Il ministero della Salute con l’entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (dPCM) 11 febbraio 2014, n. 59, "Regolamento di organizzazione del ministero della Salute" è passato da un’organizzazione con dipartimenti a una con un Segretario generale e 12 Direzioni generali:

  • Segretariato generale
  • Direzione generale della prevenzione sanitaria
  • Direzione generale della programmazione sanitaria
  • Direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio sanitario nazionale
  • Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico
  • Direzione generale della ricerca e dell’innovazione in sanità
  • Direzione generale della vigilanza sugli enti e delle sicurezza delle cure
  • Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari
  • Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione
  • Direzione generale della digitalizzazione del sistema informativo sanitario e della statistica
  • Direzione generale degli organi collegiali per la tutela della salute
  • Direzione generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali
  • Direzione generale del personale, dell’organizzazione e del bilancio

In particolare, è stata creata una nuova Direzione generale competente per tutte le attività di vigilanza amministrativo-contabile relative agli enti vigilati dal ministero della Salute, tale competenza, nel precedente assetto organizzativo, era suddivisa tra diverse direzioni generali.

Il nuovo assetto tiene conto, tra l’altro, dell’approvazione dell’emendamento alla legge di stabilità per il 2014, che ha mantenuto al ministero della Salute le competenze in materia di assistenza sanitaria al personale navigante e aero-navigante (SASN), abrogando le disposizioni della legge n. 183 del 2011, che avevano previsto il passaggio alle Regioni/ASL di tali competenze.

Le nuove strutture generali sono articolate negli Uffici di livello dirigenziale non generale previsti dal decreto ministeriale 8 aprile 2015, ai quali sono stati preposti dirigenti di II fascia o equiparati.

Presso il ministero operano, inoltre, il Consiglio superiore di sanità, il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, il Comitato tecnico sanitario e il Comitato tecnico per la nutrizione e la sanità animale.

La struttura ministeriale è completata dagli uffici periferici veterinari distinti in Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (UVAC) e Posti di ispezione frontalieri (PIF), le cui attività sono coordinate dalla Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari, nonché dagli uffici periferici di sanità marittima, aerea e di frontiera e dei Servizi territoriali di assistenza sanitaria al personale navigante (USMAF-SASN) le cui attività sono coordinate dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria.

Dal 2001 al 2013

Con legge 3 agosto 2001, n. 317 - recante modificazioni al citato decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 - questo Dicastero è stato ridenominato " ministero della Salute ".

Per effetto del D.P.R. 28 marzo 2003, n. 129, così come risulta modificato da ultimo dal D.P.R. 14 marzo 2006, n. 189, il ministero della Salute è stato articolato in quattro Dipartimenti:

  • Dipartimento della qualità
    Direzione generale della programmazione sanitaria, dei livelli essenziali di assistenza e dei principi etici di sistema
    Direzione generale delle risorse umane e professioni sanitarie
    Direzione generale del sistema informativo.
    Presso il dipartimento operava la Segreteria generale del Consiglio superiore di sanità
  • Dipartimento dell'innovazione
    Direzione generale dei farmaci e dispositivi medici
    Direzione generale della ricerca scientifica e tecnologica
    Direzione generale del personale, organizzazione e bilancio
  • Dipartimento della prevenzione e della comunicazione
    Direzione generale della prevenzione sanitaria
    Direzione generale della comunicazione e relazioni istituzionali
    Direzione generale per i rapporti con l’Unione europea e per i rapporti internazionali
  • Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria e la sicurezza degli alimenti
    Direzione generale della sanità animale e del farmaco veterinario
    Direzione generale della sicurezza degli alimenti e della nutrizione
    Segretariato nazionale della valutazione del rischio della catena alimentare.

Il D.P.R. 28 marzo 2003, n. 129 prevedeva anche gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF), gli Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (UVAC) e i Posti di ispezione frontalieri (PIF).

Occorre inoltre ricordare che il D.L. 16 maggio 2008, n. 85 recante “Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell’articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244” convertito con modificazioni in legge 14 luglio 2008 n. 121, ha trasferito le funzioni del ministero della Salute con le inerenti risorse finanziarie strumentali e di personale al ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Il ministero della Salute è stato poi istituito nuovamente con la Legge 13 novembre 2009, n. 172, entrata in vigore il 13 dicembre 2009. In attuazione della legge è stato emanato il regolamento di organizzazione, D.P.R. 11 marzo 2011 n. 108, che ha profondamente mutato il relativo quadro di riferimento organizzativo–istituzionale, determinando una revisione dei centri di responsabilità amministrativa, delle specifiche competenze e delle dotazioni organiche della dirigenza di livello generale.

La configurazione del ministero della Salute è stata organizzata su tre Dipartimenti:

  • Dipartimento della sanità pubblica e dell'innovazione
  • Dipartimento della programmazione e dell'ordinamento del Servizio sanitario nazionale
  • Dipartimento della sanità pubblica veterinaria, della sicurezza alimentare e degli organi collegiali per la tutela della salute

Inoltre prevedeva un Ufficio generale delle risorse, dell’organizzazione e del bilancio non dipartimentale con competenze trasversali, a cui si sono aggiunti il Gabinetto e gli uffici di diretta collaborazione all’opera del Ministro e 5 Centri di responsabilità amministrativa ai fini della legge di bilancio.

Presso il ministero hanno operato, inoltre, il Consiglio superiore di sanità, di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266, e il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, di cui al decreto del ministro della Salute 26 luglio 2007.

La struttura ministeriale è stata completata dagli uffici periferici veterinari distinti in Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (UVAC) e Posti di ispezione frontalieri (PIF), le cui attività sono coordinate dalla Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari, e dagli uffici periferici di sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF), le cui attività sono coordinate dalla Direzione generale della prevenzione.

La Direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio sanitario nazionale ha gestito gli uffici territoriali per i servizi di assistenza sanitaria al personale navigante (SASN).

Per effetto della legge n. 183 del 2011 (Legge di stabilità 2012), a decorrere dal 2013 con apposito regolamento sono state trasferite alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano le competenze in materia di assistenza sanitaria al personale navigante.

Dal 1958 al 2001

Con legge 13 marzo 1958, n. 296, fu istituito il ministero della Sanità, con l’esigenza di dare piena attuazione al dettato della Costituzione che, all’art.32, afferma solennemente :” La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

Le competenze espletate fino ad allora, in materia sanitaria, dall’Alto Commissariato e dalle altre Amministrazioni furono assorbite dal ministero, mentre fungevano da organi periferici gli uffici del Medico e del Veterinario provinciale, coordinati dal Prefetto, gli uffici sanitari dei Comuni e dei consorzi e gli uffici sanitari speciali (di confine, porto e di aeroporto).

La struttura centrale, accanto agli organi di natura prevalentemente politica (Ministro e Uffici di diretta collaborazione) era costituita da 7 Direzioni Generali:

  • Direzione generale degli affari amministrativi e del personale
  • Direzione generale dei servizi dell’igiene pubblica
  • Direzione generale dei servizi di medicina sociale
  • Direzione generale del servizio farmaceutico
  • Direzione generale dei servizi veterinari
  • Direzione generale per l’igiene degli alimenti e la nutrizione
  • Direzione generale degli ospedali

dal Consiglio Superiore di Sanità e relativa Segreteria, dall’Ufficio rapporti internazionali, dal Centro Studi e dal Servizio ispettivo centrale.

Con l’entrata in vigore della legge 23 dicembre 1978, n. 833 vennero, inoltre, istituiti il Servizio centrale della programmazione sanitaria e l’Ufficio per l’attuazione del Servizio Sanitario Nazionale ed assunse la massima rilevanza il Consiglio sanitario nazionale - organo di consulenza e proposta nei confronti del Governo - successivamente soppresso con D. Lgs. 30 giugno 1993, n° 266.

L’articolazione periferica, invece, era costituita da Uffici di sanità marittima ed aerea e da Uffici veterinari di confine, porto, aeroporto e Dogana interna, che attendevano ai compiti previsti dalle leggi e dagli accordi internazionali vigenti in materia di profilassi internazionale e di sanità pubblica. Erano, altresì, previsti tre Uffici per l’assistenza sanitaria ai naviganti, dislocati a Genova, Trieste e Napoli, in sostituzione delle ex Casse Marittime.

Con il D.P.R. 2 febbraio 1994, n. 196, furono individuati i Dipartimenti:

  • Dipartimento della programmazione
  • Dipartimento delle professioni sanitarie, delle risorse umane e tecnologiche in sanità e dell’assistenza sanitaria di competenza statale
  • Dipartimento della prevenzione e dei farmaci
  • Dipartimento degli alimenti e della nutrizione e della sanità pubblica veterinaria

e i Servizi:

  • Servizio per l’organizzazione, per il bilancio e per il personale
  • Servizio per i rapporti internazionali e per le politiche comunitarie
  • Servizio per la vigilanza sugli enti
  • Servizio ispettivo ed unità di crisi; Servizio per i rapporti convenzionali con il Servizio sanitario nazionale
  • Servizio studi e documentazione


Con la modifica apportata dal D.P.R. 1° agosto 1996, n.518, il Dipartimento della Prevenzione e dei Farmaci venne scisso in due distinti Dipartimenti: Dipartimento della prevenzione e Dipartimento per la valutazione dei medicinali e la farmacovigilanza.

A completamento del citato riassetto organizzativo, con D.M. 27 dicembre 1996, n. 704, vennero individuati gli uffici centrali e periferici di livello dirigenziale del Ministero della Sanità.

A seguito dell'emanazione del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.300 - di riforma dell'organizzazione del Governo a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59 - con D.P.R. 7 dicembre 2000, n. 435 si provvide nuovamente a ridisegnare l'assetto di questo Dicastero, sulla base di due Dipartimenti:

  • Dipartimento per l'ordinamento sanitario, la ricerca e l'organizzazione del Ministero
  • Dipartimento della tutela della salute umana, della sanità pubblica veterinaria e dei rapporti internazionali.


Entrambi i Dipartimenti vennero articolati in Direzioni generali, mentre gli Uffici dirigenziali non generali furono individuati con decreto ministeriale 17 maggio 2001.

Gli Uffici di sanità marittima aerea e di frontiera, nonché gli Uffici veterinari di livello dirigenziale non generale per gli adempimenti comunitari ( U.V.A.C. ) e Posti di ispezione frontaliera (PIF) dipendevano rispettivamente dalla Direzione generale della prevenzione e dalla Direzione generale della sanità pubblica veterinaria, degli alimenti e della nutrizione e costituiscono l’articolazione periferica dell’Amministrazione; mentre le competenze svolte dai servizi di assistenza sanitaria e medico-legale del personale navigante (SASN) furono attribuite alla Direzione generale delle prestazioni sanitarie e medico - legali.

Dal 1865 al 1945

Dopo l’unità di Italia, la prima normativa organica in materia sanitaria - emanata con R.D.20 marzo 1865, n. 2248, allegato C - prevedeva che la tutela della salute pubblica fosse affidata, a livello centrale, al Ministro dell’Interno e, sotto la sua dipendenza, in sede periferica, ai Prefetti e ai Sindaci.

Nell’esercizio delle sue attribuzioni, il Ministro si avvaleva dell’ausilio del Consiglio Superiore di Sanità, organo tecnico consultivo. Nell’ambito del ministero dell’Interno fu costituita una apposita Direzione Generale della Sanità Pubblica, mentre in periferia furono istituiti gli Uffici sanitari provinciali alla dipendenze dei Prefetti e degli Uffici presso i Comuni. Il primo T.U. delle leggi sanitarie, che coordinava l’intera materia, fu approvato con R.D. 1907, n. 603. In seguito fu emanato, con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, il nuovo T.U. delle leggi sanitarie che, fino alla riforma sanitaria del 1978, ha fissato le specifiche funzioni dei singoli organi dell’amministrazione sanitaria.

Venne poi istituito, con D.L. 12 luglio 1945, n. 417, l’Alto Commissariato per l’Igiene e la Sanità pubblica, alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Data di pubblicazione: 4 dicembre 2017, ultimo aggiornamento 14 agosto 2018