Il trapianto di cellule staminali emopoietiche allogeniche è un trattamento terapeutico che prevede l’infusione di cellule staminali emopoietiche prelevate da un donatore sano.
Il trapianto di cellule staminali emopoietiche rappresenta una terapia salvavita consolidata e di grande successo per la cura di numerose e gravi malattie del sangue. In Europa e in Italia vengono effettuate migliaia di procedure di trapianto ogni anno.
Per poter eseguire un trapianto di cellule staminali emopoietiche è necessario reperire un donatore compatibile. La ricerca del donatore avviene in primo luogo all’interno della famiglia, ma solo il 25% dei pazienti dispone di un donatore compatibile in ambito familiare (generalmente un fratello o una sorella). Attualmente è anche possibile effettuare il trapianto da un donatore familiare parzialmente compatibile/aploidentico (compatibile al 50%).
Per tutti gli altri è necessario fare una ricerca prima nel Registro nazionale dei donatori e poi nel Registro internazionale dei donatori di midollo osseo, nel quale attualmente sono iscritti milioni di donatori adulti.
In Italia, il Registro nazionale dei donatori di midollo osseo (IBMDR- Italian bone marrow donor registry), istituito dalla legge 52 del 2001, presso l’ospedale Galliera di Genova, svolge la funzione di coordinamento di tutte le fasi di ricerca, selezione e trasporto dell’unità di cellule staminali emopoietiche per il trapianto presso i registri regionali e internazionali.

Il trapianto allogenico (donatore e ricevente sono persone diverse) è indicato quando vi è la necessità di sostituire un "midollo malato" con uno sano prelevato da un donatore (donatore familiare o non familiare). L'effetto combinato del trattamento chemio-radioterapico e dell'infusione di cellule staminali emopoietiche allogeniche comporta:

  • eradicazione della malattia
  • creazione dello spazio necessario per l'impianto delle cellule staminali allogeniche (attecchimento)
  • distruzione del sistema immunitario del paziente per la prevenzione di un rigetto
  • ricostituzione midollare da parte delle cellule infuse dopo un periodo di aplasia (periodo durante il quale il paziente è a rischio di infezioni e di emorragie a causa della mancanza di globuli bianchi e piastrine, che insieme ai globuli rossi sono stati distrutti dalla chemio e/o radioterapia)
  • eliminazione delle cellule malate rimaste dopo il trattamento chemio e/o radioterapico, grazie alla capacità di particolari tipi di globuli bianchi del donatore di riconoscere come estranee e distruggere le cellule malate residue, effettuando una vera e propria "terapia cellulare" (Graft versus Leucemia–GVL reazione del trapianto verso la leucemia).

Gli effetti che derivano da un trapianto allogenico non vengono ottenuti se le cellule emopoietiche provengono dal paziente stesso (trapianto autologo), poichè viene completamente a mancare la possibilità di una "terapia cellulare".
Le cellule generate dalle staminali del paziente infatti, molto spesso, possono non essere in grado di riconoscere come estranee le cellule malate, dato che esse provengono comunque dallo stesso organismo. Inoltre le cellule staminali derivate dal paziente e infuse potrebbero contenere cellule malate residue, in grado di determinare una ricomparsa della malattia.

Questi concetti sono applicabili anche ai trapianti di cellule staminali emopoietiche da sangue cordonale. La mancanza di un razionale scientifico della conservazione ad uso autologo scaturisce proprio da queste evidenze.
Pertanto, se la conservazione del sangue cordonale può avere fondamento nel caso in cui vi sia un familiare (generalmente un fratello o una sorella) affetto da una patologia curabile con un trapianto allogenico, non esistono evidenze scientifiche che giustificano una conservazione puramente autologa, dedicata allo stesso neonato.
L’attività di conservazione autologa del sangue cordonale non è autorizzata in Italia, ma viene svolta da banche private istituite presso altri Paesi europei e extraeuropei, presso le quali è possibile esportare e conservare il sangue cordonale ad uso "personale". Per l'esportazione per uso autologo, è consentito il prelievo del sangue cordonale nei punti nascita pubblici e privati.


Data di pubblicazione: 22 marzo 2012, ultimo aggiornamento 5 giugno 2019

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