Il decreto ministeriale 18 novembre 2009 "Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato", definisce gli ambiti in cui la donazione del sangue del cordone ombelicale può essere effettuata e conferma il valore sociale della donazione e conservazione per uso allogenico, cioè a favore di persone diverse da quelle da cui le cellule sono prelevate, a fini solidaristici.

La donazione volontaria, anonima e gratuita del sangue del cordone ombelicale a fini solidaristici rappresenta un livello essenziale di assistenza a totale carico del Servizio sanitario nazionale. Mette a disposizione della comunità internazionale cellule staminali emopoietiche del sangue del cordone ombelicale per la cura, attraverso il trapianto allogenico, di pazienti adulti e pediatrici affetti da malattie quali: leucemie, linfomi, talassemie e alcuni gravi difetti congeniti del sistema immunitario.

Il decreto ministeriale del 2 novembre 2015 "Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti", fornisce agli operatori del settore le indicazioni tecniche per la selezione delle mamme/coppie che intendono donare e per la raccolta e conservazione delle cellule staminali emopoietiche da sangue del cordone ombelicale.

Se una donna in gravidanza vuole donare il sangue del cordone ombelicale può rivolgersi al reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale in cui partorirà per manifestare la propria volontà alla donazione. Madre e padre riceveranno tutte le informazioni necessarie per poter decidere con consapevolezza e responsabilità, dovranno rendersi disponibili ad un colloquio con sanitari, opportunamente formati, per escludere la presenza di condizioni cliniche o comportamenti che possano controindicare la donazione. La futura mamma dovrà sottoporsi a indagini di laboratorio per escludere la presenza di marcatori di infezioni potenzialmente trasmissibili attraverso il sangue.

Una volta espresso il proprio consenso informato alla donazione, saranno gli operatori sanitari della struttura dove avverrà la raccolta (punto nascita abilitato dalla banca di sangue cordonale di riferimento allo svolgimento di questa attività) ad accompagnare la futura mamma nel percorso fino alla donazione. Dopo 6-12 mesi dalla donazione, la mamma dovrà fornire informazioni sullo stato di salute del bambino, certificate dal proprio medico pediatra.

L’unità di sangue cordonale, dopo la raccolta, viene inviata alla banca, dove è sottoposta a specifici controlli per verificarne l’idoneità alla conservazione e al successivo utilizzo ai fini di trapianto. Se l’unità non risulta idonea, può, alternativamente, essere utilizzata per finalità di ricerca. La mamma è informata di questa possibile evenienza e deve esprimere il proprio consenso. In caso di mancato consenso, l’unità non potrà essere impiegata per alcun uso alternativo e sarà eliminata.

In Italia attualmente esistono 18 banche di sangue cordonale riunite nella Rete italiana ITCBN, istituita con il decreto ministeriale 18 novembre 2009 (Istituzione di una rete nazionale di banche per la conservazione di sangue da cordone ombelicale).      

Alcune note importanti sulla donazione

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda che, dopo il parto, la legatura o clampaggio del cordone ombelicale avvenga non prima di 60 secondi per garantire la salute della madre e del neonato e assicurare il necessario apporto nutrizionale al bimbo. La tempistica di 60 secondi è considerata tardiva dalle più autorevoli linee guida internazionali.

In Italia, come sancito dall'Accordo Stato-Regioni 20/04/2011, in tutti i punti nascita dove si effettua la raccolta del sangue cordonale, la legatura o clampaggio non viene effettuata prima dei 60 secondi dalla nascita. La raccolta non interferisce in alcun modo con l'assistenza alla madre e al neonato durante il parto. Tali tempistiche, che sono prassi consolidata nei punti nascita italiani, seguono perfettamente le indicazioni dell’OMS.

Dati scientifici hanno inotre dimostrato che la raccolta del sangue cordonale può essere effettuata tra 60 e 120 secondi dalla nascita, garantendo comunque una unità di volume adeguato e con una adeguata concentrazione di cellule staminali. Tale pratica, raccomandata anche dalle più recenti linee guida elaborate dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN), è adottata nei punti nascita italiani. Al di sopra di 120 secondi la donazione di sangue cordonale produrrà una unità certamente non idonea per le finalità del trapianto.
Le mamme ricevono adeguata informazione in merito alle tempistiche di clampaggio per poter fare una scelta consapevole e responsabile.

Per approfondire:


Data di pubblicazione: 22 marzo 2012, ultimo aggiornamento 5 giugno 2019

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