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OKkio alla salute è un sistema di sorveglianza nazionale promosso e finanziato dal Ministero della Salute/CCM, nato per monitorare l'evoluzione dell'obesità infantile e valutare gli interventi di promozione della salute avviati, con un dettaglio sia regionale che locale. Il sistema è coordinato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità e condotto in collaborazione con tutte le regioni italiane e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Dal 2007 ad oggi sono state effettuate cinque rilevazioni grazie alle quali è stato possibile raccogliere informazioni sugli stili di vita dei bambini della scuola primaria, sul loro stato ponderale e sulle iniziative scolastiche che favoriscono la sana nutrizione e il movimento. La metodologia standardizzata su tutto il territorio nazionale garantisce la riproducibilità e la confrontabilità dei dati raccolti, produce indicatori utili per il Piano Nazionale della Prevenzione e assicura la partecipazione dell’Italia all’iniziativa della regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) denominata COSI-Childhood Obesity Surveillance Initiative.

Il "problema" obesità

L'obesità è uno dei principali problemi di salute pubblica; nella maggior parte dei casi è legata a stili di vita scorretti.
Se presente in età pediatrica, si associa a una più precoce comparsa di patologie tipiche dell’età adulta, come il diabete tipo 2, l'ipertensione, l'iperlipidemia, con conseguente precoce esposizione ai principali fattori di rischio noti per le malattie cardiovascolari.

Una volta instauratasi, l’obesità infantile è una condizione molto difficile da trattare e oltre il 60% dei bambini in sovrappeso prima della pubertà, lo sarà anche nella fase iniziale dell’età adulta.

Obiettivo di OKkio alla salute è descrivere nel tempo l'evoluzione dello stato nutrizionale dei bambini delle scuole primarie e le caratteristiche dell'ambiente scolastico, in relazione agli aspetti favorenti la corretta nutrizione e l'attività fisica, allo scopo di suggerire azioni appropriate, basate su prove di efficacia.

Il sistema prevede la registrazione delle misure antropometriche (peso e statura), la raccolta di informazioni sulle abitudini alimentari, l'attività fisica e i comportamenti sedentari di un campione di alunni delle classi terze delle scuole primarie, così come raccomandato dall'OMS, nonché sulle iniziative scolastiche favorenti il movimento e la sana alimentazione. Le informazioni riguardanti le abitudini degli alunni sono raccolte tramite questionari brevi, somministrati ai bambini in classe, ai loro insegnanti e ai genitori.


Nel nostro Paese in meno di 10 anni sono diminuiti del 13% i bambini obesi e in sovrappeso.
I dati sono stati raccolti su un campione di 48.946 bambini di 8-9 anni e 48.464 genitori, rappresentativo di tutte le regioni italiane. I bambini sono stati misurati (peso e statura) all’interno delle scuole da operatori formati con metodologia standardizzata.
In particolare, l’indagine mostra che la percentuale di bambini obesi di età compresa tra i 6 e i 10 anni scende dal 12% del 2008/09 al 9,3% del 2016, e quella dei bambini in sovrappeso passa dal 23,2% del 2008/9 al 21,3% del 2016.
La rilevazione 2016, confermando i dati precedenti, ha messo in luce la grande diffusione tra i bambini di abitudini alimentari errate, seppure si sia rilevato un miglioramento per quanto riguarda il consumo di frutta e/o verdura (aumentato) e il consumo di bevande zuccherate e/o gassate (diminuito). Tuttavia, è una dieta bilanciata uno degli obiettivi più difficili da ottenere a tavola con i nostri bambini.

Le cattive abitudini alimentari

I bambini in sovrappeso sono il 21,3% e i bambini obesi sono il 9,3%, compresi i bambini gravemente obesi, che rappresentano il 2,1%. Si registrano prevalenze più alte nelle Regioni del Sud e del Centro, anche se la differenza è leggermente diminuita.

Nel 2016, l’8% dei bambini salta la prima colazione, il 33% consuma una colazione non adeguata (sbilanciata in termini di carboidrati e proteine) e il 53% fa una merenda di metà mattina abbondante (non adeguata). Il 20% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura e il 36% dichiara che i propri figli assumono quotidianamente bevande zuccherate e/o gassate (Figura 3). Rispetto al 2014, migliora l’indicatore sul consumo di frutta e/o verdura e quello relativo all’assunzione quotidiana di bevande zuccherate e/o gassate.

L’attività fisica e la sedentarietà

In generale, gli aspetti relativi al movimento e alla sedentarietà risultano tendenzialmente stabili (Figura 4). Nel 2016, infatti, il 18% dei bambini non ha svolto attività fisica il giorno precedente l’indagine, il 44% ha la TV nella propria camera e 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta. Solo la quota di bambini che trascorre più di due ore al giorno davanti a TV/videogiochi/tablet/cellulare risulta in sensibile aumento (41%), ma tale incremento può essere in gran parte spiegato dal fatto che nel questionario 2016 la domanda utilizzata per raccogliere tale informazione è stata formulata aggiungendo le specifiche “tablet/cellulare”, assenti nelle versioni precedenti.

La percezione del fenomeno da parte delle madri

I genitori spesso tendono a sottostimare lo stato ponderale dei propri figli e ciò trova conferma anche nelle rilevazioni di OKkio alla SALUTE. Dai dati 2016, come nel passato, emerge che, tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 37% ritiene che il proprio figlio sia sotto-normopeso e solo il 30% pensa che la quantità di cibo assunta sia eccessiva. Inoltre, solo il 38% delle madri di bambini fisicamente poco attivi ritiene che il proprio figlio svolga poca attività motoria.

Il ruolo chiave della scuola

OKkio alla SALUTE 2016 ha raccolto dati in 2.374 scuole primarie e 2.604 classi. Le informazioni principali hanno riguardato: la struttura degli impianti, i programmi didattici, le iniziative di promozione della sana nutrizione e dell’attività fisica degli alunni e il coinvolgimento delle famiglie. Nel 2016, il 72% delle scuole possiede una mensa; il 51% prevede la distribuzione per la merenda di metà mattina di alimenti salutari (frutta, yogurt, ecc.); il 62% delle scuole prevede lo svolgimento di attività motoria extracurriculare.

Leggi OKkio alla salute: sintesi dei risultati 2016

Interventi dei relatori al Convegno del 4 maggio 2017

 

Contributi delle Regioni


I dati 2014 confermano un leggero calo dei livelli di sovrappeso e obesità infantile

Dal 2008 a oggi sono diminuiti i bambini di 8-9 anni in sovrappeso o obesi. Permangono, tuttavia, elevati i livelli di eccesso ponderale, che pongono l’Italia ai primi posti in Europa per sovrappeso e obesità infantile.

In particolare, i dati del 2014 mostrano:

  • i bambini in sovrappeso sono il 20,9%
  • i bambini obesi sono il 9,8%
  • le prevalenze più alte si registrano nelle Regioni del sud e del centro.

Per quanto riguarda le abitudini alimentari, che possono favorire un aumento di peso, specie se concomitanti, dai dati 2014 emerge che:

  • l’8% dei bambini salta la prima colazione
  • il 31% fa una colazione non adeguata (ossia sbilanciata in termini di carboidrati e proteine)
  • il 52% fa una merenda di metà mattina abbondante
  • il 25% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura
  • il 41%  dei genitori dichiara che i propri figli assumono abitualmente bevande zuccherate e/o gassate. Si registra una diminuzione rispetto alla precedente raccolta del consumo di una merenda abbondante e di bevande zuccherate e/o gassate.

Appaiono invariati gli aspetti relativi al movimento e alla sedentarietà. Nel 2014, infatti:

  • il 16% dei bambini non ha svolto attività fisica il giorno precedente l’indagine il 18% pratica sport per non più di un’ora a settimana
  • il 42% ha nella propria camera la TV
  • il 35% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi più di 2 ore al giorno
  • 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta 

I genitori non sempre hanno un quadro corretto dello stato ponderale del proprio figlio: dai dati 2014, come nel passato, emerge che tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 38% non ritiene che il proprio figlio sia in eccesso ponderale e solo il 29% pensa che la quantità di cibo da lui assunta sia eccessiva. Inoltre, solo il 41% delle madri di bambini fisicamente poco attivi ritiene che il proprio figlio svolga poca attività motoria.

Gli stili di vita sono un determinante riconosciuto delle malattie croniche non trasmissibili ed hanno un forte impatto sulla salute. Attraverso programmi (Guadagnare salute) e piani nazionali (Piano Nazionale della Prevenzione) l’Italia ha rafforzato le azioni volte alla promozione di stili di vita sani, sviluppando con un approccio "intersettoriale", interventi volti a modificare i comportamenti individuali non salutari e a creare condizioni ambientali che favoriscano corretti stili di vita. Sovrappeso e obesità, in particolare per la diffusione tra i bambini, rappresentano una sfida rilevante per la sanità pubblica. OKkio alla SALUTE  è un valido strumento per identificare i problemi, programmare interventi mirati e valutare l’efficacia di quelli attuati.  

Leggi OKkio alla SALUTE: Sintesi dei risultati 2014.

Interventi dei relatori


Nella raccolta dell'anno scolastico 2011-2012, si è osservato che, dalla prima rilevazione del 2008 al 2012,  sono diminuiti leggermente i bambini di 8-9 anni in sovrappeso e quelli obesi, ma l’Italia resta ai primi posti d’Europa per l’eccesso ponderale infantile. Sono ancora troppo frequenti tra i piccoli le abitudini alimentari scorrette, come pure i comportamenti sedentari, anche se aumentano, sia pur di poco, i bambini che fanno attività fisica..

La rilevazione 2012 ha coinvolto 46.492 bambini appartenenti a 2.623 classi terze della scuola primaria.

Dai dati 2012 risulta che il 22,1% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso rispetto al 23,2% del 2008/09 (meno 1,1%) e il 10,2% in condizioni di obesità, mentre nel 2008/09 lo era il 12% ( meno 1,8%). Complessivamente, dunque, nel 2012 l’eccesso ponderale riguarda il 32,3% dei bambini della terza elementare ( meno 2,9% rispetto alla prima rilevazione).

Le percentuali più elevate di sovrappeso e obesità si riscontrano nelle regioni del Centro-Sud: in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata l’eccesso ponderale riguarda più del 40% del campione, mentre Sardegna, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige sono sotto il 25%.

L’educazione alimentare resta cruciale: risultano ancora troppo frequenti tra i bambini le abitudini che possono favorire l’aumento di peso, specie se concomitanti. In particolare il 9% dei bambini salta la prima colazione e il 31% fa una colazione non adeguata (ossia sbilanciata in termini di carboidrati e proteine); il 67% fa una merenda di metà mattina troppo abbondante; il 21% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura; il 43% consuma abitualmente bevande zuccherate e/o gassate.

I valori dell’inattività fisica e dei comportamenti sedentari mostrano un piccolo miglioramento, pur rimanendo elevati: il 16% dei bambini pratica sport soltanto per un’ora a settimana o anche meno, rispetto al 25% del 2008-9; il 17% non ha fatto attività fisica il giorno precedente l’indagine (quattro anni prima erano il 26%); il 42% ha la TV in camera (-6%), il 36% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi per più di 2 ore al giorno (-11%) e solo un bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta.

A ciò si aggiunge il fatto che i genitori non sempre sono consapevoli dei problemi relativi al peso dei propri figli: tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 38% non ritiene che il proprio figlio sia in eccesso ponderale.

I risultati sono stati presentati nell'incontro del 20 febbraio 2013.

Interventi dei relatori


Data di pubblicazione: 27 marzo 2012, ultimo aggiornamento 11 maggio 2017

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