In gravidanza la pelle risponde alle variazioni ormonali con smagliature, iperpigmentazione cutanea, cambiamenti in capelli e unghie. Sono per lo più alterazioni di tipo estetico e in parte regrediscono dopo il parto


Immagine di una donna incinta

Durante la gravidanza le modificazioni ormonali determinano trasformazioni dell’organismo che sono responsabili anche di varie alterazioni cutanee. Queste manifestazioni sono per lo più di tipo estetico e in parte regrediscono dopo la gravidanza.

Fin dal primo trimestre di gravidanza può manifestarsi un aumento della pigmentazione della pelle. L'inestetismo può interessare alcune zone cutanee come le areole mammarie, i genitali, le ascelle e soprattutto la cosiddetta "linea alba", la linea immaginaria che va dall’ombelico al pube.
Il melasma o maschera gravidica è caratterizzato da macchie scure localizzate al labbro superiore, zigomi e fronte.
L’aumento degli ormoni estrogeni può favorire la comparsa di capillari dilatati, soprattutto agli arti inferiori per la perdita del tono ed elasticità delle pareti vascolari. Possono inoltre comparire angiomi stellari e un arrossamento del palmo delle mani. 
In gravidanza può anche aumentare la peluria al viso o in regione sovra-pubica per un aumento degli androgeni di origine ovarica e surrenalica.
L’inestetismo probabilmente più temuto dalle donne sono le smagliature. La loro comparsa è favorita dalla situazione ormonale che indebolisce le fibre elastiche, le fibre collagene e i mucopolisaccaridi che formano il sostegno della cute. Leggi il dossier: Gravidanza, come prevenire le smagliature

 

Immagine di una mano con un barattolo di crema

Fin dal primo trimestre e soprattutto nelle donne con carnagione scura, si può verificare un aumento della pigmentazione della pelle. Questo inestetismo molto frequente, colpisce circa il 95% delle donne in gravidanza, è caratterizzato dallo scurimento di alcune zone cutanee, le areole mammarie, i genitali, le ascelle e soprattutto la cosiddetta "linea alba", quella linea immaginaria che va dall’ombelico al pube.
Inoltre in gravidanza anche le lentiggini e le cicatrici possono assumere un colorito più scuro.

Il melasma o maschera gravidica, caratterizzato da macchie scure localizzate al labbro superiore, zigomi e fronte interessa il 50-70% delle donne in gravidanza.
Il melasma è accentuato dall’esposizione ai raggi solari ed alle radiazioni con lampade a raggi UVA e UVB. I meccanismi che ne favoriscono la comparsa non sono del tutto chiariti. Alla base vi è una predisposizione genetica e sono coinvolti gli ormoni, in particolare gli ormoni ovarici, che determinano modificazioni dei melanociti, le cellule che producono la melanina (il pigmento).
La pigmentazione può essere superficiale o profonda, questa distinzione è importante perché le forme più profonde sono più difficili da trattare.

I trattamenti, da effettuarsi alla fine della gravidanza e dell’allattamento, si basano sull’uso di creme schiarenti e peeling chimici. L’utilizzo di laser e luce pulsata è controverso.
Molto importante è sempre la prevenzione che si basa sul non esporsi direttamente al sole durante la gravidanza e proteggere il viso con creme contenenti filtri ad alto fattore di protezione da applicare non solo al mare e in montagna, ma anche in città.


Immagine di una donna a mezzo busto

L’aumento degli ormoni estrogeni può favorire la comparsa di capillari dilatati, soprattutto agli arti inferiori per la perdita di tono ed elasticità delle pareti vascolari.
Questo problema insorge fin dall’inizio della gravidanza e in seguito si aggrava per l’aumento di peso e per l’ingrandimento dell’utero e del feto che gravano sulle vene pelviche. Inoltre la sedentarietà tipica di questo periodo può peggiorare la manifestazione.

Nel 15-30% delle donne, di solito nel terzo trimestre, si manifestano gli angiomi stellari caratterizzati da un piccolo puntino centrale rosso da cui si irradiano a raggiera diversi capillari sottilissimi.
Può inoltre comparire un arrossamento del palmo delle mani, e spesso anche delle gengive, dovuto all’aumento del flusso sanguigno tipico della gravidanza.

Immagine di alcune smagliature

Le smagliature conosciute anche come striae atrophicae o striae distensae sono un inestetismo molto frequente caratterizzato da atrofia, riduzione di spessore della cute. Si presentano come bande lineari singole o multiple, ben delimitate, parallele tra loro, separate da tratti di cute sana.
Istologicamente sono cicatrici dovute alla frattura delle fibre di collagene a livello del derma, lo strato più profondo della pelle.

Più del 50% delle donne in gravidanza va incontro a smagliature. L’insorgenza è più frequente intorno al 6°-8° mese di gravidanza quando diminuisce la tolleranza al glucosio e aumenta la concentrazione di ormoni steroidei nel sangue. In genere sono più colpite le donne giovani e le primipare.

In gravidanza le smagliature compaiono prevalentemente su addome, fianchi e seno. Sull'addome e i fianchi, dove le linee di tensione cutanea sono orizzontali, le smagliature sono verticali, mentre sull’areola mammaria sono a raggiera.

La comparsa delle smagliature è legata a cause ormonali e a fattori meccanici. In gravidanza si assiste a variazioni ormonali tra cui l'aumento di cortisolo, un ormone che indebolisce le fibre elastiche, il collagene e i mucopolisaccaridi che formano l'impalcatura che sostiene il derma. I fattori meccanici invece sono dovuti alle rapide variazioni del volume cutaneo in gravidanza.
Le smagliature si possono manifestare soprattutto nelle donne con predisposizione genetica.

Come prevenire le smagliature

La terapia migliore è sicuramente la prevenzione, perché una volta comparse le smagliature si possono solo attenuare. Durante la gravidanza possono essere utilizzati solo prodotti cosmetici (creme, emulsioni, sieri) da applicare localmente, in particolare quelli a base di sostanze elasticizzanti come:

  • acido boswelico
  • elastina
  • collagene
  • acido ialuronico
  • vitamina E e antiossidanti
  • olii (di oliva, di mandorle dolci e di germe di grano)

L’uso di tali prodotti, da applicare con costanza tutti i giorni, è importante in quanto favorisce l’elasticità dei tessuti, limitando l’insorgenza di questo inestetismo.

Anche gli stili di vita possono influenzare la comparsa delle smagliature: è importante avere una alimentazione equilibrata ricca di acqua, proteine, vitamine e antiossidanti, tutti elementi che favoriscono l’elasticità della pelle.
Sicuramente incidono le variazioni di peso: sia gli aumenti importanti, come anche i bruschi dimagrimenti.
Il fumo incide sull’insorgenza delle smagliature in quanto rende la pelle meno elastica.
L’esercizio fisico è utile, ma senza sottoporsi a sforzi troppo intensi. Inoltre alcune attività sportive come il body building, il sollevamento pesi e il tennis, soprattutto se praticate in modo eccessivo, rappresentano un importante fattore meccanico di stiramento per la cute e quindi favoriscono la comparsa delle smagliature.

Cosa fare dopo il parto

L’evoluzione delle smagliature dopo il parto può essere varia. In alcuni casi restano per sempre oppure possono andare incontro a parziale remissione: diventano più sottili, la superficie cutanea diventa pieghettata e depressa al tatto e mima l’aspetto di una cicatrice atrofica. Anche il colore cambia, dopo una fase iniziale, infiammatoria, rosa, rosso-violetto, rosso-bluastro diventa in una fase successiva, cicatriziale, bianco madreperla o avorio spesso cangiante.

Dopo il parto e l’allattamento per migliorare l’aspetto delle smagliature si possono fare dei trattamenti come i peeling chimici a base di differenti tipi di acidi che favoriscono la sintesi di collagene.
Possono inoltre essere effettuati trattamenti di radiofrequenza che attraverso il calore stimola la cute a produrre collagene ed elastina.
Anche i laser possono essere d’aiuto. In particolare i laser frazionali e il Dye laser, indicato nelle smagliature rosse per uniformare il colore. Possono essere utilizzati anche dei metodi di veicolazione transdermica per favorire la penetrazione delle sostanze elasticizzanti.

immagine di una donna in primo piano

Capelli

In gravidanza si verifica un allungamento del ciclo del follicolo pilifero. I follicoli, grazie alla maggiore presenza di estrogeni, ormoni amici dei capelli, prolungano la fase di crescita e di conseguenza un numero minore di capelli si trova in fase di riposo (telogen).
Dopo il parto i follicoli riprendono il ciclo normale, quindi i capelli che avevano prolungato la fase di crescita tornano in riposo per poi cadere a distanza di due-tre mesi. Questo tipo di alopecia si chiama telogen effluvium.
Il numero di capelli che cadono può variare dai 100 ai 600 al giorno (normalmente si perdono 10-50 capelli al giorno), tale effetto generalmente è di breve durata (3-6 mesi).
In alcune donne subito dopo una gravidanza può insorgere l’alopecia androgenetica che può essere dovuta allo stress ed alla carenza di ferro che spesso insorgono durante l’allattamento.
La calvizie si manifesta con un progressivo diradamento dei capelli nella regione centrale della testa: i capelli appaiono diradati, soprattutto in corrispondenza della scriminatura centrale, per cui il cuoio capelluto diviene visibile.
Soprattutto nelle donne giovani il diradamento è spesso più evidente in corrispondenza della fronte. Un sintomo iniziale di questa malattia è il cosidetto "segno dell’albero di natale": effettuando la discriminatura centrale si osserva un’area di diradamento a base anteriore che ha appunto la forma di un albero di natale.
Soprattutto nei primi tre mesi di gravidanza e durante l'allattamento sarebbe meglio evitare le tinture sintetiche o quelle che contengono ammoniaca e preferire i prodotti vegetali, anche se il passaggio transcutaneo di sostanze tossiche dal cuoio capelluto al sistema sanguigno è scarso e rari possono quindi essere i possibili danni al feto. 

Unghie

Durante la gravidanza la velocità di crescita delle unghie aumenta sensibilmente rispetto alla velocità di crescita media che è di 3 mm/mese per le unghie delle mani e 1 mm/mese per quelle dei piedi.
Durante i primi tre mesi di gravidanza sarebbe meglio evitare l'applicazione unghie artificiali, in quanto le sostanze utilizzate (come ad es. il cianoacrilato) potrebbero essere dannose per il feto. E' comunque opportuno rimuovere le unghie artificiali prima del parto.

immagine di una donna che si osserva la pelle di un braccio

Generalmente nel terzo trimestre di gravidanza può  insorgere un prurito diffuso detto prurito gravidico, associato all'innalzamento degli enzimi epatici, talvolta senza lesioni cutanee. In alcune pazienti può manifestarsi anche ittero.
Il prurito tende a scomparire alcuni giorni dopo il parto e l’ittero entro poche settimane. Nelle gravidanze successive è frequente la recidiva, che anche i contraccettivi orali possono scatenare. Il rischio della recidiva è più elevato nelle gravidanze gemellari.

Le  papule e le placche pruriginose orticariodi sono una manifestazione molto frequente che colpisce 1 su 200 donne in gravidanza. Nella maggior parte dei casi interessa le primipare e tende a non recidivare nelle gravidanze successive.
La gravidanza gemellare è un fattore di rischio. Si ipotizza inoltre che la distensione della cute dell’addome rappresenti il fattore scatenante diretto.
Le lesioni si manifestano ai glutei, alle cosce, alla superficie laterale del tronco ed alle braccia. Il volto non è quasi mai interessato. L’esordio avviene generalmente nelle ultime 2-3 settimane e si risolve rapidamente poco dopo il parto.

L’Herpes gestationis è una malattia bollosa associata alla  gravidanza che può persistere nel post-partum. E’ molto rara, può colpire 1 donna su 50.000.
Inizia generalmente nel secondo o terzo trimestre di gravidanza. Si manifesta con intenso prurito. Le lesioni sono generalmente localizzate alla regione addominale, ma possono estendersi a gran parte della superficie cutanea con esclusione del volto e delle mucose. Il palmo delle mani e la pianta dei piedi possono essere ricoperte da grandi bolle dolorose.
La manifestazione tende a regredire spontaneamente uno-due mesi dopo il parto. Circa il 25% delle pazienti può presentare una riacutizzazione della malattia in concomitanza all’assunzione di contraccettivi orali. Raramente si può ripresentare nelle gravidanze successive (in particolare qualora la paziente sia stata fecondata da un nuovo partner, diverso dal padre dei bambini nati in precedenza).

In qualche  caso in gravidanza si può manifestare l’Impetigo herpetiformis, una grave malattia caratterizzata da pustole disseminate in associazione con ipocalcemia (diminuzione di calcio nel sangue) che colpisce la donna nel terzo trimestre o appena dopo il parto e può recidivare nelle successive gravidanze. Le lesioni interessano soprattutto viso, palmo delle mani e pianta dei piedi, cuoio capelluto e mucose orali e genitali. L’Impetigo herpetiformis può essere accompagnata da febbre, brividi, vomito, diarrea, crampi addominali e dolori muscolari.


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Data di pubblicazione: 16 settembre 2014, ultimo aggiornamento 16 settembre 2014