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West Nile Disease (WND)

Immagine di una zanzara-vettore
Circolare del Ministero della Salute 10 agosto 2022
Prevenzione, sorveglianza ed interventi in risposta alla circolazione dei virus della West Nile disease e dell'Usutu

Malattia

Il virus West Nile appartiene alla famiglia Flaviviridae. Gli uccelli selvatici sono il serbatoio del virus, che, trasmesso attraverso la puntura di alcuni tipi di zanzare, può raggiungere altri ospiti, come cavallo e uomo. La West Nile è una zoonosi, in quanto è una malattia trasmissibile anche all'uomo. Attualmente WNV è diffuso in Africa, Medio Oriente, Nord America, Asia Occidentale ed Europa

Dati epidemiologici

In Italia il primo focolaio di West Nile Disease (WND) risale all’estate del 1998, con il riscontro di alcuni casi clinicamente accertati nei cavalli stabulati nell’area circostante la zona di Padule di Fucecchio, in Toscana. A seguito di tale evento, il Ministero della Salute ha attivato dal 2002 il Piano nazionale di sorveglianza per la WND, con l’obiettivo di monitorare l’introduzione e la circolazione del virus su tutto il territorio nazionale

Piani di eradicazione e azioni di controllo

Dal 2020 è in vigore il Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020-2025

Raccomandazioni

Il metodo preventivo più efficace per tutelare l’essere umano consiste nell’evitare le punture di zanzara, tramite l’uso di repellenti cutanei e soggiornando quanto più possibile in ambienti protetti da zanzariere e/o provvisti di diffusori di insetticidi ad uso domestico.

Vedi anche 



Data di ultimo aggiornamento: 10 agosto 2022


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