La resistenza antimicrobica può propagarsi da paese a paese con lo spostamento di persone e animali o con gli scambi di alimenti, mangimi o altri possibili veicoli di resistenza antimicrobica. È pertanto necessario coordinare gli sforzi a livello europeo e mondiale.

Si tratta di un’importante sfida economica e sociale globale che non può essere risolta con sforzi isolati e settoriali ma va affrontata con un approccio attivo ed olistico fondato sui rischi, in una prospettiva "One Health", che vede la cooperazione intersettoriale (medicina umana e veterinaria, agricoltura, ambiente e commercio) a livello nazionale e internazionale.

Consulta:


Nel 1999, con l’emergere di forti preoccupazioni riguardo all’aumento dei rischi per la salute derivanti dalla resistenza agli antimicrobici, la Commissione europea ha imposto il divieto di utilizzare taluni agenti antimicrobici per incrementare la crescita ponderale.

Dal 1 gennaio 2006, con il regolamento (CE) N. 1831/2003, l’Unione Europea ha vietato l’utilizzo dei restanti antimicrobici utilizzati come promotori della crescita ponderale animale.

Piano d’azione contro i crescenti rischi di resistenza antimicrobica (2011 – 2016)

Nel 2011, la Commissione ha lanciato un Piano d’azione quinquennale destinato ad affrontare i crescenti rischi derivanti dall’antimicrobico-resistenza. Esso si basa su un approccio olistico, in linea con l’iniziativa "One Health", e prevede la partecipazione di tutti i settori e copre tutti gli aspetti della resistenza antimicrobica. Il piano mira innanzitutto a rafforzare la prevenzione ed il controllo dell’antimicrobico-resistenza nei settori umano, veterinario e alimentare nonché a garantire la disponibilità e prolungare l’efficacia degli agenti antimicrobici. Consta di 12 azioni specifiche da intraprendere nel settore umano e/o veterinario, comprendendo 7 aree in cui sono più necessarie le misure:

  1. promozione dell’utilizzo adeguato degli antimicrobici
  2. prevenzione delle infezioni microbiche e della loro propagazione
  3. sviluppo di nuovi antimicrobici o alternative efficaci di trattamento
  4. cooperazione con partner internazionali per contenere il rischio di propagazione della resistenza antimicrobica a seguito degli scambi, dei viaggi internazionali e dell'inquinamento ambiental
  5. miglioramento del monitoraggio e della sorveglianza della resistenza antimicrobica e consumo di antimicrobici in medicina umana e animale
  6. promozione della ricerca e dell’innovazione
  7. miglioramento della comunicazione, istruzione e formazione

Tra le iniziative concrete volte ad attuare le azioni del Piano vi sono:

  • le proposte dei nuovi Regolamenti del Parlamento Europeo e del Consiglio relativi ai medicinali veterinari e ai mangimi medicati (Azione 2 - Rafforzare il quadro regolamentare nel settore dei medicinali veterinari e dei mangimi medicati)
  • le Linee guida sull'uso prudente degli antimicrobici in medicina veterinaria sviluppate e pubblicate dalla Commissione europea in conformità all’Azione 3 “Elaborare raccomandazioni sull’utilizzazione prudente di antimicrobici in medicina veterinaria”
  • la decisione di esecuzione della Commissione del 12 novembre 2013 n.652 che stabilisce modalità armonizzate di monitoraggio e di rendicontazione sulla resistenza agli antimicrobici dei batteri zoonosici  (cioè quei batteri che causano malattie e/o infezioni che possono essere trasmesse naturalmente, direttamente o indirettamente, tra gli animali e l’uomo -malattie zoonotiche) e commensali, garantendo una più estesa e rappresentativa comparabilità delle informazioni ottenute a livello europeo dei dati provenienti dalle principali filiere di origine animale: avicola, bovina e suinicola (Azione 10 “Rafforzare i sistemi di sorveglianza sulla resistenza antimicrobica e del consumo di antimicrobici in medicina veterinaria”). I risultati del primo anno di attuazione della decisione sul territorio italiano sono riportati nella Relazione

I risultati ottenuti da tutti i 28 Stati membri sono elaborati e resi pubblici sul sito dell’EFSA in una relazione di sintesi sulle tendenze e le fonti di zoonosi, degli agenti zoonosici e della resistenza agli antimicrobici.

Consulta:

  1. dati 2013 anno pubblicazione 2015
  2. dati 2014 anno pubblicazione 2016

Presso l’EMA è istituito il AWP (Antimicrobials Working Party). Tale gruppo, composto da un pool di esperti europei nei settori dell’antimicrobico-resistenza, fornisce supporto al Comitato per I Medicinali Veterinari (CVMP) sull’impiego e l’autorizzazione degli antimicrobici e raccomandazioni relative allo sviluppo di linee guida sull’AMR.

Un rafforzamento dei sistemi di raccolta dei dati di consumo degli agenti antimicrobici, sia nel settore della medicina umana che veterinaria, è una condizione fondamentale per la lotta alla resistenza antimicrobica.

Per tale motivo, la Commissione europea ha chiesto all’EMA di sviluppare un approccio per la raccolta e la rendicontazione di dati standardizzati ed armonizzati sull’uso degli agenti antimicrobici veterinari, basato su dati di vendita nazionali. L’Italia partecipa al progetto dal 2010.

L’EMA ha anche sviluppato un nuovo database interattivo, accessibile agli operatori e a tutti i cittadini, che permette loro di conoscere i dati relativi alle vendite per specifici Paesi o per determinate classi di antimicrobici, così come creare grafici o mappe su misura.


EFSA

L'EFSA è anch’essa coinvolta negli sforzi di sorveglianza dell’antimicrobico-resistenza. Controlla e analizza la situazione relativa alla resistenza agli antimicrobici di batteri zoonosici e commensali isolati da alimenti e da animali in tutta l’Europa, fornendo ai gestori del rischio supporto e consulenza scientifica indipendente sui rischi per la salute dell’uomo e degli animali derivanti dalla comparsa, diffusione e trasmissione di resistenza agli antimicrobici nella filiera alimentare e nelle popolazioni animali.

I dati relativi al flusso delle zoonosi vengono inviati annualmente all’EFSA che provvede ad aggregarli in una relazione di sintesi annuale dell’Unione europea sia come Report Riassuntivi Comunitari che come singoli Report Annuali Nazionali.

Consulta i report

Dal 2011, l’EFSA elabora anche, in collaborazione con l’ECDC, una relazione annuale sulle zoonosi, sui focolai di origine alimentare e sulla resistenza agli antimicrobici, che illustra l’andamento della situazione in Europa, presentando i dati di resistenza anche di batteri zoonosici isolati da casi umani.

ECDC

L'ECDC è un’Agenzia Europea istituita nel 2005 con lo scopo di identificare, valutare e comunicare i pericoli per la salute pubblica connessi a tutte le malattie infettive, conosciute ed emergenti, incluse quelle provocate da agenti zoonosici. Ad essa fanno capo la Rete Europea di Sorveglianza delle Malattie Infettive Gastrointestinali dell’uomo provocate da Salmonella, Campylobacter ed E. Coli Verocitotossici (Enter-Net) e il Sistema Europeo di Sorveglianza dell’Antibiotico-resistenza (EARSS) che monitora annualmente i livelli di antimicrobico-resistenza in sette microrganismi indicatori responsabili di infezioni umane (Streptococcus pneumonite, Staphylococcus aureus, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumonia, Pseudomonas auruginosa).

Consulta:


OIE

L’OIE ha dedicato una sezione specifica del Terrestrial Animal Health Code all’uso prudente e responsabile degli antimicrobici nel settore veterinario, descrivendo tutti gli adempimenti che ogni singolo operatore della filiera del medicinale veterinario (dalla fase pre-autorizzativa al consumatore finale) è tenuto a rispettare.

Inoltre, nel Manual of Diagnostic Tests and Vaccines for Terrestrial Animals vi è un’area dedicata alle metodiche di laboratorio per la determinazione dell’antimicrobico-resistenza (Part 3 - Laboratory methodologies for bacterial antimicrobial susceptibility testing).

OMS

L’OMS ha sviluppato un Piano d’Azione Globale (Global Action Plan for antimicrobial resistance) per combattere la resistenza antimicrobica, con l'obiettivo di garantire, il più a lungo possibile, la continuità del successo dei trattamenti terapeutici e la prevenzione delle malattie infettive con medicinali efficaci e sicuri, di qualità garantita, utilizzati in modo responsabile e accessibili a tutti coloro che ne hanno bisogno.

Esso individua cinque obiettivi strategici:

  1. migliorare la consapevolezza e la comprensione della resistenza agli antimicrobici attraverso programmi di comunicazione pubblica e un’adeguata formazione del personale sanitario
  2. rafforzare la conoscenza attraverso la sorveglianza continua e attenta del fenomeno, per conoscerne la diffusione e lo sviluppo e individuare tempestivamente misure correttive adeguate
  3. ridurre l’incidenza delle infezioni attraverso la loro prevenzione, così da limitare l’uso degli antimicrobici
  4. ottimizzare l’uso di agenti antimicrobici
  5. aumentare gli investimenti nello sviluppo di nuovi farmaci, strumenti diagnostici e vaccini, tenendo conto delle esigenze di tutti i Paesi

Data di pubblicazione: 25 settembre 2009, ultimo aggiornamento 16 ottobre 2017

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