L'obesità è uno dei principali problemi di salute pubblica; nella maggior parte dei casi è legata a stili di vita scorretti.
Se presente in età pediatrica, si associa a una più precoce comparsa di patologie tipiche dell’età adulta, come il diabete tipo 2, l'ipertensione, l'iperlipidemia, con conseguente precoce esposizione ai principali fattori di rischio noti per le malattie cardiovascolari.

Una volta instauratasi, l’obesità infantile è una condizione molto difficile da trattare e oltre il 60% dei bambini in sovrappeso prima della pubertà, lo sarà anche nella fase iniziale dell’età adulta.

Per monitorare l'evoluzione dell'obesità infantile e valutare gli interventi di promozione della salute avviati, con un dettaglio sia regionale che locale, il Ministero della salute ha attivato il  sistema di sorveglianza “OKkio alla salute”.  La sorveglianza, coordinata dall’Istituto superiore di sanità/Cnesps, vede il coinvogimento  del Ministero dell’istruzione, dell'università e della ricerca, delle Regioni e Province Autonome e delle Aziende Sanitarie Locali.

L'obiettivo della sorveglianza è descrivere nel tempo l'evoluzione dello stato nutrizionale dei bambini delle scuole primarie e le caratteristiche dell'ambiente scolastico, in relazione agli aspetti favorenti la corretta nutrizione e l'attività fisica, allo scopo di suggerire azioni appropriate, basate su prove di efficacia.

OKkio alla salute prevede la registrazione delle misure antropometriche (peso e statura), la raccolta di informazioni sulle abitudini alimentari, l'attività fisica e i comportamenti sedentari di un campione di alunni delle classi terze delle scuole primarie, così come raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità, nonché sulle iniziative scolastiche favorenti il movimento e la sana alimentazione. Le informazioni riguardanti le abitudini degli alunni sono raccolte tramite questionari brevi, somministrati ai bambini in classe, ai loro insegnanti e ai genitori.

Dal 2008 sono state realizzate tre raccolte dati che hanno visto la partecipazione di tutte le Regioni e il forte coinvolgimento del sistema scolastico; ciò ha permesso di ottenere dati aggiornati e confrontabili sulla prevalenza di sovrappeso e obesità in età infantile, nonché sullo stile di vita dei bambini.

I dati 2014 confermano un leggero calo dei livelli di sovrappeso e obesità infantile

Dal 2008 a oggi sono diminuiti i bambini di 8-9 anni in sovrappeso o obesi. Permangono, tuttavia, elevati i livelli di eccesso ponderale, che pongono l’Italia ai primi posti in Europa per sovrappeso e obesità infantile.

In particolare, i dati del 2014 mostrano:

  • i bambini in sovrappeso sono il 20,9%
  • i bambini obesi sono il 9,8%
  • le prevalenze più alte si registrano nelle Regioni del sud e del centro.

Per quanto riguarda le abitudini alimentari, che possono favorire un aumento di peso, specie se concomitanti, dai dati 2014 emerge che:

  • l’8% dei bambini salta la prima colazione
  • il 31% fa una colazione non adeguata (ossia sbilanciata in termini di carboidrati e proteine)
  • il 52% fa una merenda di metà mattina abbondante
  • il 25% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura
  • il 41%  dei genitori dichiara che i propri figli assumono abitualmente bevande zuccherate e/o gassate. Si registra una diminuzione rispetto alla precedente raccolta del consumo di una merenda abbondante e di bevande zuccherate e/o gassate.

Appaiono invariati gli aspetti relativi al movimento e alla sedentarietà. Nel 2014, infatti:

  • il 16% dei bambini non ha svolto attività fisica il giorno precedente l’indagine il 18% pratica sport per non più di un’ora a settimana
  • il 42% ha nella propria camera la TV
  • il 35% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi più di 2 ore al giorno
  • 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta 

I genitori non sempre hanno un quadro corretto dello stato ponderale del proprio figlio: dai dati 2014, come nel passato, emerge che tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 38% non ritiene che il proprio figlio sia in eccesso ponderale e solo il 29% pensa che la quantità di cibo da lui assunta sia eccessiva. Inoltre, solo il 41% delle madri di bambini fisicamente poco attivi ritiene che il proprio figlio svolga poca attività motoria.

Gli stili di vita sono un determinante riconosciuto delle malattie croniche non trasmissibili ed hanno un forte impatto sulla salute. Attraverso programmi (Guadagnare salute) e piani nazionali (Piano Nazionale della Prevenzione) l’Italia ha rafforzato le azioni volte alla promozione di stili di vita sani, sviluppando con un approccio "intersettoriale", interventi volti a modificare i comportamenti individuali non salutari e a creare condizioni ambientali che favoriscano corretti stili di vita. Sovrappeso e obesità, in particolare per la diffusione tra i bambini, rappresentano una sfida rilevante per la sanità pubblica. OKkio alla SALUTE  è un valido strumento per identificare i problemi, programmare interventi mirati e valutare l’efficacia di quelli attuati.  

Leggi OKkio alla SALUTE: Sintesi dei risultati 2014.

Interventi dei relatori


Rilevazione 2012

Nella raccolta dell'anno scolastico 2011-2012, si è osservato che, dalla prima rilevazione del 2008 al 2012,  sono diminuiti leggermente i bambini di 8-9 anni in sovrappeso e quelli obesi, ma l’Italia resta ai primi posti d’Europa per l’eccesso ponderale infantile. Sono ancora troppo frequenti tra i piccoli le abitudini alimentari scorrette, come pure i comportamenti sedentari, anche se aumentano, sia pur di poco, i bambini che fanno attività fisica..

La rilevazione 2012 ha coinvolto 46.492 bambini appartenenti a 2.623 classi terze della scuola primaria.

Dai dati 2012 risulta che il 22,1% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso rispetto al 23,2% del 2008/09 (meno 1,1%) e il 10,2% in condizioni di obesità, mentre nel 2008/09 lo era il 12% ( meno 1,8%). Complessivamente, dunque, nel 2012 l’eccesso ponderale riguarda il 32,3% dei bambini della terza elementare ( meno 2,9% rispetto alla prima rilevazione).

Le percentuali più elevate di sovrappeso e obesità si riscontrano nelle regioni del Centro-Sud: in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata l’eccesso ponderale riguarda più del 40% del campione, mentre Sardegna, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige sono sotto il 25%.

L’educazione alimentare resta cruciale: risultano ancora troppo frequenti tra i bambini le abitudini che possono favorire l’aumento di peso, specie se concomitanti. In particolare il 9% dei bambini salta la prima colazione e il 31% fa una colazione non adeguata (ossia sbilanciata in termini di carboidrati e proteine); il 67% fa una merenda di metà mattina troppo abbondante; il 21% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura; il 43% consuma abitualmente bevande zuccherate e/o gassate.

I valori dell’inattività fisica e dei comportamenti sedentari mostrano un piccolo miglioramento, pur rimanendo elevati: il 16% dei bambini pratica sport soltanto per un’ora a settimana o anche meno, rispetto al 25% del 2008-9; il 17% non ha fatto attività fisica il giorno precedente l’indagine (quattro anni prima erano il 26%); il 42% ha la TV in camera (-6%), il 36% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi per più di 2 ore al giorno (-11%) e solo un bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta.

A ciò si aggiunge il fatto che i genitori non sempre sono consapevoli dei problemi relativi al peso dei propri figli: tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 38% non ritiene che il proprio figlio sia in eccesso ponderale.

I risultati sono stati presentati nell'incontro del 20 febbraio 2013.

Interventi dei relatori


Data di pubblicazione: 27 marzo 2012, ultimo aggiornamento 9 febbraio 2015

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