Condizione caratterizzata dalla dilatazione delle vie aeree a causa della formazione di tappi di muco, colpisce più frequentemente le donne degli uomini


Le bronchiectasie sono una condizione caratterizzata da vie aeree stirate e dilatate in maniera abnorme, a causa della formazione di tappi di muco.

Sono spesso causate da un’infezione o da altre condizioni in grado di danneggiare le pareti delle vie aeree e che impediscono un’adeguata eliminazione del muco. L’accumulo di muco espone al rischio di colonizzazione batterica e dunque di nuove infezioni che a loro volta possono produrre ulteriori danni alle vie aeree, dando avvio a un circolo vizioso. Col tempo i danni possono diventare così gravi da ostacolare il passaggio dell’aria attraverso le vie aeree (insufficienza respiratoria) e creare problemi all’ossigenazione di tutti gli organi e tessuti dell’organismo.

Le bronchiectasie sono una forma di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Le bronchiectasie possono comparire a qualsiasi età, in genere in giovane età, ma i sintomi in genere si manifestano più avanti negli anni. Le donne sono colpite più frequentemente degli uomini.

Le bronchiectasie acquisite sono spesso il risultato di un’infezione polmonare (polmonite, tubercolosi, infezioni da funghi) o di un allergia all’Aspergillo (un fungo); particolarmente a rischio sono i pazienti immunodepressi (per terapie farmacologiche, infezione da Hiv/Aids, ecc) che sono i più esposti al rischio di infezioni; anche l’inalazione cronica di saliva o cibo nei polmoni può causarle.

Cause genetiche di bronchiectasie sono la fibrosi cistica, il deficit di alfa1 antitripsina e i disordini del movimento delle ciglia delle cellule ciliate che rivestono le pareti dei bronchi, che hanno la funzione di "spazzare via" il muco dalle vie aeree (sindrome delle ciglia immobili). Le bronchiectasie congenite sono il risultato invece di un’alterata formazione delle vie aeree nel corso della vita embrionale.

Molto importante è proteggere i bambini dalle infezioni polmonari, dal fumo passivo e dall’inalazione di vapori tossici per prevenire la futura formazione di bronchiectasie.

I pazienti affetti da bronchiectasie presentano:

  • una tosse persistente che può durare mesi o anni
  • abbondante produzione di espettorato (muco, muco-pus, escreato striato di sangue)
  • affanno (dispnea)
  • rumori respiratori (crepitii, ronchi, sibili)
  • dolori toracici
  • in alcuni pazienti è presente ippocratismo digitale, cioè una deformazione a bacchetta di tamburo delle ultime falangi delle dita delle mani e dei piedi.

 

I casi più gravi si possono complicare con l’insufficienza respiratoria, una condizione caratterizzata da un’alterazione degli scambi gassosi, nella quale il sangue non si carica a sufficienza di ossigeno e non riesce a liberarsi dell’anidride carbonica con l’aria espirata. I pazienti con insufficienza respiratoria presentano affanno (dispnea), respirazione accelerata (tachipnea) e fame d’aria. Con il tempo può comparire un colorito bluastro (cianosi) a livello delle dita e delle labbra e i pazienti possono diventare sonnolenti o presentare stato confusionale.

Un’altra complicanza abbastanza comune sono le atelettasie, ovvero il collasso parziale o totale di una parte di polmone che provoca un peggioramento della dispnea, tachicardia (accelerazione del battito cardiaco) e tachipnea (aumento della frequenza degli atti respiratori).

Quando le bronchiectasie arrivano a interessare buona parte del polmoni può comparire cuore polmonare cronico e scompenso cardiaco, caratterizzato da affanno, comparsa di edemi alle caviglie, alle gambe, rigonfiamento delle giugulari (vene del collo), stanchezza marcata.

La diagnosi di bronchiectasie comprende i seguenti esami:

  • Rx torace: è un esame di primo livello che serve anche a escludere altre condizioni (es. tumore del polmone). Possono essere presenti immagini a ‘binario’
  • TAC torace ad alta risoluzione: è il test diagnostico più importante; rivela le classiche dilatazioni dell’albero bronchiale che configurano le bronchiectasie. L’albero bronchiale si compone di una serie di diramazioni che diventano via via più piccole; in presenza di bronchiectasie, alcune diramazioni bronchiali risulteranno invece dilatate in maniera anomala
  • Esame colturale dell’escreato: serve a individuare eventuali batteri o funghi patogeni, da trattare con l’antibiotico (o l’antimicotico) più adeguato, sulla base dell’antibiogramma
  • Test di funzionalità polmonare (spirometria): permettono di valutare come funzionano i polmoni
  • Broncoscopia: è un esame che consiste nell’entrare nell’albero bronchiale con una minuscola telecamera; consente di osservare i bronchi e le diramazioni principali dall’interno e permette di raccogliere campioni di muco per l’esame colturale (BAL, lavaggio bronco-alveolare)
  • Test del sudore: la presenza di elevate quantità di cloruro di sodio suggerisce la diagnosi di fibrosi cistica, che poi verrà confermata da un apposito test genetico.

 

Scopo del trattamento delle bronchiectasie è mantenere la pervietà delle vie aeree e assicurare una buona ossigenazione. A questo proposito possono essere utili gli esercizi di ginnastica respiratoria e l’eventuale assunzione di mucolitici per rendere più fluide le secrezioni.

In presenza di infezioni il medico consiglierà di assumere degli antibiotici e aerosol con broncodilatatori.

Utili misure di prevenzione per le bronchiectasie sono:

  • vaccinazioni antinfluenzali annuali e altre forme di immunoterapia (lisati batterici) per prevenire le infezioni delle vie aeree superiori
  • astenersi dal fumo ed evitare l’esposizione al fumo passivo, a vapori tossici e all’aria inquinata.

 


Le informazioni pubblicate in "La nostra salute" non sostituiscono in alcun modo i consigli, il parere, la visita, la prescrizione del medico.

Data di pubblicazione: 23 maggio 2013, ultimo aggiornamento 23 maggio 2013