L'infezione da trichomonas si trasmette attraverso i rapporti sessuali; colpisce soprattutto le donne, interessando uretra, vagina, cervice e qualche volta anche le vie urinarie


Infezione da trichomonas vaginalis

L’infezione è causata da un protozoo, il trichomonas vaginalis. E' molto contagiosa.

Nell'uomo è più rara e determina spesso un'infezione subclinica.

La trasmissione può essere diretta, per contatto sessuale, ma anche indiretta, attraverso l'utilizzo di indumenti e oggetti contaminati; queste ultime evenienze sono, però, molto meno comuni.

In gravidanza l'infezione da trichomonas è associata ad un aumento di eventi avversi, come la rottura prematura delle membrane, il parto pretermine e un basso peso alla nascita nel bambino.

La prevenzione dell'infezione si attua con la protezione dei rapporti sessuali e attraverso lo screening di donne con perdite vaginali ricorrenti e in presenza di altre patologie infettive sessualmente trasmissibili come clamidia e gonorrea.

Per approfondire consulta:

Il protozoo sopravvive pochissimo fuori dall'ambiente umano.

Sorgente dell'infezione è la persona malata o portatrice, che attraverso la secrezione della mucosa trasmette il protozoo direttamente al soggetto sano, per lo più attraverso contatti sessuali.

Non sono da escludere però altre occasioni di infezione, come bagni, lenzuola, asciugamani o indumenti in comune.

Negli uomini l’infezione nella maggior parte dei casi è asintomatica, mentre nelle donne è caratterizzata da perdite vaginali giallo-verdastre, maleodoranti e con irritazione della vulva.

In alcuni casi, però, anche nelle donne l’infezione può avere una sintomatologia minima.

La diagnosi viene fatta mediante l’esame microscopico a fresco del secreto vaginale. Questa metodica, che è molto veloce, ha però una sensibilità solo del 60-70% e richiede poi un esame immediato dello striscio vaginale eseguìto.
I test diagnostici utilizzati sullo striscio vaginale non a fresco sono:

  • test rapido per trichomonas OSOM® (OSOM trichomonas rapid test)
  • il Test VPIII.

L’esame per la ricerca del protozoo con coltura e amplificazione PCR (Polymerase chain reaction) viene eseguito, per la donna, sia sul secreto vaginale, che sul tampone endocervicale, e sulle urine per donne e uomini.

Sebbene per gli uomini il test più accurato sia la ricerca degli acidi nucleici amplificati (NAAT) che viene eseguito su tampone uretrale, su sperma o sulle urine.

La terapia indicata prevede al somministrazione di nitroimidazolici (metronidazolo e tinidazolo). Il metronidazolo è la terapia di elezione.

Vengono utilizzate sia la terapia locale che quella sistemica.
La terapia locale si avvale del metronidazolo gel.

Raccomandato un controllo successivo alla terapia (entro 3 mesi), vista l’alta incidenza di recidive in questo tipo di infezione.
La terapia del partner è sempre indicata, così come l’astensione dai rapporti sessuali durante tutta la terapia, fino alla guarigione di entrambi.

Va evitata l’assunzione di bevande alcoliche durante il periodo della terapia orale e per 24 ore dopo la fine della terapia con metronidazolo, o per 72 ore dopo la fine della terapia con tinidazolo.

L’infezione da trichomonas in gravidanza è associata ad un aumento di eventi avversi, come la rottura prematura delle membrane, il parto pretermine e basso peso alla nascita nel bambino. Il trattamento in donne asintomatiche deve essere procrastinato fino alla 37 settimana di gestazione. Il trattamento di donne sintomatiche prevede invece la somministrazione di una singola unica dose di 2 grammi di metronidazolo in qualsiasi epoca gestazionale.

Durante l’allattamento, il metronidazolo può essere somministrato con un'interruzione al momento dell’ingestione del farmaco e per le 24 ore successive.

La prevenzione consiste in rapporti sessuali protetti e nello screening delle donne che presentano perdite vaginali ricorrenti o altre patologie infettive sessualmente trasmissibili come la clamidia e la gonorrea.

 


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Data di pubblicazione: 4 novembre 2013, ultimo aggiornamento 27 settembre 2017