L’allattamento al seno è molto importante, il latte che la mamma produce è un latte unico, inimitabile, specifico per il proprio bambino, con una composizione ideale per le sue esigenze nutritive e di sviluppo.
Il latte materno è ricco di sostanze biologicamente attive che aiutano la digestione del bambino, rinforzano il suo sistema immunitario in maniera permanente, maturano il sistema nervoso e gli altri organi.
Il latte materno fin dai primi giorni è un alimento prezioso perchè ricco di anticorpi e soddisfa le necessità nutritive del neonato, inoltre è sempre pronto per l’uso, alla giusta temperatura e igienico.
Il bambino allattato al seno è più protetto nei confronti di molte malattie, richiede minori cure mediche e viene meno ospedalizzato. Questa protezione è di lunga durata e vale per le infezioni gastrointestinali e delle prime vie respiratorie, la Sids, l’obesità, il diabete e le malattie cardiovascolari, alcuni tipi di tumore e infine, per le difficoltà cognitive e relazionali.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda l’allattamento al seno in maniera esclusiva fino al compimento del 6° mese di vita.
E' importante inoltre che il latte materno rimanga la scelta prioritaria anche dopo l’introduzione di alimenti complementari, fino ai due anni di vita ed oltre, e comunque finché mamma e bambino lo desiderino.
La raccomandazione del programma "Ospedali amici dei bambini" (Baby friendly hospital initiative - BFHI), dell’Oms-Unicef considera fondamentale che le mamme siano informate sugli aspetti positivi connessi all’allattamento materno che:

  • rafforza e consolida il legame del neonato con la mamma (bonding)
  • fornisce al neonato un’alimentazione completa (benefici nutrizionali)
  • protegge il neonato dalle infezioni, anche grazie al ruolo svolto dal colostro
  • porta comprovati benefici alla salute della mamma

L'iniziativa internazionale, promossa nel 1992, vuole assicurare che tutti gli ospedali accolgano nel migliore modo possibile i neonati e divengano centri di sostegno per l’allattamento al seno.
Per diventare "Ospedale amico dei bambini" l'ospedale deve applicare i 10 passi contenuti nella dichiarazione di Ginevra. La verifica è basata su osservazioni dirette, esame della documentazione e interviste alle mamme e al personale ed è curata dal Comitato italiano per l’Unicef.
I contenuti del programma “Ospedali amici dei bambini” sono inseriti tra le priorità del Piano sanitario nazionale vigente e del programma Guadagnare salute, e sono inoltre uno degli obiettivi principali delle Linee di indirizzo nazionali sulla protezione, la promozione e il sostegno dell’allattamento al seno.

Nel 2007 in Italia è stata realizzata sul territorio l'iniziativa "Comunità amica dei bambini per l’allattamento materno" dove è spiccata l’attenzione al sostegno della genitorialità.
I due progetti "Ospedali amici dei bambini" e "Comunità amica dei bambini per l’allattamento materno", dall’ottobre 2009 vengono promossi dall’Unicef, per entrambi è stato adottato un sistema che prevede un supporto alle strutture interessate e tre momenti valutativi: sulla documentazione, sulla formazione del personale e sul risultato finale con le mamme.

Il Ministero della salute (Ccm) ha finanziato nel 2009 il progetto "La promozione dell’allattamento al seno nei reparti ospedalieri", in collaborazione con Asp Lazio e Unicef. L’obiettivo generale del progetto è quello di promuovere le conoscenze e la pratica dell’allattamento al seno nei reparti ospedalieri in sei regioni italiane.

 Raccomandazioni per gli operatori sanitari

Gli operatori sanitari svolgono un ruolo cruciale nel proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento materno e dovrebbero:

  • promuovere con il maggior impegno possibile l’allattamento al seno esclusivo
  • assicurare alla donna la migliore informazione possibile, già in epoca prenatale, in modo che possa decidere in maniera libera e consapevole riguardo all’alimentazione del proprio bambino
  • dare appoggio e consigli pratici alle donne che allattano e attivarsi per acquisire le necessarie conoscenze, competenze e abilità di counselling
  • fare in modo che i servizi in cui lavorano, ospedale compreso, siano organizzati per favorire l’allattamento al seno
  • fare in modo di rimuovere gli ostacoli che possono rendere difficoltoso l’allattamento materno esclusivo
  • evitare pratiche che possano scoraggiare l'allattamento al seno
  • promuovere l’allattamento al seno come una attività normale della vita di tutti i giorni, incoraggiando anche il supporto sociale e familiare
  • favorire la creazione di gruppi di supporto ai quali indirizzare le famiglie

L’allattamento al seno può essere considerato il proseguimento naturale della gravidanza durante la quale la madre ha protetto e nutrito il suo bambino.
Attualmente in Italia sono a disposizione strumenti di intervento per il monitoraggio, la formazione e la promozione di buone pratiche, grazie all’istituzione del Comitato nazionale multisettoriale per l’allattamento materno e la promulgazione di Linee di indirizzo specifiche.
A tale proposito il 19 dicembre 2012 si è insediato il Tavolo tecnico operativo interdisciplinare per la promozione dell’allattamento al seno, finalizzato a proseguire i lavori già avviati dal Comitato nazionale.

In qualsiasi momento è tuttavia importante ricordare che:

  • ostacoli geografici, economici, linguistici e culturali contribuiscono a diminuire l’accessibilità ai servizi esistenti. Ciò può richiedere l’offerta attiva di servizi specifici adattati ai bisogni della popolazione più vulnerabile
  • le donne con bisogni speciali (primipare, immigrate, adolescenti, madri che alleveranno i figli da sole, madri con storia di difficoltà o insuccesso dell’allattamento, donne con gravidanze multiple) devono ricevere assistenza e sostegno appropriati
  • tutti gli operatori dovrebbero conoscere e promuovere la piena attuazione del "Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituiti del latte materno" dell’Oms-Unicef e le successive risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità per colmare la disinformazione sull’alimentazione dei lattanti e dei bambini
  • la normativa italiana in tema di allattamento recepisce buona parte del Codice ed è stata aggiornata con il Decreto 9 aprile 2009, n. 82, “Regolamento concernente l’attuazione della direttiva 2006/141/CE per la parte riguardante gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento destinati alla Comunità europea ed all’esportazione presso Paesi terzi”.

Per approfondire consulta:


Data di pubblicazione: 5 novembre 2010, ultimo aggiornamento 13 febbraio 2014

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