Le intolleranze alimentari sono reazioni indesiderate del nostro organismo scatenate dall’ingestione di uno o più alimenti (o sostanze attive) oppure da disfunzioni/disturbi a carico dell'apparato digerente (intolleranze enzimatiche e intolleranze farmacologiche).
Tale reazione è strettamente dipendente dalla quantità dell’alimento non tollerato ingerito (dose-dipendente) ma a differenza delle allergie alimentari, non è mediata da meccanismi immunologici.

Le intolleranze alimentari si manifestano con l’insorgere di sintomi spesso sovrapponibili a quelli delle allergie alimentari.
Le intolleranze enzimatiche sono determinate dall'incapacità dell'organismo di metabolizzare alcune sostanze presenti negli alimenti. Questo difetto degli enzimi deputati al metabolismo di determinate sostanze generalmente è congenito, ma talvolta può essere acquisito nel tempo. Le intolleranze alimentari su base enzimatica sono numerose e comprendono un certo numero di malattie che riguardano il metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei lipidi (es. Celiachia).

Celiachia

La celiachia è una patologia infiammatoria permanente di tipo autoimmunitario, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. E’ la più frequente intolleranza alimentare e colpisce circa l’1% della popolazione generale su scala nazionale e mondiale.

Per approfondire:

Relazione annuale Celiachia

Il Ministro della salute presenta al Parlamento una relazione annuale di aggiornamento sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche in tema di malattia celiaca, con particolare riferimento ai problemi concernenti la diagnosi precoce e il monitoraggio delle complicanze.

Consulta: 

La celiachia nei nuovi LEA

I nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA) hanno spostato la celiachia dalle malattie rare a quelle croniche invalidanti, dal momento che i dati epidemiologici attuali dimostrano che la patologia non rientra più nel limite di prevalenza (inferiore di 5/10.000 abitanti) stabilito a livello europeo per le malattie rare. 
La nuova collocazione consente agli assistiti di usufruire, in regime di esenzione, di tutte le prestazioni sanitarie appropriate per il monitoraggio della malattia e delle sue complicanze e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti. Come per tutte le malattie croniche sarà sufficiente una certificazione di malattia redatta da uno specialista del SSN (Servizio sanitario nazionale) per ottenere il nuovo attestato di esenzione.

Consulta:

Viene mantenuta la disciplina della concessione degli alimenti per celiaci

  • Registro nazionale alimenti senza gluitine ( per prodotto e per impresa)

Protocollo di diagnosi e presidi accreditati

Al fine di assicurare un percorso diagnostico più efficace è stato definito, con accordo tra Stato e Regioni e Province Autonome del 30 luglio 2015, un Protocollo di intesa per la diagnosi e il follow up della celiachia. L’obiettivo è aumentare le diagnosi precoci e diminuire quelle errate con un notevole risparmio in termini di sofferenza, cure inappropriate e ospedalizzazioni per i pazienti non diagnosticati o diagnosticati tardivamente. 

La diagnosi è effettuata o confermata solo da presidi accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale e in possesso di documentata esperienza in attività diagnostica specifica per la celiachia, nonché di idonea dotazione di strutture di supporto e di servizi complementari, appositamente individuati dalle Regioni e dalle Provincie Autonome, secondo quanto stabilito dall’accordo sui requisiti tecnici, professionali ed organizzativi minimi per l’individuazione dei presidi sanitari deputati alla diagnosi di celiachia del 6 luglio 2017.

 


Data di pubblicazione: 5 ottobre 2009, ultimo aggiornamento 29 novembre 2018

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