcune aree  prioritarie di intervento riservando ad  esse una quota di 15 milioni di euro;
  4. Promozione di una rete nazionale per i tumori rari: Vengono vincolati 15 milioni di euro per incentivare la collaborazione in rete tra i vari centri oncologici da cui deriverebbero vantaggi quali la riduzione della migrazione sanitaria, un’ampia banca dati che genererebbe nuovi e più efficaci standard assistenziali e di ricerca, l’offerta di know-how dei centri di eccellenza agli ospedali periferici.
  5. Sorveglianza epidemiologica e presa in carico delle patologie asbesto correlate: si riserva una quota di 10 milioni di euro per una attività regionale  più incisiva nella direzione di  implementare percorsi strutturati di diagnosi precoce e di presa in carico delle patologie asbesto-correlate.

NOVITA’ PER L'EROGAZIONE DELLE RISORSE

Per quanto attiene alle modalità di erogazione della quota residua delle risorse (30%), l’Accordo introduce una novità rispetto alla procedura consolidata negli anni precedenti: l’erogazione è, infatti, subordinata all’approvazione dei progetti da parte della Conferenza Stato Regioni  su proposta del Ministero della Salute, previa valutazione favorevole del Comitato permanente per la verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza e, per quanto attiene alla linea progettuale relativa alle misure dirette al contrasto delle disuguaglianze in sanità, alla redazione di un rapporto sugli interventi proposti e, successivamente, di una relazione sui risultati conseguiti nelle singole Regioni.

L'assegnazione delle risorse per l'anno 2012

Con l’Intesa 22 novembre 2012  (Rep. 228/CSR) è stata approvata la proposta del Ministro della Salute di assegnazione delle risorse vincolate per l’anno 2012, rimodulata a seguito della manovra di cui all’art. 15 del D.L. 6 luglio 2012 n. 95 (spending review), convertito con modificazioni nella legge 7 agosto 2012 n. 135  per un valore pari a 1.453.481.071 euro, di cui:

  • euro 1.433.481.071 con i criteri degli anni precedenti (base capitaria);
  • euro 20.000.000 quale quota da accantonare per progetti regionali e  interregionali

I contenuti dell'Accordo 20 aprile 2011

L’Accordo Stato, Regioni e Province Autonome, siglato il 20 aprile 2011, indica le linee progettuali, per l'anno 2011, per l'utilizzo, da parte delle Regioni, delle risorse vincolate per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale. In particolare, vengono confermate le stesse linee individuate l'anno precedente (con Accordo 8 luglio 2010), elencate di seguito insieme ai vincoli specifici:

  1. Cure primarie
    Si conferma il 25% delle risorse totali. Il successivo Accordo integrativo del 27 luglio 2011 inserisce, all'interno di questo punto, le linee di indirizzo in materia di "Continuità delle cure in un sistema integrato: modelli organizzativi 118 e continuità assistenziale (C.A.)" . Le Regioni, pertanto, possono predisporre, tra quelli dedicati alle cure primarie, anche progetti finalizzati a realizzare o potenziare lo sviluppo di modalità organizzative che consentano l'integrazione tra i servizi di emergenza-urgenza (118) e di C.A., con l'obiettivo di contribuire alla riduzione degli accessi impropri ai servizi di emergenza.
  2. Non autosufficienza (compresa l'assistenza ai pazienti in stato vegetativo)
    Per l'anno 2011 si introduce un vincolo di 240 milioni di euro, di cui:
    • 20 milioni di euro da destinarsi ai progetti in materia di assistenza ai pazienti affetti da malattie neurologiche degenerative e invalidanti
    • 20 milioni di euro da destinarsi ai pazienti affetti da demenza
  3. Promozione di modelli organizzativi e assistenziali dei pazienti in stato vegetativo e di minima coscienza nella fase di cronicità
  4. Cure palliative e la terapia del dolore
    Si applica il vincolo di una quota di 100 milioni di euro, in attuazione della legge 9 marzo 2010, n.38
  5. Interventi per la biobanche di materiale umano
    Per il 2011 si conferma il vincolo di una quota di 15 milioni di euro
  6. Sanità penitenziaria
  7. Attività motoria per la prevenzione delle malattie croniche e per il mantenimento dell’efficienza fisica nell’anziano
  8. Tutela della maternità e promozione dell’appropriatezza del percorso nascita
  9. Malattie rare
    Confermato il vincolo di 20 milioni di euro
  10. Valorizzazione dell'apporto del volontariato
  11. Riabilitazione
  12. Salute mentale
  13. Piano Nazionale della Prevenzione
    Per l'anno 2011 si conferma il vincolo di 240 milioni di euro

L'assegnazione delle risorse per l'anno 2011

Con Intesa del 20 luglio 2011 viene approvata la proposta del Ministro della Salute di assegnazione delle risorse vincolate per l’anno 2011, per un valore pari a 1.437.360.263 euro, di cui:

  • euro 1.409.360.263 con gli stessi criteri degli anni precedenti;
  • euro 26.000.000 quale quota da accantonare per un progetto interregionale, da approvarsi successivamente, in materia di ottimizzazione dell'assistenza sanitaria nelle piccole isole ed in altre località caratterizzate da eccezionale difficoltà di accesso, nonché per un progetto interregionale di comunicazione ai cittadini per l'accesso ai servizi sanitari;
  • euro 2.000.000 quale ulteriore quota da accantonare per finanziare progetti regionali in materia di controlli sulla contaminazione da diossine.

Nell’Intesa, come ogni anno, viene subordinata l’erogazione a titolo di acconto del 70 per cento delle risorse alla stipula dell’Accordo, mentre l’erogazione del restante 30 per cento viene subordinata all’approvazione, da parte della Conferenza Stato Regioni, dei progetti specifici.


I contenuti dell'Accordo 8 luglio 2010

L’Accordo Stato, Regioni e Province Autonome, siglato il giorno 8 luglio 2010, indica gli obiettivi da considerare prioritari nelle more dell’emanazione del Piano Sanitario Nazionale 2009-2011, ponendosi in linea di continuità con il Piano 2006-2008 e prendendo atto dei bisogni che emergono dal cambiamento sociale e demografico del Paese e che comportano nuovi impegni organizzativi, economici e gestionali. 
Nell'Accordo si chiede di garantire, per l'anno 2010, una sostanziale continuità rispetto alle linee progettuali definite l'anno precedente, rivedendo le linee guida alla luce dei cambiamenti emersi con maggiore evidenza dal dibattito sociale e politico e dalle esperienze internazionali.

Le linee progettuali indicate nell'Accordo sono dunque le seguenti:

  1. Cure primarie 
    Anche per il 2010, il 25% delle risorse totali viene riservato alle cure primarie e all’assistenza nelle 24 ore, riconfermando l'interesse a ridurre gli accessi impropri nelle strutture di emergenza.
  2. Non autosufficienza 
    Si ribadisce la necessità di incrementare l’Assistenza Domiciliare Integrata per assicurare alla persona fragile e non autosufficiente la permanenza presso il proprio domicilio. Per il 2010 si introduce un vincolo di:
    • 20 milioni di euro per i progetti in materia di assistenza ai pazienti affetti da malattie neurologiche degenerative e invalidanti;
    • 20 milioni di euro per i progetti in materia di assistenza ai pazienti affetti da demenza.
  3. Promozione di modelli organizzativi e assistenziali dei pazienti in stato vegetativo e di minima coscienza nella fase di cronicità
    Viene confermato quanto indicato dall'Accordo del 25 marzo 2009. Per questi pazienti si continuano, dunque, ad ipotizzare modelli organizzativi rivolti a garantire lo sviluppo e l’uniformità su tutto il territorio nazionale dell’approccio riabilitativo e assistenziale nella fase di cronicità: percorsi assistenziali in Speciali Unità di Accoglienza Permanente (SUAP) o percorsi di assistenza domiciliare da incentivare, ove possibile, per i soggetti giovani.
  4. Cure palliative e la terapia del dolore
    Anche per l'anno 2010, viene istituito un vincolo sulle risorse di 100 milioni di euro, al fine di sperimentare modelli organizzativi che consentano di ottenere una maggiore facilità di accesso alle risorse assistenziali disponibili, in particolare implementando la rete assistenziale per rafforzare l’offerta nel territorio per il paziente adulto e pediatrico.
  5. Interventi per la biobanche di materiale umano
    Si conferma il vincolo di 15 milioni di euro, sempre con lo scopo di incentivare interventi in materia di “biobanche”, che rappresentano un fattore determinante per lo sviluppo dell’assistenza e della ricerca.
  6. Sanità penitenziaria
    L’Accordo 8 luglio 2010 conferma quanto disposto per l'anno 2009. I temi su cui le Regioni sono invitate a formulare progetti sono sempre la tutela delle detenute e della loro prole, la salute dei minori ed il sistema informativo, attraverso la presa in carico di questi pazienti fino al loro reinserimento nella società.
  7. Attività motoria per la prevenzione delle malattie croniche e per il mantenimento dell’efficienza fisica nell’anziano
    Confermando quanto disposto dal precedente Accordo 25 marzo 2009, viene richiesto alle Regioni di sviluppare programmi di promozione dell’attività fisica nella popolazione generale e di “prescrizione dell’attività fisica” per le persone a rischio più elevato.
  8. Tutela della maternità e promozione dell’appropriatezza del percorso nascita
    Gli obiettivi prioritari contenuti nell'Accordo 8 luglio 2010 sono: favorire la presa in carico, la continuità assistenziale, l'umanizzazione della nascita e l'allattamente al seno; razionalizzare o ridurre i punti nascita e i reparti pediatrici; migliorare gli indici di appropriatezza nei ricoveri ordinari e in quelli diurni.
  9. Malattie rare
    Per il 2010 si introduce un vincolo di 20 milioni di euro. Gli obiettivi prioritari da raggiungere sono:
    • realizzare progetti che contemplino accordi interregionali o infraregionali riguardanti specifiche malattie o specifici gruppi di malattie rare, che prevedano la creazione di consorzi di strutture esperte nella diagnosi, presa in carico multidisciplinare e formulazione del piano di trattamento nei confronti di quelle specifiche malattie o gruppi di malattie;
    • attivare procedure di coordinamento dei presidi della Rete responsabili della diagnosi e della cura delle specifiche malattie o gruppi, anche attraverso i Centri di coordinamento regionali e interregionali;
    • realizzare progetti di formazione specifici per le singole malattie o gruppi di malattie rare rivolti ai servizi territoriali dell'assistenza (medici di base, pediatri di libera scelta, specialisti del SSN).
  10. Valorizzazione dell'apporto del volontariato
    Nell'Accordo 8 luglio 2010 vengono proposti vari indirizzi, tra cui: promozione, sviluppo e diffusione della cultura del volontariato tra i giovani, in collaborazione con scuole pubbliche e private; progettazione di uno sportello unico di volontariato per aiutare il cittadino "fragile" ad usufruire dei servizi sociali e sanitari; coinvolgimento dei cittadini sia nella programmazione che nel monitoraggio e nella valutazione dei risultati; creazione di una banca dati regionale sulle organizzazioni di volontariato; percorsi di formazione professionale del personale delle organizzazioni.
  11. Riabilitazione
    Le Regioni che ancora non hanno provveduto, devono effettuare una rilevazione dei dati e del fabbisogno riabilitativo della loro popolazione; nell'Accordo 8 luglio 2010 si propone la progettazione di un modello sperimentale di strutture integrate sul territorio, al fine di conseguire la continuità delle cure riabilitative e una maggiore efficacia ed efficienza della risposta.
  12. Salute mentale
    Nell'Accordo per il 2010 vengono individuate le seguenti linee di indirizzo:
    • individuazione e interventi precoci nelle psicosi;
    • presa in carico dei disturbi mentali in età evolutiva e nella persona anziana;
    • interventi terapeutico-riabilitativi integrati.
  13. Piano Nazionale della Prevenzione
    Per l'anno 2010 viene ribadito il vincolo di 240 milioni di euro sulle risorse. Particolare attenzione viene posta sul tema delle politiche di prevenzione dell'HIV, per le implicazioni che da esso possono scaturire.

L'assegnazione delle risorse per l'anno 2010

Con Intesa del 29 aprile 2010 viene approvata la proposta del Ministro della Salute di assegnazione delle risorse vincolate per l’anno 2010, per un valore pari a 1.431.272.100 euro (1.436.272.100 euro è l'importo previsto da riparto del FSN, mentre 5.000 euro è la somma da accantonare per un progetto interregionale da approvarsi in un momento successivo).
Nell’Intesa viene subordinata l’erogazione a titolo di acconto del 70 per cento delle risorse alla stipula dell’Accordo, mentre l’erogazione del restante 30 per cento viene subordinata all’approvazione, da parte della Conferenza Stato Regioni, dei progetti specifici.



I contenuti dell'Accordo 25 marzo 2009

L’Accordo, siglato il 25 marzo 2009, nel delineare gli obiettivi da considerare prioritari nelle more dell’emanazione del Piano Sanitario Nazionale 2009-2011, pur ponendosi in linea di continuità con il Piano precedente, prende atto delle esigenze emergenti che richiedono nuovi impegni organizzativi, economici e gestionali. 

  1. Cure primarie 
    Alle cure primarie e all’assistenza nelle 24 ore l’Accordo riserva il 25% delle risorse totali confermando un vivo interesse per il raggiungimento dell’obiettivo di mettere sempre più a punto forme di assistenza in grado di ridurre gli accessi impropri nelle strutture di emergenza .
    Le Regioni, infatti, sono incentivate a proporre, con un ulteriore passo in avanti rispetto alla sperimentazione delle Case della salute, progetti operativi di “ assistenza sanitaria in h24 “ coerenti con le linee guida contenute nell’Accordo, che prevedano l’attivazione di ambulatori per la gestione dei codici di minore gravità, di presidi ambulatoriali distrettuali, gestiti da Medici di Continuità Assistenziale, di Punti di Primo Intervento per una prima risposta sanitaria all’emergenza-urgenbza in situazioni di minore gravità in aree disagiate.
    Viene mantenuto anche il vincolo, presente nell’Accordo precedente, di 10 milioni di euro per la presentazione di progetti di “Facilitazione della comunicazione nei pazienti con gravi patologie neuromotorie”.
  2. La non autosufficienza 
    Si concorda sulla necessità di incrementare l’Assistenza Domiciliare Integrata per assicurare alla persona fragile e non autosufficiente la permanenza presso il proprio domicilio, con l’applicazione di un progetto di cura e assistenza multiprofessionale.
  3. Promozione di modelli organizzativi e assistenziali dei pazienti in stato vegetativo e di minima coscienza nella fase di cronicità
    Per questi pazienti si ipotizzano modelli organizzativi rivolti a garantire lo sviluppo e l’uniformità su tutto il territorio nazionale dell’approccio riabilitativo e assistenziale nella fase di cronicità : percorsi assistenziali in Speciali Unità di Accoglienza Permanente (SUAP) o percorsi di assistenza domiciliare da incentivare, ove possibile, per i soggetti giovani.
  4. Cure palliative e la terapia del dolore
    In questo ambito l’ Accordo istituisce un vincolo sulle risorse di 100 milioni di euro al fine di sperimentare modelli organizzativi che consentano di ottenere una maggiore facilità di accesso alle risorse assistenziali disponibili, in particolare implementando la rete assistenziale per rafforzare l’offerta nel territorio per il paziente adulto e pediatrico.
  5. Interventi per la biobanche di materiale umano
    Sempre nell’ottica di una qualificazione delle reti assistenziali si inserisce tra gli obiettivi quello che incentiva interventi in materia di “biobanche” che rappresentano un fattore determinante per lo sviluppo dell’assistenza e della ricerca.
    A tale scopo sono stati vincolati 15 milioni di euro
  6. La sanità penitenziaria
    L’Accordo affronta alcuni delicati aspetti del più ampio riordino della Sanità Penitenziaria sancito dal D.Lgs 22 giugno 1999 n. 230 e dal DPCM 1 aprile 2008.La tutela delle detenute e della loro prole, la salute mentale la salute dei minori ed il sistema informativo sono i temi su cui le Regioni sono invitate a formulare progetti che, pur tenendo delle specificità degli istituti penitenziari insistenti sul territorio, realizzino la presa in carico di questi pazienti fino al loro reinserimento nella società.
  7. L’attività motoria per la prevenzione delle malattie croniche e per il mantenimento dell’efficienza fisica nell’anziano
    Viene dedicato uno spazio ad una delle aree di intervento ad oggi più sottovalutate ma potenzialmente ricche di effetti positivi, alcuni ampiamente documentati, su svariate patologie. Viene, pertanto, richiesto di sviluppare programmi di promozione dell’attività fisica nella popolazione generale e di “prescrizione dell’attività fisica” per le persone a rischio più elevato, in viata di un’eventuale estensione di tali programmi.
  8. Piano Nazionale della Prevenzione
    In vista della elaborazione del Piano Nazionale di Prevenzione 2009-2011 si ritiene di dare alle Regioni l’opportunità di consolidare i programmi in corso.Viene ribadito il vincolo di 240 milioni di euro sulle risorse.
  9. Tutela della maternità e promozione dell’appropriatezza del percorso nascita
    Obiettivi sono: favorire il parto naturale, umanizzare l’evento nascita, ridurre la mortalità neonatale e materna e stabilire nuove regole per il trasporto neonatale.
  10. Ulteriori progettualità candidabili al cofinanziamento
    Viene consentito alle Regioni di elaborare progetti anche relativamente alle tematiche trattate dal Decreto Ministeriale 23 dicembre 2008 (Linee guida per l’accesso al cofinanziamento alle regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano – anno 2008)

L'assegnazione delle risorse per l'anno 2009

Con Intesa del 26 febbraio 2009 viene approvata la proposta del Ministro della Salute di assegnazione delle risorse vincolate per l’anno 2009 per un valore pari a euro 1.410.070.000.
Nell’Intesa, che prende atto delle modifiche intervenute sull’art. 1 co. 34 bis della legge 662/1996 per effetto dell’art. 79 co. 1 quater del Decreto Legge 25 giugno 2008 (Legge di conversione 6 agosto 2008 n. 133), viene subordinata l’erogazione a titolo di acconto del 70 per cento delle risorse alla stipula dell’Accordo mentre l’erogazione del restante 30 per cento viene subordinata all’approvazione da parte della Conferenza Stato Regioni degli specifici progetti.



I CONTENUTI DELL'ACCORDO 26 FEBBRAIO 2009

Con l’Accordo siglato il 26 febbraio 2009 si conviene sulla necessità di garantire la continuità necessaria per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nel Piano Sanitario 2006-2008 giunto al suo ultimo anno di vigenza.
Si riconfermano, pertanto, per il 2008 gli indirizzi ed i vincoli sulle risorse contenuti nell’accordo precedente.

L'assegnazione delle risorse per l'anno 2008

Per il perseguimento degli obiettivi di cui all’Accordo del 26 febbraio 2009 , con Intesa del 26 febbraio 2009 viene approvata la proposta del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali di assegnazione alle Regioni di risorse finanziarie vincolate, ai sensi dell’art. 1 co. 34, legge 662/1996, per l’anno 2008 pari a 1.360.600.000 euro già accantonati con Delibera CIPE del 27 marzo 2008 n. 48.



I CONTENUTI DELL'ACCORDO 1 AGOSTO 2007

Nell’Accordo sancito dalla Conferenza Stato Regioni il 1 agosto 2007, vengono recepite e messe in luce alcune significative istanze emerse dal dibattito politico sviluppatosi nel corso del 2006 che ha prodotto come primi frutti, oltre alla sigla del Patto per la salute, l’istituzione, attraverso la Legge Finanziaria 2007 (Legge 27 dicembre 2007 n. 296 art. 1 co. 805, 806, 807) di un Fondo per il Cofinanziamento di progetti regionali su specifiche materie ritenute prioritarie.
Tra le novità introdotte dall’Accordo vi è la possibilità per le Regioni di proporre proprie linee progettuali in relazione alle specifiche situazioni del territorio da esse ritenute prioritarie nell’ambito del Piano Sanitario Nazionale 2006-2008.
Le linee progettuali delineate nell’Accordo sono:

  1. Cure primarie
    Si confermano gli indirizzi di cui all’Accordo per l’anno 2006 ed i vincoli di risorse in tema di Cure Primarie (25% del totale). Vi sono anche due novità : la prima costituita dalla valorizzazione della sperimentazione della “Casa della Salute” da realizzarsi secondo le indicazioni del D.M. 10 luglio 2007 , la seconda rivolta specificamente ai pazienti affetti da malattie degenerative attraverso il progetto di “Facilitazione della comunicazione nei pazienti con gravi patologie neuromotorie” per il quale vengono, nell’ambito di questa linea progettuale, appositamente vincolati 10 milioni di euro. 

  2. Salute della donna e del neonato
    Preso atto dell’incompleto raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 sull’argomento e nelle more di una rivisitazione legislativa che metta a disposizione migliori strumenti di tutela della gestante e del neonato, l’Accordo incentiva progetti specifici afferenti alle problematiche di ciascuna fase: dai bisogni legati al periodo della gestazione e del parto fino alle patologie dell’età post fertile. 

  3. Aggiornamento del personale
    Nell’attesa di una definizione del Piano nazionale dell’aggiornamento, l’accordo fa propri i contenuti delle Deliberazioni assunte dalla Conferenza Stato Regioni negli anni precedenti e, in base all’Intesa 23 marzo 2005, vincola per questa progettualità una quota di 50 milioni di euro. 

  4. Reti assistenziali
    Si afferma la necessità di sviluppare compiutamente il concetto di rete in tutte le potenzialità. Non solo reti intraregionali per garantire efficienza nella risposta (es. emergenza) o interregionali per ottimizzare il servizio offerto (es. rete trapianti) ma anche reti per specifici servizi quali malattie rare e unità spinali.

  5. Governo clinico
    Viene riaffermata la necessità di promuovere la qualità attraverso le politiche di Governo clinico con l’obiettivo che ogni paziente riceva la prestazione che produca il miglio esito possibile in base alle conoscenze disponibili, che comporti il minor rischio di danni conseguenti al trattamento con il minor consumo di risorse e con la massima soddisfazione per il paziente.
    Si concorda, pertanto, sulla necessità di promuovere l’implementazione dei Dipartimenti che del Governo clinico dovranno essere il perno centrale. 

  6. Liste di attesa
    Si fanno propri gli obiettivi del Piano Nazionale di contenimento dei tempi di attesa siglato il 28 marzo 2006 e si vincola per l’anno 2007 una quota di 150 milioni di euro. 

  7. La Prevenzione
    Richiama e conferma le linee del Piano di Prevenzione Attiva 2005-2007, esteso al 2008 e vincola, in base all’Intesa Stato regioni del 23 marzo 2005 una quota di 250 milioni di euro.

L'ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE PER L'ANNO 2007

Per il perseguimento degli obiettivi di cui all’Accordo del 1 agosto 2007, con Intesa del 1 agosto 2007 viene approvata la proposta del Ministro della Salute di assegnazione alle Regioni di risorse finanziarie vincolate, ai sensi dell’art. 1 co. 34, Legge 662/1996, per l’anno 2007 pari a 1.199.950.000 euro già accantonati con Delibera CIPE 28 settembre 2007 n. 97.



I CONTENUTI DELL'ACCORDO 29 MARZO 2007

Nel contesto delineato dal nuovo Patto per la Salute che individua gli obiettivi da raggiungere nel triennio 2006 – 2008, la Conferenza Stato Regioni sancisce l’Accordo concernente la definizione delle linee progettuali per l’utilizzo delle risorse vincolate per l’anno 2006 in data 29 marzo 2007.

  1. La garanzia dei LEA
    Si inserisce nel solco già tracciato di una rivisitazione ed ampliamento dei Livelli Essenziali di Assistenza vigenti (DPCM 29 novembre 2001) di cui si fa carico anche il Patto per la Salute al fine di garantire che la loro erogazione sia efficace, appropriate ed omogenea. 
  2. Riorganizzare le Cure Primarie
    Obiettivo principale è il completamento del processo, iniziato e finanziato con gli Obiettivi di Piano Sanitario 2003-2005, di integrazione sanitaria nonché la sua evoluzione verso forme più complesse che contemplino la presa in carico del paziente attraverso un percorso che veda partecipi i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di Libera Scelta, gli specialisti ambulatoriali, il personale infermieristico, della riabilitazione e gli operatori sociali.
    Si confermano i vincoli di risorse precedenti (25% delle risorse totali) 
  3. La razionalizzazione della rete ospedaliera
    Si propone, tra diversi obiettivi, quello di condurre a termine, nelle Regioni in cui non è ancora concluso, il processo di riorganizzazione della rete ospedaliera adeguando la funzionalità e la dotazione di posti letto agli standard previsti dall’ Intesa 23 marzo 2005. 
  4. La Prevenzione
    Richiama e conferma le linee del Piano di Prevenzione Attiva 2005-2007.
  5. Le liste di attesa
    Si fa riferimento alle linee definite nel Piano Nazionale di contenimento delle Liste di attesa per il triennio 2006-2008
  6. La salute mentale
    Si prende atto della validità del modello operativo dipartimentale e si concorda con le Regioni sulla necessità di garantire efficaci interventi terapeutici per le patologie più complesse nonché la diagnosi precoce e la prevenzione delle patologie. 
  7. Umanizzazione dell’evento nascita
    L’obiettivo è di rispondere al diritto di ogni donna di scegliere di usufruire delle procedure appropriate, nel massimo della sicurezza propria e del nascituro.

L'ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE PER L'ANNO 2006

Per il perseguimento degli obiettivi di cui all’accordo del 29 marzo 2007, con Intesa del 29 marzo 2007 viene approvata la proposta del Ministro della Salute di assegnazione alle Regioni di risorse finanziarie vincolate, ai sensi dell’art. 1 co. 34, legge 662/1996, per l’anno 2006 pari a 1.254.000.000 euro già accantonati con Delibera CIPE del 17 novembre 2006.


I CONTENUTI DELL'INTESA 23 MARZO 2005

Preso atto del sottofinanziamento del Sistema Sanitario Nazionale negli anni precedenti, la Legge Finanziaria 2005 (Legge 30 dicembre 2004 n. 311) all’art. 1, co. 164 stabilisce di incrementare il livello complessivo della spesa del Servizio sanitario nazionale, al cui finanziamento concorre lo Stato. L’art. 1 co. 173 della medesima legge stabilisce che l’accesso al finanziamento integrativo a carico dello Stato è subordinato alla stipula di una specifica intesa.
L’Intesa è molto ampia e riporta, tra l’altro due allegati: il primo individua le modalità di avvio del Piano Nazionale di Aggiornamento del personale sanitario mentre il secondo definisce le priorità, le modalità di coordinamento e di finanziamento del Piano Nazionale di Prevenzione 2005-2007.
Considerando l’assetto del Sistema Sanitario Italiano conseguente alla riforma costituzionale la decisione è presa al più alto livello: Governo e Presidenti delle Regioni. In altre parole impegna tutto il sistema ed i suoi effetti si rifletteranno anche sugli Accordi successivi.

I CONTENUTI DELL'ACCORDO 9 FEBBRAIO 2006

Nella seduta del 9 febbraio 2006 la Conferenza Stato Regioni sancisce Accordo sugli indirizzi progettuali per l’anno 2005 per l’elaborazione dei progetti nell’ambito delle 5 linee prioritarie già individuate dall’Accordo del 24 luglio 2003.
Nell’ultimo anno di vigenza del Piano Sanitario Nazionale, allo scopo di monitorare l’attività svolta ed i risultati raggiunti in relazione agli obiettivi prefissati, l’Accordo richiede l’invio al Ministero della Salute di una relazione relativa alle attività progettuali pregresse su ciascuna linea che sarà oggetto di esame da parte di una Commissione paritetica ad hoc presso la Segreteria della conferenza Stato Regioni.
L’Accordo, quindi, riconferma per lo più le linee dell’anno precedente introducendo però nuovi vincoli di carattere finanziario o relativamente all’attività progettuale. Nello specifico:

Priorità 1 - Lo sviluppo dei Livelli Essenziali di Assistenza
Nel tentativo di ricondurre entro parametri accettabili il fenomeno delle liste d’attesa, si ritiene vincolante, per l’ammissione al finanziamento, la realuzzazione di progetti inerenti i CUP. 

Priorità 2 – Le cure primarie
Verificata la sperimentazione, da parte di molte Regioni, delle forme aggregative previste dagli Accordi Collettivi Nazionali e dall’accordo del 29 luglio 2004, viene richiesto un ulteriore impegno in questa direzione per renderle disponibili sul territorio in maniera diffusa ed omogenea.
Si confermano , pertanto, gli indirizzi ed i vincoli sulle risorse dell’Accordo 29 luglio 2004. 

Priorità 3 - La rete integrata di servizi sanitari e sociali per la non autosufficienza
Si confermano gli indirizzi dell’Accordo 29 luglio 2004. 

Priorità 4 - Centri di eccellenza
Gli obiettivi di potenziamento dei centri di riferimento e di ammodernamento dei punti di servizio presenti sul territorio richiedono per il loro raggiungimento un valido supporto informativo.
Da questa considerazione scaturisce l’opportunità di vincolare l’ammissione al finanziamento alla presentazione di un progetto collegato ad una attività staordinaria di popolamento degli archivi relativi agli investimenti iniziati e ancora in corso. 

Priorità 5 – Comunicazione isituzionale
Tenuto conto di quanto previsto nell’Intesa Stato Regioni del 23 marzo 2005, si prevede che le attività relative a questa priorità debbano coincidere con quelle relative all’attuazione del Piano Nazionale della Prevenzione.
Il progetto si intende adottato con l’adozione del programma regionale attuativo del Piano Nazionale della Prevenzione. Ai fini dell’ammissione al finanziamento, le Regioni dovranno allegare copia del medesimo programma attuativo su cui la Direzione Generale della Programmazione Sanitaria chiederà un parere istruttorio al CCM.

L'ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE PER L'ANNO 2005

Per il perseguimento degli obiettivi di cui all’accordo del 9 febbraio 2006, con Intesa del 9 febbraio 2006 viene approvata la proposta del Ministro della Salute di assegnazione alle Regioni di risorse finanziarie vincolate, ai sensi dell’art. 1 co. 34, legge 662/1996, per l’anno 2005 pari a 1.228.848.000 euro già accantonati con Delibera CIPE del 27 maggio 2005.



I CONTENUTI DELL'ACCORDO 29 LUGLIO 2004

Nella seduta del 29 luglio 2004 viene sancito l’Accordo tra il Governo e le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sugli indirizzi progettuali, per l’anno 2004, per l’elaborazione dei progetti nell’ambito delle 5 linee prioritarie già individuate dall’Accordo del 24 luglio 2003.

Priorità 1 - Lo sviluppo dei Livelli Essenziali di Assistenza
Viene sviluppato il discorso iniziato nel 2003, accentuando particolarmente l’interesse rivolto all’applicazione dell’allegato 1c del DPCM 29 novembre 2001 e alla riduzione delle liste di attesa attraverso l’implementazione dell’appropriatezza e del governo della domanda. E’ richiesto inoltre, l’avvio di attività che conducano ad una maggiore diffusione ed efficacia dei Centri Unici di Prenotazione.

Priorità 2 – Le cure primarie
L’accordo, proprio per quanto riguarda le Cure Primarie, evidenzia la necessità di reinterpretare il rapporto territorio-ospedale a favore del territorio, prende atto dell’approccio di tipo generale alla problematica espresso dalle Regioni con i progetti per il 2003 e spinge verso forme innovative di organizzazione dell’assistenza primaria, quali ad es. le UTAP- Unità Territoriali di Assistenza Primaria, per sperimentare le quali riserva una quota del 25% delle risorse totali.

Priorità 3 - La rete integrata di servizi sanitari e sociali per la non autosufficienza
Ferma restando l’autonomia organizzativa regionale, si sottolinea la necessità di pervenire a modelli organizzativi che prevedano l’attivazione di collegamenti in rete dei servizi territoriali con la creazione a livello distrettuale di un Punto Unico di Accesso all’intera rete e di assicurare la valutazione multidimensionale e multidisciplinare del paziente non autosufficiente o affetto da patologie croniche.

Priorità 4 - Centri di eccellenza
Si promuove, coerentemente con analoghe esperienze disponibili in altri paesi dell’Unione Europea, l’adozione di un modello organizzativo ospedaliero di tipo dipartimentale in cui siano garantiti:

  • Attività permanente di formazione di alto livello (ECM) 
  • Implementazione delle linee guida cliniche (Evidence Based Medicine)
  • Valutazione degli outcomes
  • Risk management
  • health Technology Assessment.

Priorità 5 – Comunicazione istituzionale
Per tale priorità si riserva il 20% delle risorse totali alla realizzazione delle attività di prevenzione di cui al Piano di Prevenzione Attiva allegato alla dichiarazione congiunta Ministero della Salute – Assessori Regionali alla Sanità nell’ambito dei lavori del Forum Sanità Futura (Cernobbio 6 aprile 2004).

L'ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE PER L'ANNO 2004

Per il perseguimento degli obiettivi di cui all’accordo del 24 luglio 2003, con Intesa del 29 luglio 2004 viene approvata la proposta del Ministro della Salute di assegnazione alle Regioni di risorse finanziarie vincolate, ai sensi dell’art. 1 co. 34, legge 662/1996, per l’anno 2004 pari a 1.108.976.000 euro già accantonati con Delibera CIPE del 27 maggio 2005.



I CONTENUTI DELL'ACCORDO 24 LUGLIO 2003

Questo Accordo, il primo dopo l’approvazione del Piano Sanitario Nazionale, individua per il triennio quattro dimensioni collaborative che, assicurando il necessario coordinamento tra Stato e Regioni, consentano la definizione di obiettivi specifici e l’implementazione di politiche di intervento di comune interesse:

  • accordi specifici tra Stato e Regioni su singoli aspetti del Piano,
  • elaborazione di linee guida regionali comuni per la trattazione di particolari tematiche,
  • definizione di sperimentazione organizzativa che generi modelli da mettere a disposizione delle diverse realtà regionali, 
  • confronto e competizione del sistema italiano con i sistemi sanitari dei paesi comunitari in relazione ai nuovi scenari conseguenti alla mobilità dei pazienti tra diversi Stati.

Nell’ambito delle suddette dimensioni collaborative l’Accordo individua 5 priorità.

Priorità 1 - Lo sviluppo dei Livelli Essenziali di Assistenza
La disomogeneità riscontrabile tra le varie realtà regionali e tra i settori erogativi dei LEA rende indifferibili iniziative volte ad un corretto bilanciamento della domanda e dell’offerta favorendo, da un lato una sempre maggiore appropriatezza da parte dei medici prescrittori, dall’altro un più finalizzato utilizzo della libera professione dei sanitari, l’attribuzione alle equipes sanitarie di incentivazioni, l’impiego di personale con contratto di collaborazione professionale.

Priorità 2 – Le cure primarie
Si rivolge l’attenzione verso la sperimentazione di forme evolutive delle varie tipologie della medicina di gruppo che assicurino le cure primarie garantendo la continuità assistenziale e un elevato livello di integrazione tra i diversi servizi sanitari e sociali, nel contempo riducendo i ricoveri ospedalieri inappropriati.

Priorità 3 - La rete integrata di servizi sanitari e sociali per la non autosufficienza
Si incentiva la sperimentazione di forme innovative di cure domiciliari e di governo della rete integrata di servizi sanitari e sociali per la presa in carico dell’anziano, del disabile e del paziente cronico.

Priorità 4 - Centri di eccellenza
Si afferma la necessità di potenziare i Centri di eccellenza esistenti limitando la dispersione di risorse in presidi minori.La crescita di Ospedali di alta specialità e di avanzata tecnologia deve, però essere accompagnata necessariamente dalla costituzione di una rete tra i Centri per migliorare l’assistenza ai pazienti in ogni area del Paese, favorendo la sperimentazione di servizi di consulenza a distanza compresa la telemedicina.

Priorità 5 – Comunicazione isituzionale
Si promuove adeguata informazione attraverso campagne, anche sperimentali, di comunicazione istituzionale, nei campi ritenuti prioritari quali la prevenzione primaria e la diagnosi precoce.

L'ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE PER L'ANNO 2003

Per il perseguimento degli obiettivi di cui all’accordo del 24 luglio 2003, con Intesa del 2 ottobre 2003 viene approvata la proposta del Ministro della Salute di assegnazione alle Regioni di risorse finanziarie vincolate, ai sensi dell’art. 1 co. 34, legge 662/1996, per l’anno 2003 pari a 1.097.000.000 euro già accantonati con Delibera CIPE del 14 marzo 2003.



Data di pubblicazione: 14 gennaio 2013, ultimo aggiornamento 4 agosto 2016

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