Gli effetti negativi del caldo sulla salute possono essere facilmente prevenuti con semplici misure


La bella stagione, per quanto attesa, può portare insidie per la salute.

Siamo ormai abituati a confrontarci ogni anno con quelle che vengono definite ondate di calore.
Si tratta di un’espressione che sta a indicare la concentrazione in un periodo in genere prolungato di temperature elevate e alti tassi di umidità.

È di una condizione climatica estrema che può rappresentare un serio rischio per la salute, soprattutto per fasce della popolazione più fragili.

Per approfondire consulta:

Le ondate di calore rappresentano una condizione climatica che espone a rischi l’intera popolazione. Tuttavia, alcune fasce di popolazione presentano caratteristiche tali da renderle particolarmente suscettibili alle conseguenze del caldo e dell’umidità estrema.

In particolare sono a maggior rischio:

  • gli anziani: l’organismo delle persone anziane ha una minore capacità di gestire i cambiamenti di temperatura e di regolare il contenuto di acqua, un elemento essenziale per contrastare il surriscaldamento del corpo. Inoltre, gli anziani sono spesso affetti da più malattie che possono aggravarsi a causa del caldo. Leggi i consigli per il personale che assiste gli anziani
  • le persone non autosufficienti: dipendono dagli altri sia per regolare l’ambiente in cui si trovano sia per assumere la corretta quantità di liquidi
  • le persone che assumono medicinali che possono interferire con la regolazione della temperatura del corpo, oppure che aggravano la disidratazione
  • persone affette da malattie croniche come quelle cardiovascolari, del fegato, neurologiche, polmonari, renali, disordini endocrini e disturbi psichici
  • i neonati e i bambini piccoli: hanno maggiori difficoltà a espellere il calore in eccesso. Inoltre, non sono autosufficienti (o non lo sono completamente): pertanto senza un’adeguata assistenza sono a maggior rischio disidratazione. Leggi i consigli per i genitori
  • le donne in gravidanza: l’aumento del volume del sangue materno per un adeguato flusso sanguigno alla placenta, richiede una maggiore idratazione. Le donne che soffrono di malattie croniche o quelle che hanno patologie della gravidanza, come la pressione alta o il diabete in gravidanza, possono essere più a rischio di parto prematuro. Leggi l'opuscolo Come vincere il caldo in gravidanza
  • le persone che svolgono un lavoro intenso all’aria aperta: sono a maggior rischio di disidratazione e colpo di calore. Leggi l'opuscolo Estate sicura. Caldo e lavoro .

Le alte temperature, in sé, non sono un problema per l’organismo. Il corpo infatti regola la propria temperatura impiegando sofisticati meccanismi che sono il frutto di millenni di evoluzione. Nel caso di un ambiente troppo caldo si raffredda impiegando il sudore che, depositandosi sulla pelle ed evaporando, è in grado di disperdere il calore.

Tuttavia, in alcuni casi, questi meccanismi non sono sufficienti a contrastare lo stress che viene dall’ambiente, perché questo è eccessivo o perché i meccanismo non sono abbastanza efficienti.

Succede quando la temperatura dell’ambiente è troppo alta ed è accompagnata da elevati tassi di umidità. In questi casi il sudore non evapora con sufficiente velocità e il corpo non si raffredda in maniera efficiente. La temperatura può dunque aumentare mettendo a rischio molti organi.

A volte, invece, è l’organismo a non essere sufficientemente capace di gestire lo stress ambientale: è il caso dei bambini molto piccoli e degli anziani, delle persone malate o che assumono alcuni farmaci, di quanti hanno consumato droghe e alcol.

La gravità dei disturbi che sono conseguenza del caldo varia sulla base delle condizioni ambientali, delle caratteristiche individuali, della durata dell’esposizione.

Il disturbo più comune legato al caldo è la spossatezza: è dovuta perdita eccessiva di acqua e di sali contenuti nel sudore. Non mette a rischio la salute: ma è un campanello di allarme che dovrebbe indurre ad assumere liquidi, eventualmente integratori e ad adottare le opportune precauzioni.

Altrettanto comuni sono i crampi: rappresentano un’ulteriore conseguenza della perdita di liquidi e di elettroliti che non sono stati opportunamente reintegrati con l’alimentazione.

Molte persone, a causa del caldo lamentano edema (vale a dire gonfiore) soprattutto agli arti inferiori. È la conseguenza dello sforzo dell’organismo di disperdere calore. Per fare ciò, infatti i vasi sanguigni periferici si dilatano per consentire un maggiore scambio di calore. Tuttavia, questo fenomeno causa un accumulo di liquidi. Non è una condizione che mette a rischio la salute, ma non è da sottovalutare poiché può essere associato a scompenso cardiaco.

Tra le conseguenze comuni delle ondate di calore c’è la perdita temporanea e improvvisa di coscienza (lipotimia). È dovuta a un calo di pressione arteriosa dovuto al ristagno di sangue nelle zone periferiche e quindi a un mancato apporto di sangue al cervello.
Anche i sintomi di minore gravità sono un campanello di allarme, se i sintomi non migliorano contattare un medico per consigli e assistenza.

Lo stress da calore è invece una condizione più seria. Comporta disorientamento, malessere generale, debolezza, nausea, vomito, mal di testa, battito cardiaco accelerato e abbassamento della pressione, disidratazione, confusione, irritabilità.
Se non viene riconosciuto e contrastato per tempo può trasformarsi in un colpo di calore.

Il colpo di calore è la conseguenza più seria delle ondate di calore. Se non si interviene con urgenza può provocare inabilità permanente e morte. Il colpo di calore si verifica quando la capacità di regolazione della temperatura del corpo è compromessa. La temperatura corporea sale fino a raggiungere valori intorno ai 40°C.
Si può presentare con affanno, interruzione della sudorazione, insufficienza renale, edema polmonare, aritmie cardiache. Si può arrivare allo shock, al delirio, fino alla perdita di coscienza.
Il colpo di calore richiede, specie se colpisce neonati o anziani, l’immediato ricovero in ospedale.

Gli effetti negativi del caldo sulla salute possono essere facilmente prevenuti con semplici misure che sono particolarmente consigliate alle fasce della popolazione più a rischio.

 

Come difendersi dal caldo

  • Non uscire nelle ore più calde: durante un'ondata di calore, evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata (tra le 11.00 e le 18.00).
  • Migliorare l’ambiente domestico e di lavoro: la misura più semplice è la schermatura delle finestre esposte a sud e a sud-ovest con tende e oscuranti regolabili (persiane, veneziane) che blocchino il passaggio della luce, ma non quello dell’aria. Efficace è naturalmente l’impiego dell’aria condizionata che tuttavia va impiegata con attenzione, evitando di regolare la temperatura a livelli troppo bassi rispetto alla temperatura esterna. Una temperatura tra 25-27°C con un basso tasso di umidità è sufficiente a garantire il benessere e non espone a bruschi sbalzi termici rispetto all’esterno. Sono da impiegare con cautela anche i ventilatori meccanici. Accelerano il movimento dell’aria, ma non abbassano la temperatura ambientale. Per questo il corpo continua a sudare: è perciò importante continuare ad assumere grandi quantità di liquidi. Quando la temperatura interna supera i 32°C, l’uso del ventilatore è sconsigliato perché non è efficace per combattere gli effetti del caldo. Leggi l’opuscolo Come migliorare il microclima delle abitazioni)
  • Bere molti liquidi: Bere molta acqua e mangiare frutta fresca è una misura essenziale per contrastare gli effetti del caldo. Soprattutto per gli anziani è necessario bere anche se non si sente lo stimolo della sete. Esistono tuttavia particolari condizioni di salute (come l’epilessia, le malattie del cuore, del rene o del fegato) per le quali l’assunzione eccessiva di liquidi è controindicata. Se si è affetti da qualche malattia è necessario consultare il medico prima di aumentare l’ingestione di liquidi. È necessario consultare il medico anche se si sta seguendo una cura che limita l’assunzione di liquidi o ne favorisce l’eliminazione. Leggi l'opuscolo Consigli per il consumo e la conservazione dei prodotti alimentari quando arriva il gran caldo
  • Moderare l’assunzione di bevande contenenti caffeina, evitare bevande alcoliche
  • Fare pasti leggeri: la digestione è per il nostro organismo un vero e proprio lavoro che aumenta la produzione di calore nel corpo.
  • Vestire comodi e leggeri, con indumenti di cotone, lino o fibre naturali (evitare le fibre sintetiche). All’aperto è utile indossare cappelli leggeri e di colore chiaro per proteggere la testa dal sole diretto. Proteggere anche gli occhi con occhiali da sole con filtri UV. Particolare attenzione ai bambini.
  • In auto, ricordarsi di ventilare l’abitacolo prima di iniziare un viaggio, anche se la vettura è dotata di un impianto di ventilazione. In questo caso, regolare la temperatura su valori di circa 5 gradi inferiori alla temperatura esterna evitando di orientare le bocchette della climatizzazione direttamente sui passeggeri. Se ci si deve mettere in viaggio, evitare le ore più calde della giornata (specie se l’auto non è climatizzata) e tenere sempre in macchia una scorta d’acqua. Non lasciare mai neonati, bambini o animali in macchina, neanche per brevi periodi.
  • Evitare lesercizio fisico nelle ore più calde della giornata. In ogni caso, se si fa attività fisica, bisogna bere molti liquidi. Per gli sportivi può essere necessario compensare la perdita di elettroliti con gli integratori.
  • Offrire assistenza a persone a maggiore rischio (come gli anziani che vivono da soli, i lattanti etc.) e segnala ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento. Negli anziani un campanello di allarme è la riduzione di alcune attività quotidiane (spostarsi in casa, vestirsi, mangiare, andare regolarmente in bagno, lavarsi) che può indicare un peggioramento dello stato di salute. Controlla la temperatura corporea  dei lattanti e bambini piccoli, abbassandola con una doccia tiepida e quando possibile aprire il pannolino
  • Dare molta acqua fresca agli animali domestici e lasciarla in una zona ombreggiata.

Le informazioni pubblicate in "La nostra salute" non sostituiscono in alcun modo i consigli, il parere, la visita, la prescrizione del medico.

Data di pubblicazione: 8 febbraio 2013, ultimo aggiornamento 28 giugno 2018