Il sistema trasfusionale italiano fa parte del Servizio sanitario nazionale. Offre alla collettività sia prestazioni di diagnosi e cura di medicina trasfusionale sia attività di produzione che comprendono, oltre agli emocomponenti ad uso trasfusionale, anche la raccolta del plasma da avviare alla lavorazione industriale per la produzione di medicinali plasmaderivati nonché la raccolta, il trattamento e la conservazione delle cellule staminali emopoietiche.

Il sistema trasfusionale nazionale è fondato sui seguenti principi:

  • la donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima  e gratuita del sangue e dei suoi componenti
  • il perseguimento dell’autosufficienza  regionale e nazionale di sangue, emocomponenti e farmaci emoderivati
  • la efficace tutela della salute dei cittadini attraverso il conseguimento di condizioni uniformi del servizio trasfusionale su tutto il territorio nazionale
  • la gratuità del sangue e dei suoi componenti per tutti i cittadini
  • lo sviluppo della medicina trasfusionale e dell’utilizzo clinico appropriato degli emocomponenti dei farmaci emoderivati
  • l'autosufficienza di sangue e derivati costituisce un interesse nazionale sovraregionale e sovraziendale non frazionabile e per il suo raggiungimento è richiesto il concorso delle regioni e delle aziende sanitarie
  • il sistema trasfusionale è competente in merito a: promozione del dono del sangue, raccolta di sangue, emocomponenti e cellule staminali emopoietiche autologhe, omologhe e cordonali; loro trattamento con mezzi fisici semplici; qualificazione biologica, validazione, conservazione e distribuzione del sangue umano e dei suoi componenti; attività di medicina trasfusionale e produzione di farmaci emoderivati.

Centro Nazionale Sangue

Il Centro nazionale sangue (CNS) è la struttura deputata alla realizzazione degli obiettivi di autosufficienza nazionale e al supporto per il coordinamento delle attività trasfusionali e svolge  funzioni di coordinamento e controllo tecnico-scientifico del sistema trasfusionale nazionale.
È stato istituito con il  Decreto ministeriale del 26 aprile 2007, si trova presso l'Istituto superiore di sanità ed è operativo dal 1°agosto 2007. Nel Comitato direttivo del Centro sono presenti le rappresentanze delle Strutture regionali di coordinamento  e delle Associazioni di donatori volontari di sangue che quindi partecipano al governo del sistema. Le funzioni attribuite al CNS vanno dal supporto alla programmazione regionale e nazionale, alle funzioni di vigilanza e controllo, alla promozione della formazione e della ricerca scientifica nello specifico ambito.
Il CNS coordina il SISTRA (Sistema Informativo del Sistema Trasfusionale) che raccoglie ed elabora le informazioni, acquisite attraverso i flussi informativi regionali (strutture anagrafiche, raccolta e utilizzo del sangue e dei suoi componenti, programmazione del fabbisogno, etc.), che costituiscono la base per la definizione del Programma annuale di autosufficienza nazionale.
Inoltre, il SISTRA prevede un sistema di indicatori che consentono l'esecuzione di analisi approfondite dei fenomeni aventi rilievo clinico, epidemiologico e gestionale nell'ambito trasfusionale.

Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali delle Regioni e Province autonome

Le strutture regionali di coordinamento (SRC) sono state individuate dalle Regioni per garantire un coordinamento delle attività trasfusionali, dei flussi di scambio e di compensazione nonché il monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi e delle finalità della legge 21 ottobre 2005, n. 219 . Tali obiettivi sono inerenti alla qualità e sicurezza, in particolare all’autosufficienza di sangue.
Le Strutture regionali garantiscono, anche in raccordo e con il coordinamento del Centro Nazionale Sangue, l'efficace ed efficiente gestione dei rispettivi sistemi regionali, attraverso attività di programmazione, coordinamento, controllo tecnico-scientifico e monitoraggio, rendendo omogenei i livelli di qualità, sicurezza, standardizzazione e appropriatezza.

Servizi trasfusionali e Unità di raccolta

Secondo la normativa i Servizi trasfusionali e le Unità di raccolta sono autorizzati dalle Regioni e Province autonome in conformità ai requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici definiti con l'Accordo Stato Regioni del 16 dicembre 2010, ed accreditati in conformità alle linee guida emanate dal Centro Nazionale Sangue.
I Servizi trasfusionali, sono 280 per lo più organizzati in forma dipartimentale; la tendenza è quella di una progressiva concentrazione delle attività e riduzione del numero delle strutture. Tali Servizi sono strutture ospedaliere dedicate alla gestione delle attività trasfusionali: dalla donazione alla trasfusione fino alle segnalazioni di emovigilanza, svolgono anche attività assistenziali e di produzione di emocomponenti.
Le Unità di raccolta sono gestite, singolarmente o in forma aggregata, dalle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue convenzionate con le Regioni, secondo lo schema dell'Accordo Stato Regioni del 14 aprile 2016 che stabilisce anche le tariffe di rimborso per le attività associative. Sono autorizzate dalle Regioni o Province autonome competenti e operano sotto la responsabilità tecnica del Servizio trasfusionale ospedaliero a cui afferiscono.

Associazioni e Federazioni dei donatori e la donazione di sangue

La Legge 21 ottobre 2005, n. 219 all’art. 7, comma 1, stabilisce che "lo Stato riconosce la funzione civica e sociale ed i valori umani e solidaristici che si esprimono nella donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita del sangue e dei suoi componenti" ed al comma 2, inoltre "le associazioni di donatori volontari di sangue e le relative federazioni concorrono ai fini istituzionali del Servizio sanitario nazionale attraverso la promozione e lo sviluppo della donazione organizzata di sangue e la tutela dei donatori."
Le Associazioni e Federazioni di donatori assumono un ruolo fondamentale all'interno del sistema trasfusionale nazionale, in accordo con le istituzioni e le strutture trasfusionali di riferimento regionali e locali, per il raggiungimento del fabbisogno nazionale di emocomponenti e di emoderivati. L’obiettivo di produrre emocomponenti per assicurare i più alti livelli di qualità e sicurezza richiede il perseguimento dell’autosufficienza nazionale attraverso la donazione volontaria, gratuita, anonima, responsabile e periodica. Inoltre le Associazioni garantiscono la promozione della donazione, la tutela del donatore, la chiamata alla donazione secondo la programmazione con il servizio trasfusionale di riferimento, contribuendo alla diffusione delle cultura della donazione.


Data di pubblicazione: 7 giugno 2012, ultimo aggiornamento 13 giugno 2018

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