La possibilità di effettuare trapianti con sangue cordonale ha indotto la costituzione di vere e proprie banche dove vengono conservate le unità di sangue cordonale raccolte. Il numero delle banche di sangue cordonale è aumentato in questi ultimi anni molto rapidamente. In tutto il mondo oltre 400.000 campioni sono stati criopreservati e sono al momento disponibili per trapianto in oltre 100 banche.

L’unità di sangue cordonale, dopo la raccolta in sala parto, viene inviata alla banca, dove è sottoposta ad una serie di controlli specifici per verificare l’idoneità alla conservazione e definire le caratteristiche immunologiche per l’analisi della compatibilità fra donatore e ricevente. I dati relativi alle unità cordonali conservate presso la banca vengono trasmessi al Registro internazionale dei Donatori di Midollo Osseo che rende visibili tali dati in tutto il mondo. In Italia, le banche di sangue cordonale, istituite esclusivamente all’interno di strutture pubbliche, svolgono la loro attività in base a standard di qualità e sicurezza definiti a livello nazionale ed internazionale.

Con il decreto ministeriale del 18 novembre 2009 è stata istituita la Rete nazionale italiana di banche per la conservazione di sangue da cordone ombelicale, attualmente composta da 19 banche, distribuite su tutto il territorio nazionale, e coordinata, a livello centrale, dal Centro Nazionale Sangue in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti. Le unità di sangue cordonale conservate presso le banche italiane sono circa 20.000 e di queste al 31 dicembre 2008, circa 800 sono state utilizzate per trapianto, sia in Italia che all’estero. In queste strutture vengono conservate le unità di sangue cordonale donate a scopo allogenico, a disposizione della collettività. Vengono conservate anche le unità di sangue per uso dedicato:

  • per il nascituro o un suo consanguineo se presenta, o al momento del parto o in epoca pregressa, una patologia per la quale il trapianto di cellule staminali emopoietiche è clinicamente valido;
  • per le famiglie che sono a rischio di malattia geneticamente trasmissibile a futuri figli per la quale il trapianto è una pratica scientificamente appropriata per il neonato

Con l'accordo Stato Regioni del 29 ottobre 2009, sono stati definiti, sulla base di standard nazionali ed internazionali, i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi delle banche di sangue cordonale, afferenti alla Rete nazionale delle banche, sulla base dei quali le Regioni possono autorizzare e accreditare nuove banche. In particolare, tra i requisiti organizzativi, è stata inclusa la gestione dei rapporti tra la banca di riferimento e i punti nascita, inclusa la formazione del personale sanitario addetto alla raccolta sulla base di protocolli concordati con la banca stessa.

Coerentemente ai principi e alle finalità dell’accordo Stato Regioni del 29 ottobre 2009, sui  requisiti minimi delle banche di sangue da cordone ombelicale afferenti alla Rete nazionale delle banche, istituita con il decreto ministeriale 18 novembre 2009, e a completamento del percorso per l’accreditamento delle stesse, sono state definite le "Linee guida per l’accreditamento delle Banche di sangue da cordone ombelicale", con l'accordo Stato Regioni del 20 aprile 2011.
Tali linee guida sono state predisposte tenendo conto degli standard nazionali ed internazionali, delle indicazioni del Centro Nazionale Sangue e del Centro Nazionale Trapianto e nel rispetto delle competenze regionali in materia. Rappresentano un ulteriore elemento di qualificazione, sia per gli aspetti organizzativi che tecnici ed operativi, delle attività proprie delle banche, dalla raccolta al rilascio (in ambito nazionale e internazionale) delle unità cordonali per finalità terapeutiche, e si applicano anche ai punti nascita collegati alle banche per lo svolgimento delle attività di raccolta consentite dalla normativa vigente.

 

 


Data di pubblicazione: 22 marzo 2012, ultimo aggiornamento 14 giugno 2013

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