La prevenzione del sovrappeso e dell’obesità va iniziata già in età pediatrica, attraverso dieta bilanciata e stile di vita sano


Famiglia che prepara l'insalata

Una dieta scorretta e non equilibrata rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cronico-degenerative, quali disturbi cardiovascolari, tumori e diabete mellito di tipo 2.

Per questo motivo è importante la prevenzione del sovrappeso e dell’obesità, che va iniziata già in età pediatrica, attraverso una dieta bilanciata e uno stile di vita sano.

Il bambino dai 4 ai 6 mesi

Lo svezzamento (o divezzamento) del bambino è il periodo che comporta il progressivo passaggio dall’esclusivo allattamento (al seno o artificiale) ad un’alimentazione fatta anche di cibi solidi e semisolidi, come minestrine, vegetali, frutta, pappe.
Lo svezzamento inizia tra il quarto e sesto mese di età, dietro indicazione del pediatra.

Da notare che l’allattamento al seno non deve essere sospeso con l’introduzione dei diversi alimenti, ma va proseguito anche oltre l’anno di età: infatti il latte della mamma trasmette al bambino sostanze nutrive uniche e molecole ad azione immunologica; inoltre offre anche numerosi vantaggi nella crescita psicologica del piccolo.

Questi i primi cibi che possono essere introdotti nel periodo dello svezzamento:

  • cereali senza glutine: come, mais, tapioca, riso in forma di semolino prima e pastina in un secondo momento ( i cereali con glutine, quali grano, orzo e segale vanno introdotti dopo 2-3 mesi dall’inizio del divezzamento)
  • frutta, iniziando da mela e pera
  • vegetali cotti e tritati come patate, zucchine e carote
  • dopo 1-2 mesi, si può introdurre carne, partendo da quella meno allergenica: agnello, pollo, coniglio  
  • anche per il pesce è consigliabile iniziare dalle varietà meglio tollerate: trota, nasello, merluzzo
  • per l’uovo e la frutta più allergizzante (come le fragole) aspettare il 12° mese di età
  • non aggiungere sale e zucchero prima del compimento dell’anno di vita, e anche successivamente utilizzarli il meno possibile
  • usare olio extravergine di oliva, aggiunto a crudo e parmigiano dopo un mese almeno dall’inizio del divezzamento

In particolare:

  • i cereali assicurano energia
  • la carne fornisce proteine, vitamine del gruppo B, ferro e sali minerali
  • l’olio d’oliva apporta acidi grassi, indispensabili all’organismo
  • la frutta e la verdura contengono vitamine, ferro, fibre e sali minerali (si consiglia, per le verdure, la cottura al vapore dopo opportuno lavaggio, così da non disperdere eccessivamente le vitamine e i sali minerali).

Il bambino dai 2 ai 3 anni

Dopo l’anno di età, il bambino è ormai in grado di masticare e di arricchire e variare sempre più l’alimentazione.

La dieta dei più piccoli è fondamentale per una normale crescita, per prevenire malattie croniche e per acquisire uno stile alimentare sano, che si porterà avanti per tutta la vita.

I genitori dovrebbero incoraggiare i figli piccoli ad assaggiare cibi diversi e a masticare il cibo ripetutamente e con calma, insegnando l’abitudine a consumare pasti a orari regolari, seduti a tavola.
Il bambino educato a nutrirsi in modo vario e bilanciato sarà tendenzialmente un adulto dalle buone abitudini alimentari.

La preoccupazione che anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha inteso destare sul problema dell’obesità infantile, rivelando ad esempio che, nel 2011, oltre 40 milioni di bambini con meno di 5 anni nel 2011 erano in sovrappeso, spinge ad educare a una sana alimentazione fin dai primi anni.
Una responsabilità notevole hanno in questo senso la famiglia, l’asilo e la scuola, dove il piccolo trascorre molte ore della giornata.

In questa fascia di età, le linee guida del Ministero della salute raccomandano una quota calorica di circa 100 calorie al giorno per ogni chilogrammo di peso, da distribuire in cinque pasti (oltre ai tre principali, è consigliabile aggiungere due spuntini a metà mattina e a metà pomeriggio, che facciano fronte ai bisogni nutritivi e che spezzino il digiuno, senza portare, però, a un eccessivo introito di calorie).

La colazione, soprattutto, è un pasto importante, in quanto interrompe il periodo di digiuno più lungo e permette al bambino di affrontare non solo la mattinata, ma tutta la giornata, con le necessarie energie. Consumare la colazione seduti con alimenti equilibrati (cereali, latte, marmellata) deve essere un’abitudine da conservare in età scolastica e poi in età adulta.
È ormai accertato che la prevalenza di obesità è minore tra i bambini che consumano regolarmente la prima colazione rispetto a chi la salta.

Il bambino fino a 12 anni

I bisogni nutrizionali dei bambini fino ai 12 anni sono peculiari, perché il loro bisogno in energia e in nutrienti è più alto, in rapporto al peso, rispetto a quello degli adulti.

È fondamentale che la dieta sia varia, ricca e abbia un alto contenuto di frutta e ortaggi. La carne va alternata al pesce (in totale tre o quattro volte a settimana) ma è bene anche introdurre proteine di origine vegetale (fornite dai legumi), almeno due volte a settimana.

Fondamentale è inoltre l’apporto di vitamine (soprattutto la C, la D e il complesso B) e sali minerali (soprattutto calcio, ferro e iodio, quest’ultimo anche mediante l’uso di sale iodato).

È importante limitare al minimo il consumo di alimenti come salumi, cioccolata e barrette, patatine fritte, caramelle e altri dolci confezionati e bevande zuccherate e/o gassate, così come i cibi a elevato contenuto calorico, grassi saturi, sale e zuccheri semplici e poveri di fibra e vitamine.

È inoltre importante che i bambini eseguano attività fisica almeno un’ora al giorno, anche solo correndo e giocando, e che non trascorrano molto tempo della loro giornata in attività sedentarie (computer, videogiochi, giochi da tavolo).

L'adolescente 

L’adolescenza e la pubertà (dagli 11 anni circa) sono momenti decisivi nella vita di ciascuno: il corpo cresce rapidamente e si registrano importanti cambiamenti ormonali e fisiologici. Di pari passo cambia il fabbisogno di sostanze nutritive. Aumenta la necessità di proteine, ferro, calcio, vitamine A, C e D. Il regime dietetico, dunque dovrà prestare particolare attenzione a un corretto consumo degli alimenti che contengono questi nutrienti.

Allo stesso tempo, va considerato che l’adolescente può essere portato, grazie alla sua maggiore autonomia e alle sollecitazioni che gli arrivano dall’esterno (coetanei, pubblicità, eccetera), a consumare frequentemente prodotti alimentari come quelli disponibili nei fast food e nei bar: bevande zuccherate e cibi gustosi e "alla moda" ma ricchi di calorie, sale e grassi saturi. Educare a un consumo saltuario di alimenti di questo tipo è un passo significativo verso l’adozione di comportamenti salutari.

Anche per gli adolescenti è fondamentale è abbinare una dieta sana all’attività fisica, specie in un’età critica come l’adolescenza in cui, non a caso, possono manifestarsi disturbi del comportamento alimentare quali anoressia e bulimia.  Per aiutare preadolescenti e adolescenti nella conquista e nel mantenimento di corrette abitudini alimentari, andrebbero valutati anche programmi educativi idonei e, ove possibile, l’inserimento dell’educazione alimentare nei programmi scolastici.

Più del 60% dei bambini in sovrappeso prima della pubertà, lo sarà anche durante l’età adulta. Ciò comporta un onere per il Servizio sanitario nazionale, in quanto l’obesità è un fattore predisponente per le patologie cronico-degenerative non trasmissibili e per l’aumento, quindi, del numero di accessi al SSN e di prestazioni sanitarie in età adulta.

Recenti indagini finalizzate ad approfondire le conoscenze sui comportamenti alimentari e gli stili di vita nei bambini della scuola primaria in diverse regioni italiane (tra cui lo Studio ZOOM8, condotto nel 2009/2010 all’interno del progetto “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni”, promosso dal Ministero della salute e coordinato dall’Istituto superiore di sanità) hanno mostrato che, tra i bambini esaminati, l’aderenza alle raccomandazioni internazionali dell’Organizzazione mondiale della sanità è, per la maggior parte, insufficiente, soprattutto per quanto riguarda la frequenza del consumo di ortaggi, frutta e legumi.


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Data di pubblicazione: 8 aprile 2013, ultimo aggiornamento 8 aprile 2013