Nel campo della sanità animale sono stati raggiunti obiettivi di buon consolidamento dei livelli ordinari di attività in tutti i settori d’intervento. La situazione sanitaria del patrimonio zootecnico italiano, in forza dei piani di eradicazione e di sorveglianza messi in atto da anni, può essere considerata sotto controllo, pur permanendo in alcune parti del territorio situazioni critiche relativamente alla lotta ed eradicazione di alcune malattie zoonosiche.

Tutte le azioni e attività messe in campo sono conformi alla nuova strategia per la salute degli animali dell’Unione europea (2007-2013): “Prevenire è meglio che curare”, che ha fissato alcuni obiettivi ambiziosi per migliorare la salute degli animali.

Gli obiettivi della strategia, sovrapponibili a quelli nazionali, sono:

  1. assicurare un livello elevato di salute pubblica riducendo l’incidenza di rischi biologici e chimici per l’uomo
  2. promuovere la salute degli animali con la prevenzione/riduzione dell’incidenza delle malattie degli animali
  3. sostenere, l’allevamento e l’economia rurale
  4. migliorare la crescita economica/coesione/competitività garantendo la libera circolazione delle merci e movimenti proporzionati per gli animali
  5. promuovere le pratiche di allevamento e il benessere degli animali per prevenire i pericoli collegati alla salute degli animali e minimizzare l’impatto ambientale a sostegno della strategia dell’UE a favore dello sviluppo sostenibile.

Pertanto la strategia si avvale del principio secondo cui i controlli non devono essere più concentrati sul prodotto finale, ma distribuiti lungo tutto il processo di produzione, con una visione complessiva “dai campi alla tavola”.
L’analisi del rischio è fondamento essenziale di questa politica e tutti gli operatori, coinvolti nelle singole fasi produttive e distributive dell’alimento, diventano “responsabili giuridici”, ciascuno per la propria parte, della sicurezza dei prodotti. Tra l’altro l’Italia, forte importatore di animali e prodotti derivati da tutto il mondo e produttore di una vastissima ed eterogenea gamma di prodotti, deve dotarsi di strategieche garantiscano la salute degli animali, da considerata “un bene pubblico mondiale”, adattandosi alle caratteristiche del mercato globale.

Il mantenimento e il miglioramento del sistema veterinario pubblico rappresenta una priorità per l’investimento pubblico, anche in virtù del costante adeguamento delle norme alla legislazione comunitaria in costante e rapida evoluzione, che rappresenta uno dei principali meccanismi di intervento nella salute degli animali, conformemente alla politica comunitaria e al rispetto degli obblighi internazionali.
Nella prosecuzione e implementazione delle attività fino ad ora svolte, tra gli obiettivi prioritari rientra il corretto e puntuale rispetto degli obblighi informativi in merito ai dati epidemiologici provenienti dal territorio.

Per la gestione delle attività, sono stati messi a punto appositi sistemi informativi che hanno contribuito a gestire le informazioni epidemiologiche e a migliorare il sistema di raccolta dati provenienti dal territorio. Per il prossimo futuro, obiettivo essenziale è quello di sviluppare un sistema di epidemio-sorveglianza nazionale.

Il “Centro nazionale di lotta ed emergenza contro le malattie animali”, di cui alla legge  244/2005, assicura la tutela della salute degli animali nonché garantisce il coordinamento e l’uniforme applicazione, sull’intero territorio nazionale, degli interventi, delle attività e delle misure inerenti alla sanità animale, anche per le finalità di profilassi internazionale, nel rispetto degli obblighi posti dalla normativa comunitaria e del Codice zoosanitario internazionale dell’Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE) e gestisce la lista nazionale di esperti di pronta reperibilità, nella quale sono inseriti soggetti di comprovata esperienza nei campi della sanità animale, dell’epidemiologia, dei piani di emergenza e della legislazione veterinaria sia comunitaria sia nazionale.

In fase di emergenza il Centro assume la sua veste operativa attraverso la costituzione di una Unità di Crisi centrale, organo inserito negli specifici piani di emergenza redatti dal Ministero per ogni singola malattia, tutti approvati dalla Commissione europea.


Data di pubblicazione: 13 maggio 2010, ultimo aggiornamento 2 aprile 2013

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