Ogni anno, a partire dall’anno finanziario 1991, il Ministero ripartisce il fondo per la tutela del benessere e per la lotta all'abbandono degli animali da compagnia istituito dalla legge 14 agosto 1991, n. 281.


Tale ripartizione è stata effettuata per ogni Regione e Provincia autonoma in base ai criteri stabiliti dal Decreto Ministeriale del 29 dicembre 1992:

  • il 42% della disponibilità in base al numero dei cani e dei gatti di proprietà;
  • il 33% della disponibilità in base numero dei cani e dei gatti randagi;
  • il 25% della disponibilità in base al numero degli abitanti delle regioni e province autonome.


I dati sul randagismo sono forniti annualmente dalle Regioni su richiesta del Ministero e sono pubblicati sul sito alla pagina Dati regionali sul randagismo.

I fondi stanziati dal 2005 al 2015 sono

AnnoFondo
2005€ 4.271.578,00
2006€ 3.998.000,00
2007€ 4.986.000,00
2008€ 3.086.085,11
2009€ 3.801.681,00
2010€ 3.333.765,28
2011€ 246.649,00
2012€ 310.190,00
2013€ 328.000,00
2014€ 313.072,00
2015€ 309.000,00


A partire dal 2008 sono stati modificati con Decreto ministeriale 6 maggio 2008 i criteri di ripartizione del fondo:

  • il 40% viene ripartito in quote di pari entità tra le Regioni sulla base dell'attivazione della banca dati regionale dell'anagrafe canina in riferimento alla consultabilità per via telematica. Per la Regione Trentino Alto Adige, la ripartizione delle quote spettanti sarà attribuita, per un pari importo, alle province autonome di Trento e Bolzano;

  • il 30% viene ripartito tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in base alla consistenza della popolazione dei cani e dei gatti con riferimento al numero di ingressi nei canili sanitari e nei gattili;

  • il 30% viene ripartito tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in base alla popolazione umana.

Il Ministero individua le quote di ripartizione. 
Le Regioni e le Province autonome devono individuare, nell'ambito della programmazione regionale, le priorità di intervento elaborando il piano operativo di prevenzione del randagismo. Nella programmazione devono dare, come previsto dalla legge finanziaria 2007, priorità ai piani di controllo delle nascite destinando una quota non inferiore al 60% delle risorse alle sterilizzazioni, dove necessario, ovvero ad altre iniziative intese a prevenire il fenomeno del randagismo.
Le Regioni inviano successivamente al Ministero una relazione sull'attività svolta.


Data di pubblicazione: 7 luglio 2008, ultimo aggiornamento 16 marzo 2016

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