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Rinotracheite infettiva del bovino (IBR)

immagine di un bovino malato e di un bovino vaccinato

Malattia

La “Rinotracheite infettiva del bovino” (IBR) è una malattia virale dei bovini, presente in tutto il mondo, ed è causata dal virus erpetico del bovino tipo 1 (BoHV-1).

Il bovino è da ritenersi l’ospite naturale, sebbene altre specie siano sensibili all’infezione, tra cui bufali, bisonti e differenti specie selvatiche di animali ad unghia fessa, come cervi e camelidi. Il virus può infettare anche capre, pecore e suini, mentre ad oggi non risulta patogeno per l’uomo. La prevalenza mondiale si aggira su un valore medio del 30-40%. Il tasso di morbilità è elevato, mentre l’indice di mortalità è vicino allo zero.  La caratteristica fondamentale del BoHV-1 è la latenza virale che, a seguito di un evento immunosoppressivo (trasporto, cambio di alimentazione, sovraffollamento, parto, ecc…), provoca una riattivazione del virus, con conseguente diffusione dell’infezione in allevamento e significative perdite economiche.

Ad oggi diversi Paesi hanno attivato programmi per controllare/eradicare l'infezione.

Dati epidemiologici nazionali

Attualmente, in Italia, la regione Friuli-Venezia Giulia e la Provincia Autonoma di Trento hanno ricevuto l’approvazione comunitaria del piano di eradicazione (a norma dell’art. 9 Dir. 64/432/CEE) mentre la regione Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano sono stati dichiarati indenni da IBR (a norma dell’art.10 Dir. 64/432/CEE), ai sensi della normativa comunitaria vigente.

Piani di eradicazione e Azioni di controllo

In alcune regioni/province autonome sono vigenti piani territoriali per il controllo della malattia, di tipo volontario oppure obbligatorio. In particolare, Friuli Venezia Giulia, le Province Autonome di Bolzano e Trento, Valle d’Aosta e Veneto relativamente alla provincia di Belluno gestiscono il controllo della malattia attraverso piani obbligatori, mentre Campania, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto per il restante territorio, hanno in essere piani di controllo volontari. Dal 2015, sono in vigore due piani a valenza nazionale relativamente a 6 razze da carne.

Raccomandazioni

  • Controllo sierologico (Sieroneutralizzazione virale / test ELISA) su tutti gli animali di nuova introduzione ed isolamento/eliminazione dei soggetti infetti
  • Quarantena per i soggetti di nuova introduzione con due controlli sierologici a distanza almeno di 3 settimane
  • Impiego di vaccini marker (deleti gE negativi), inattivati o vivi attenuati, sulla base dello stato sanitario dell’allevamento
  • Controllo dei maschi adibiti alla fecondazione artificiale (FA) nei Centri tori
  • Controllo dello sperma e degli embrioni
  • Profilassi igienico-sanitaria ed applicazione di adeguate misure di biosicurezza per ridurre il rischio di introduzione/persistenza/diffusione del virus in allevamento



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