La celiachia è una patologia infiammatoria permanente di tipo autoimmunitario, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti.

E’ la più frequente intolleranza alimentare e colpisce circa l’1% della popolazione generale su scala nazionale e mondiale. E’ caratterizzata da un peculiare aspetto istologico della mucosa duodenale: atrofia dei villi, iperplasia delle cripte e infiltrazione linfocitaria.

Le cause necessarie della celiachia sono:

  1. presenza dei geni predisponenti DQ2 e/o DQ8 legati al sistema di istocompatibilità HLA
  2. ingestione di cereali contenenti glutine: grano (farro e grano khorasan), segale, orzo e avena 

La celiachia nei nuovi LEA

I nuovi LEA (Livelli essenziali di assistenza) hanno spostato la celiachia dalle malattie rare a quelle croniche invalidanti, dal momento che i dati epidemiologici attuali dimostrano che la patologia non rientra più nel limite di prevalenza (inferiore di 5/10.000 abitanti) stabilito a livello europeo per le malattie rare. 
La nuova collocazione consente agli assistiti di usufruire, in regime di esenzione, di tutte le prestazioni sanitarie appropriate per il monitoraggio della malattia e delle sue complicanze e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti. Come per tutte le malattie croniche sarà sufficiente una certificazione di malattia redatta da uno specialista del SSN (Servizio sanitario nazaionale) per ottenere il nuovo attestato di esenzione. Viene mantenuta la disciplina della concessione degli alimenti per celiaci.

La diagnosi

Al fine di assicurare un percorso diagnostico più efficace è stato definito, con accordo tra Stato e Regioni e Province Autonome del 30 luglio 2015 (Protocollo di intesa), un nuovo protocollo di diagnosi e follow up per la celiachia. Il nuovo algoritmo comprende uno screening iniziale con test sierologici, seguito da una biopsia intestinale di conferma in tutti gli adulti mentre per la fascia pediatrica la novità è la possibilità di porre diagnosi di celiachia senza ricorrere alla biopsia intestinale, a specifiche condizioni.

La diagnosi sarà effettuata o confermata solo da presidi accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale e in possesso di documentata esperienza in attività diagnostica specifica per la celiachia, nonché di idonea dotazione di strutture di supporto e di servizi complementari, appositamente individuati dalle Regioni e dalle Provincie Autonome. Il 6 luglio 2017, infatti, in sede di Conferenza stato – Regioni, è stato siglato l’accordo sui requisiti tecnici, professionali ed organizzativi minimi per l’individuazione dei presidi sanitari deputati alla diagnosi di celiachia.

I dati epidemiologici hanno dimostrato che la celiachia è una malattia cronica con un trend in crescita. Lo scopo del nuovo protocollo diagnostico (30 luglio 2015) e delle caratteristiche dei Presidi di rete deputati alla diagnosi di celiachia è quello di aumentare le diagnosi precoci e diminuire quelle errate con un notevole risparmio in termini di sofferenza, cure inappropriate e ospedalizzazioni per i pazienti non diagnosticati o diagnosticati tardivamente. 

Per approfondire:


Data di pubblicazione: 5 ottobre 2009, ultimo aggiornamento 19 gennaio 2018

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