Le cose da sapere sul test, i servizi sul territorio e come accedere alle cure


Uniti contro l'AIDS si vince

La tutela dei diritti delle persone HIV positive rappresenta un aspetto fondamentale nell’approccio alle problematiche poste da questa infezione, patologia che, più di altre, porta con sé significative implicazioni sociali, rappresentando una sfida complessa per chi, nelle Istituzioni e, operativamente nei servizi socio-sanitari, si ponga l’obiettivo di realizzare il più ampio livello possibile di salvaguardia della salute, senza con ciò venire meno al rispetto dei fondamentali principi di dignità della persona umana.

Da un punto di vista giuridico-normativo, l’esistenza di un’ infezione da Hiv entra in gioco in numerosi aspetti della vita sociale: lo stigma e le difficoltà che ne conseguono dispiegano i loro effetti in tutti i settori della vita di relazione, dai luoghi di lavoro alla scuola, dalle strutture sportive e ricreative a quello sanitarie e assistenziali.

Negli anni  è stato costruito un articolato sistema normativo fondato sulla tutela della riservatezza dei dati sanitari e sul divieto di compiere qualsivoglia discriminazione a danno delle persone sieropositive.

La concreta attuazione delle sopracitate norme rappresenta la piena realizzazione del diritto  di ogni persona di accedere ai Servizi socio-sanitari, nonché di fruire di appropriati e tempestivi interventi per la prevenzione, diagnosi e cura dell’infezione da Hiv.

Per approfondire consulta:

 

AIDS IST numero verde 800 861 061 Per avere informazioni subito chiama il numero verde 800 861 061.

Ricerca di anticorpi specifici nel sangue

Per sapere se si è stati contagiati dall’Hiv è sufficiente sottoporsi al test specifico per la ricerca degli anticorpi anti-Hiv che si effettua attraverso un normale prelievo di sangue. Il test dell'Hiv è in grado di identificare la presenza di anticorpi specifici che l’organismo produce nel caso in cui entra in contatto con questo virus.

Se si sono avuti comportamenti a rischio è bene effettuare il test dopo 3 mesi (periodo finestra) dall’ultimo comportamento a rischio. Tale periodo di tempo è necessario all'organismo per sviluppare gli anticorpi specifici contro l'Hiv. E' opportuno fare sempre riferimento alla valutazione del medico che prescrive l'esame o del medico del Centro diagnostico-clinico, in quanto il periodo finesta potrebbe variare a seconda della tipologia del test utilizzato.

Bisogna tenere presente che durante il periodo finestra (periodo di tempo che va dal momento del contagio a quello della comparsa degli anticorpi) è comunque possibile trasmettere il virus pur non risultando positivi al test.

Test rapidi su sangue e saliva

Per la diagnosi sono anche disponibili test rapidi che possono essere effettuati su sangue (basta una goccia) o saliva.
I test rapidi sul sangue sono molto sensibili, mentre quelli sulla saliva hanno una sensibilità più bassa e possono dare falsi negativi. I test rapidi non sono acquistabili individualmente e vengono praticati in presenza di personale qualificato presso ambulatori medici o nell’ambito di campagne di sensibilizzazione sul territorio.

Ricorda che...

  • I test per la ricerca degli anticorpi anti HIV e per le altre Infezioni sessualmente trasmesse (IST) sono offerti gratuitamente e con garanzie di riservatezza presso strutture/centri diagnostici/ambulatori di ogni Regione, pubblici o privati autorizzati.
  • La consegna dell’esito dell’esame, specie se positivo, costituisce un momento fondamentale nell’avvio di un percorso di cura che richiede assiduità di frequentazione e fiducia nel rapporto tra persona con Hiv e medico - personale sanitario che lo prende in carico.

Per maggiori informazioni e per un orientamento specifico all'effettuazione dei test puoi rivolgerti al tuo medico curante o ai Servizi di HIV/AIDS/IST Counselling telefonico, come il Telefono Verde AIDS e IST dell'Istituto superiore di sanità (800 861 061), i Servizi della ReTe AIDS e più in generale i Servizi informativi delle strutture pubbliche e delle organizzazioni non governative.

Consulta la mappa dei centri per il test HIV.

  1. 1Il test dell’Hiv è effettuato nel rispetto delle garanzie di confidenzialità e riservatezza. La legge 135 del 1990 stabilisce che gli operatori sanitari debbano adottare tutte le misure per la tutela della riservatezza della persona
  2. 2È un prelievo di sangue o di saliva. Nel caso del test rapido salivare puoi avere la risposta dopo soli 20 minuti
  3. 3Il test è indicato dopo rapporti sessuali (vaginali, anali e orali) non protetti dal preservativo. L'infezione non dà sintomi oppure i sintomi sono talmente aspecifici da non potere permettere l'identificazione della patologia se non con il test, che ricerca gli anticorpi anti-Hiv e/o l'antigene P24
  4. 4Effettuato dopo 3 mesi (periodo finestra) dall’ultimo comportamento a rischio il test fornisce una diagnosi certa. Durante il periodo finestra è possibile trasmettere il virus pur non risultando positivo al test
  5. 5Si esegue negli ospedali e nei laboratori dei centri diagnostici, pubblici o privati autorizzati, non necessariamente specializzati in malattie infettive
  6. 6Può essere effettuato senza l’impegnativa del medico curante e in modo gratuito. In alcuni centri diagnostici l'accesso al test è diretto senza necessità di presentare la richiesta del medico di base. L’esenzione dal ticket è regolata dal decreto legislativo n. 124 del 1998. Il codice di esenzione, da annotare sulla ricetta, per queste prestazioni è B01
  7. 7Ti permette di essere consapevole del tuo stato di salute. Se risulti sieropositivo (hai contratto l'Hiv) puoi prendere subito le misure più adeguate per combattere il virus. Se risulti sieronegativo (non hai contratto l'Hiv) sarai più attento ad evitare i comportamenti a rischio
  8. 8Previene il diffondersi dell’Hiv. Se sai di essere positivo al test Hiv, puoi evitare di trasmettere l’infezione al partner negativo seguendo una terapia antiretrovirale e usando il preservativo durante i rapporti sessuali
  9. 9Consente un trattamento terapeutico precoce dell'eventuale infezione. La terapia antiretrovirale è fondamentale per prevenire lo sviluppo dell’Aids e mantenere bassi i livelli di virus circolante per lunghi periodi
  10. 10È importante se stai programmando una gravidanza o aspettando un bambino. Se sei sieropositiva puoi trasmettere l'infezione al tuo bambino durante la gravidanza, il parto o con l'allattamento al seno. La terapia antiretrovirale alla madre durante la gravidanza e al neonato, nelle prime sei settimane di vita, riduce moltissimo il rischio di infezione, così come il parto cesareo e l'allattamento artificiale.

I testi sono stati curati in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità, Numero verde Aids e Infezioni sessulamente trasmesse.

L’accesso della persona sieropositiva ai farmaci e ai servizi sanitari in genere beneficia di un regime di esenzione e di gratuità delle cure, anche laddove si tratti di persone straniere e, tra queste, di persone non regolarmente soggiornanti (allo straniero, anche irregolarmente presente sul territorio, sono infatti garantite tutte le prestazioni ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali in base alle disposizioni di cui all’art. 35, comma 3, del Decreto Legislativo 286/98).

Va sottolineato come la persona Hiv positiva abbia diritto di essere accolta e curata, alle stesse condizioni di ogni altro paziente, in tutti i settori della sanità pubblica e privata a cui accede.

Non esistono ragioni di ordine medico che giustifichino ritardi o dinieghi nell’accesso alle prestazioni sanitarie per questo gruppo di persone. I profili di sicurezza nell’esercizio della professione sanitaria e a garanzia sia del paziente che dell’operatore, sono infatti disciplinati in modo tale da garantire la sicurezza di entrambi i soggetti a prescindere dalle patologie di cui ciascuno di essi è o potrebbe essere portatore.

Laddove, dunque, l’utilizzo dei presidi sanitari prescritti dalla normativa di sicurezza sia scrupoloso e costante, non sussistono motivazioni che giustifichino un diverso trattamento della persona con Hiv.

Leggi la guida L'accesso alle cure della persona straniera: indicazioni operative.

Per approfondire vai al sito www.uniticontrolaids.it.


Le informazioni pubblicate in "La nostra salute" non sostituiscono in alcun modo i consigli, il parere, la visita, la prescrizione del medico.

Data di pubblicazione: 7 novembre 2013, ultimo aggiornamento 19 marzo 2014