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Vaccini anti Covid-19

Indice

Data ultima verifica: 23 settembre 2022


Campagna vaccinazioni - Informazioni generali (Mostra risposte)

Obiettivo della campagna di vaccinazione della popolazione è raggiungere un’elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli attualmente autorizzati per ridurre la circolazione del virus e lo sviluppo di varianti e prevenire efficacemente l’insorgenza di patologia grave e di decessi.

La campagna è partita il 27 dicembre 2020 in Italia ed Europa con il vaccine day (in modo effettivo il 31 dicembre 2020). 

I vaccini sono offerti gratuitamente a tutta la popolazione, secondo un ordine di priorità, che tiene conto del rischio di malattia, dei tipi di vaccino e della loro disponibilità.

Consulta

Attualmente in Italia sono stati autorizzati i seguenti vaccini: 

  1. Vaccini a m-RNA nella formulazione bivalente:
    • Original/Omicron/BA.4-5 di Comirnaty - il 12 settembre 2022 è stato autorizzati dall'EMA  e il 14 settembre dall'AIFA
    • Original/Omicron BA.1 di Spikevax e Comirnaty - il 1° settembre 2022 sono stati autorizzati dall’EMA e il 5 settembre dall’AIFA
  2. Vaccino Nuvaxovid (Novavax) - il 20 dicembre 2021 è stato autorizzato dall’EMA e il 22 dicembre dall'AIFA.
  3. Vaccino Janssen (Johnson & Johnson) - l'11 marzo 2021 è stato autorizzato dall'EMA e il 12 marzo dall'AIFA
  4. Vaccino Vaxzevria di AstraZeneca - il 29 gennaio 2021 è stato autorizzato dall’EMA e il 30 gennaio dall’AIFA. 
  5. Vaccino Spikevax (Moderna) - il 6 gennaio 2021 è stato autorizzato dall'EMA e il 7 gennaio dall'AIFA .
  6. Vaccino Comirnaty di Pfizer-BioNtech - è il primo vaccino ad essere stato autorizzato in Unione Europea: il 21 dicembre 2020 dall'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e il 22 dicembre dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). 

Per saperne di più

L’analisi dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) relativa all’impatto della vaccinazione nel prevenire nuove infezioni, ricoveri in terapia intensiva e decessi, aggiornata al 14 settembre 2022, evidenzia che:

l’efficacia del vaccino (riduzione percentuale del rischio nei vaccinati rispetto ai non vaccinati) nel periodo di prevalenza Omicron (a partire dal 3 gennaio 2022) nel

  • prevenire la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 è:
    • pari al 32% entro 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, 23% tra i 91 e 120 giorni, e 44% oltre 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale
    • pari al 45% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster
  • prevenire casi di malattia severa è:
    • pari al 64% nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, 65% nei vaccinati con ciclo completo da 91 e 120 giorni, e 68% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni
    • pari all’83% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster.

Nella fascia popolazione di 12 anni e oltre:

  • Il tasso di ospedalizzazione, nel periodo 29 luglio - 28 agosto 2022, per i non vaccinati, è pari a 78,3 ricoveri per 100.000 abitanti, e risulta quasi il doppio rispetto ai vaccinati con ciclo completo da ≤120 giorni (43,1 ricoveri per 100.000 ab.) e quasi quattro volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (20,0 ricoveri per 100.000 ab.).

  • Il tasso di ricoveri in terapia intensiva, nel periodo 29 luglio - 28 agosto 2022, per i non vaccinati, è pari a 3,1 ricoveri per 100.000 ab., e quasi quattro volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (0,8 ricoveri per 100.000 ab.).

  • Il tasso di mortalità, nel periodo 22 luglio - 21 agosto 2022, per i non vaccinati, è pari a 23,5 decessi per 100.000 ab., e risulta quasi due volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da ≤120 giorni (12,9 decessi per 100.000 ab.) e quasi sette volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (3,5 decessi per 100.000 ab.).

Per saperne di più

Sì. I vaccini vengono autorizzati solo dopo un’attenta valutazione del profilo di sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sperimentazione.
In ogni caso il profilo di sicurezza viene continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione. L'Agenzia italiana del farmaco pubblica report periodici sulla farmacovigilanza dei vaccini Covid-19. 

Consulta

 

In Italia, i vaccini Comirnaty (BionNtech/Pfizer) e Spikevax (Moderna) possono essere somministrati al di sotto dei 18 anni di età (a partire dai 12 anni di età).

Il 1° dicembre 2021 l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha autorizzato la somministrazione del vaccino Comirnaty anche ai bambini tra 5 e 11 anni, in dose ridotta (un terzo del dosaggio autorizzato per adulti e adolescenti) e con formulazione specifica. 

Per approfondire

Secondo il parere della Commissione Tecnico Scientifica di AIFA (CTS), "sebbene l’infezione da SARS-CoV-2 sia sicuramente più benigna nei bambini, in alcuni casi essa può essere associata a conseguenze gravi, come il rischio di sviluppare la sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-c), che può richiedere anche il ricovero in terapia intensiva. 

Inoltre, la CTS sottolinea che “oltre all’efficacia nel prevenire il contagio e le relative conseguenze, la vaccinazione comporta benefici quali la possibilità di frequentare la scuola e condurre una vita sociale connotata da elementi ricreativi ed educativi, che sono particolarmente importanti per lo sviluppo psichico e della personalità in questa fascia di età".

"Oltre ai benefici diretti, la vaccinazione dei bambini comporterebbe un aumento della copertura vaccinale dell’intera popolazione e, quindi, una maggiore protezione anche per i soggetti più fragili di tutte le età, soprattutto se conviventi con i bambini". 

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Secondo il Piano vaccini anti Covid-19 le persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunomodulanti devono essere vaccinate, in quanto maggiormente suscettibili di ammalarsi di Covid-19.

Nei soggetti identificati come estremamente vulnerabili, in ragione di condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici o per patologia concomitante, che aumenti considerevolmente il rischio di sviluppare forme fatali di COVID-19, si conferma l’indicazione a un uso preferenziale dei vaccini a RNA messaggero (Moderna e Pfitzer).

Nei soggetti trapiantati e immunocompromessi è indicata prioritaria anche la somministrazione della dose addizionale.

Sì. Tenuto conto delle attuali indicazioni espresse dalle principali autorità di Sanità Pubblica internazionali e relativi Comitati Consultivi e dei dati preliminari relativi alla co-somministrazione di vaccini anti-SARS-CoV-2/COVID-19 con vaccini antinfluenzali, è possibile programmare la somministrazione dei due vaccini, anti-influenzale e anti-SARS-Cov-2, nella medesima seduta vaccinale.

Sì, la somministrazione concomitante di un vaccino anti-SARS-CoV-2/COVID-19 utilizzato in Italia e un altro vaccino del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale è possibile.  Al momento è preferibile una distanza di almeno 4 settimane (28 giorni) tra la somministrazione di un vaccino anti-SARS-CoV-2/COVID-19 e il vaccino MVA-BN per monkeypox.

Dal 31 dicembre 2020 è attiva una dashboard dove sono raccolti i dati e le statistiche relativi alla somministrazione dei vaccini su tutto il territorio nazionale.

Consulta la dashboard

Dal 5 gennaio 2021 i dati della dashboard Report vaccini sono disponibili anche in formato open alla pagina:

I seguenti vaccini, somministrati dalle autorità sanitarie nazionali competenti estere, sono riconosciuti come equivalenti a quelli effettuati nell'ambito del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2:

  • vaccini per i quali il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio è lo stesso dell’Unione Europea
  • Covishield (Serum Institute of India), prodotto su licenza AstraZeneca
  • R-CoVI (R-Pharm), prodotto su licenza AstraZeneca
  • Covid-19 vaccine-recombinant (Fiocruz), prodotto su licenza AstraZeneca.

Si precisa che tali vaccini sono considerati validi ai fini dell’emissione della Certificazione verde COVID-19.

Leggi la circolare 23 settembre 2021.

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Chiarimenti su obbligo vaccinale (Mostra risposte)

I cittadini over 50 che hanno ricevuto la comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio, ma hanno un certificato digitale di esenzione dalla vaccinazione emesso entro il 15 giugno 2022 o hanno iniziato/concluso il ciclo vaccinale primario, oppure hanno ricevuto la somministrazione della dose di richiamo successivamente al 1° febbraio 2022, ma entro il 15 giugno 2022, per effetto del recente intervento normativo di cui all’articolo 51-ter del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, convertito dalla legge 15 luglio 2022, n. 91, che ha posticipato la data di verifica dell’adempienza all’obbligo vaccinale dal 1 febbraio al 15 giugno 2022, sono ora considerati adempienti all’obbligo vaccinale, pertanto il procedimento sanzionatorio iniziato nei loro confronti non avrà ulteriore seguito.

Non serve dare comunicazione al Ministero della Salute, per coloro che rientrano in questa casistica l’interruzione del procedimento verrà effettuata centralmente dal Ministero. In caso di dubbio i cittadini over50 che avessero ricevuto la comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio con riferimento alla data del 1 febbraio 2022 possono rivolgersi/scrivere alla ASL competente per territorio ove non l’avessero già fatto

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L’infezione da SARS-CoV2 non esenta dall’obbligo vaccinale ma è un motivo di differimento della vaccinazione, per il tempo successivo all’infezione secondo le circolari del Ministero.

In caso di motivi di differimento o di esenzione dalla vaccinazione, il soggetto deve rivolgersi esclusivamente alla Azienda sanitaria locale (ASL) competente per territorio entro 10 giorni dal ricevimento della notifica, per comunicare eventuali “certificazioni di differimento o di esenzione dall'obbligo vaccinale, ovvero altra ragione di assoluta e oggettiva impossibilità” ad effettuare la vaccinazione o il richiamo entro il 15 giugno 2022.

Non serve dare comunicazione al Ministero della Salute, ma va data notizia dell’avvenuta trasmissione della certificazione inoltrata alla ASL all’Agenzia della riscossione, utilizzando l’apposito servizio disponibile nell’area riservata del portale ADER.

Consulta

Vedi anche

Qualora le vaccinazioni effettuate all’estero siano state effettuate nei tempi previsti dalle norme italiane, per interrompere il procedimento sanzionatorio deve rivolgersi all’ultima ASL di assistenza per la registrazione delle avvenute vaccinazioni nel Sistema Tessera Sanitaria.

In alternativa, tale registrazione può essere effettuata per il tramite del Coordinamento USMAF-SASN inviando alla casella e-mail [email protected] la documentazione attestante le somministrazioni effettuate, oltre ad una dichiarazione di conformità di tale documentazione all’originale e alla copia di un suo documento d’identità e codice fiscale.

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Prima dose di richiamo (terza dose) (Mostra risposte)

La somministrazione della prima dose di richiamo è raccomandata a tutte le persone con più di 12 anni dal 5 gennaio 2022.

La prima dose di richiamo (dose booster) rientra negli obblighi vaccinali stabiliti dalla legge. Viene somministrata a distanza di almeno quattro mesi (120 giorni) dal completamento del ciclo primario.

Per le dosi di richiamo è raccomandato l'uso di vaccini a m-RNA nella formulazione bivalente (Circolare 7 settembre 2022). 

Leggi 

Nelle persone vaccinate dopo un’infezione da SARS-CoV-2 (con una o due dosi, in base alle tempistiche e modalità raccomandate) o che hanno contratto l'infezione dopo un ciclo completo o dopo 14 giorni dalla somministrazione della prima dose, è indicata la  somministrazione di una dose di richiamo (booster) purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 giorni) dall’ultimo evento (da intendersi come somministrazione dell’unica/ultima dose o diagnosi di avvenuta infezione).

Leggi

Le persone vaccinate all’estero con un vaccino non autorizzato da EMA (Agenzia europea per i medicinali) possono ricevere una dose di richiamo “booster” con vaccino a m-RNA (Comirnaty o Spikevax), a partire da 28 giorni e fino a un massimo di 6 mesi (180 gg) dal completamento del ciclo primario.
Il completamento di tale ciclo vaccinale integrato è riconosciuto come equivalente.

Superato il termine massimo di 6 mesi dal completamento del ciclo primario con vaccino non autorizzato da EMA, così come in caso di mancato completamento del ciclo, è possibile procedere con un ciclo vaccinale primario completo con vaccino a m-RNA.

Leggi la circolare 4 novembre 2021

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Seconda dose di richiamo (quarta dose) (Mostra risposte)

La somministrazione della seconda dose di richiamo (second booster) o "quarta dose" è raccomandata per le seguenti categorie, purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 gg) dalla prima dose booster o dall’ultima infezione successiva al richiamo (data del test positivo):

  • persone di 60 anni e più
  • persone di 12 anni e più con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti
  • operatori e ospiti dei presidi residenziali per anziani.
  • operatori sanitari
  • donne in gravidanza.

Per le dosi di richiamo è raccomandato l'uso di vaccini a m-RNA nella formulazione bivalente (Circolare 7 settembre 2022) 

Leggi 

Per quanto riguarda le persone con marcata compromissione della risposta immunitaria, la somministrazione della quarta dose deve essere considerata equivalente a una dose di richiamo (booster), consistendo il ciclo vaccinale primario di tre dosi (ciclo primario standard più dose addizionale, a distanza di almeno 28 giorni dall’ultima dose).

La dose booster va effettuata con vaccino a mRNA, nei dosaggi di 30 mcg in 0,3 ml per Comirnaty (persone età pari o superiore a 12 anni) e 50 mcg in 0,25 ml per Spikevax (persone di età pari o superiore a 18 anni), dopo un intervallo minimo di almeno 120 giorni dalla dose addizionale.

  • Circolare 20 febbraio 2022 - Indicazioni sulla somministrazione della dose di richiamo (booster) nei soggetti con marcata compromissione della risposta immunitaria che hanno già ricevuto una dose addizionale a completamento del ciclo vaccinale primario nell’ambito della campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19.

Le categorie di persone ad elevata fragilità, motivata da patologie concomitanti/preesistenti, cui è indicata la somministrazione del secondo richiamo (quarta dose) di vaccino anti SARS-CoV-2/Covid-19, sono contenute nell'allegato 2 della Circolare 11 luglio 2022.

La quarta dose è somministrabile a partire dai 12 anni di età, purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno 120 giorni dalla prima dose di richiamo o dall’ultima infezione successiva al richiamo (data del test diagnostico positivo). L’elenco delle patologie/condizioni di elevata fragilità potrà essere aggiornato sulla base di evidenze disponibili.

Per altre informazioni parlane con il tuo medico.

La seconda dose di richiamo è importante perché riporta la protezione al livello più alto soprattutto contro le forme gravi.

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Fonte:
  • Direzione Generale della Prevenzione sanitaria
  • Direzione generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica

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