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Covid-19 - Operatori sanitari


Covid-19 - Raccomandazioni per operatori sanitari


In passato, l'attuazione sistematica di misure di sanità pubblica come l'individuazione attiva dei casi, il rapido isolamento dei casi e la quarantena dei contatti, nonché l'applicazione rigorosa delle pratiche di controllo delle infezioni hanno avuto successo nel controllo dei focolai.

Durante le epidemie di SARS e MERS, l'infezione del personale sanitario è stata una preoccupazione significativa. Rigorose procedure di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC) sono fondamentali per la sicurezza sul lavoro e per il controllo di tali agenti patogeni.

Pertanto, al fine di ridurre il rischio di diffusione di infezioni da nuovo coronavirus (SARS-CoV-2), si raccomanda di promuovere misure igienico-sanitarie, quali buona igiene respiratoria e etichetta respiratoria; frequente lavaggio accurato delle mani; evitando di toccarsi gli occhi, la bocca e il naso smaltimento sanitario delle secrezioni orali e nasali, evitando il contatto con i malati.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda che gli operatori sanitari applichino adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni in generale e delle infezioni respiratorie, in particolare.

Argomenti 

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Protezione degli operatori sanitari

L'ISS fornisce indicazioni sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale durante l’assistenza ai pazienti. Le indicazioni contenute nel documento sono state approvate dal Comitato Tecnico Scientifico attivo presso la Protezione Civile e recepite dal Ministero.
Il documento indica quali sono i dispositivi di protezione (guanti, mascherine, camici o occhiali) nei principali contesti in cui si trovano gli operatori sanitari che entrano in contatto con i pazienti affetti da Covid-19 raccomandando l’uso delle mascherine con filtranti facciali (FFP2 e FFP3) in tutte le occasioni a rischio.

Il tecnico verificatore, svolgendo attività di verifica e di manutenzione delle apparecchiature elettromedicali e di laboratorio, può essere esposto a rischio biologico sia durante gli interventi in ambito ospedaliero, laboratoristico che domiciliare. Sono riportate qui le misure generali di distanziamento sociale e igienico-sanitarie e le raccomandazioni sul corretto utilizzo e smaltimento dei DPI e sulle modalità di vestizione e svestizione.

Alcune domande e risposte sulla prevenzione e il controllo delle infezioni per gli operatori sanitari che si occupano di pazienti con sospetto o confermato Covid-19

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Definizione di caso e rintraccio dei contatti

La Circolare 9 Marzo 2020 fornisce la nuova definizione di caso, considerando l’evoluzione della situazione epidemiologica, le nuove evidenze scientifiche e le indicazioni degli organismi internazionali OMS e ECDC.
Vista l’evoluzione epidemiologica dell’infezione da SARS-CoV-2, vengono inoltre fornite indicazioni per modulare le modalità di conferma di laboratorio dei casi di COVID-19 diagnosticati dai Laboratori di Riferimento Nazionale.In merito alla certificazione di decesso a causa di COVID-19, si precisa che dovrà essere accompagnata da parere dell’Istituto Superiore di Sanità.

  • Circolare del Ministero della salute del 20 marzo 2020. Annullamento e sostituzione della Circolare del Ministero della Salute n. 0009480 del 19 marzo 2020 "COVID-19: rintraccio dei contatti in ambito di sorveglianza sanitaria e aggiornamento delle indicazioni relative alla diagnosi di laboratorio di casi di infezione da SARS-CoV-2

In accordo con quanto sostenuto dai principali Organismi di controllo sanitario internazionale, sulla base delle evidenze scientifiche ad oggi presenti in letteratura riguardo SARS-CoV-2 ed altri patogeni respiratori assimilabili (SARS, MERS, influenza e virus respiratorio sinciziale), la Circolare fornisce precisazioni in merito al rintraccio dei contatti in ambito di sorveglianza sanitaria ed aggiorna le indicazioni relative alla diagnosi di laboratorio di casi di infezione da SARS-CoV-2.

Alla luce del nuovo quadro epidemiologico e delle conseguenti riaperture disposte a decorrere dal 4 e 18 maggio 2020, è stato necessario aggiornare gli strumenti messi in atto per contrastare l’epidemia COVID-19 in corso.
In questo contesto, nella fase II, il sistema ricerca e gestione dei contatti (contact tracing) deve essere aggiornato e rafforzato secondo le nuove esigenze anche attraverso il ricorso alle nuove tecnologie.

Il contact tracing, in combinazione con l'individuazione precoce dei casi e in sinergia con altre misure come il distanziamento fisico, è un’azione essenziale per combattere l'epidemia in corso, nonché a fini preventivi. Lo scopo di identificare e gestire i contatti dei casi probabili o confermati di COVID-19 è quello di individuare e isolare rapidamente i casi secondari, per poter intervenire e interrompere la catena di trasmissione.

Nell’ambito del contact tracing, l'utilizzo di tecnologie come le applicazioni mobili (“apps”) offre numerose possibilità, sebbene il metodo tradizionale rimanga quello principale per la ricerca e la gestione dei contatti. Le applicazioni mobili possono integrare e supportare questo processo, ma in nessun caso possono essere l'unico strumento utilizzato. Bisogna considerare infatti che non tutta la popolazione scaricherà l'applicazione di ricerca dei contatti sul proprio dispositivo mobile e che il suo utilizzo sarà basso in alcune popolazioni chiave (ad esempio gli anziani).

L’applicazione si baserà sull’installazione volontaria da parte degli utenti e prevede una stretta collaborazione fra il cittadino, il Medico di Medicina Generale, il Pediatra di Libera Scelta e il Dipartimento di Prevenzione.

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Diagnosi

  • Circolare del Ministero della salute del 3 aprile 2020Pandemia di COVID-19 – Aggiornamento delle indicazioni sui test diagnostici e sui criteri da adottare nella determinazione delle priorità. Aggiornamento delle indicazioni relative alla diagnosi di laboratorio

Il documento fornisce l’aggiornamento delle indicazioni sui test diagnostici e sui criteri da adottare nella determinazione delle priorità, seguendo le raccomandazioni dell’OMS e della Commissione europea (EUCOMM). La circolare fornisce anche informazioni su test molecolari rapidi CE-IVD e/o EUA/FDA (Point of Care tests, POCT) e interviene sui test sierologici.

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Gestione clinica del paziente

Le indicazioni di questo documento vertono principalmente sugli ambiti di prevenzione e preparazione delle strutture residenziali alla gestione di eventuali casi sospetti, probabili o confermati COVID-19. Si tratta di un aggiornamento del rapporto pubblicato ad aprile che forniva le misure generali per l’implementazione dei programmi e dei principi fondamentali di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA), inclusa una adeguata formazione degli operatori e una specifica sorveglianza attiva tra i residenti e gli operatori per l’identificazione precoce dei casi. Si ribadisce l’importanza dell’isolamento temporaneo dei casi sospetti e, in caso di impossibilità di un efficace isolamento e gestione clinica del caso confermato, di effettuare il trasferimento in ambiente ospedaliero o in altra struttura adeguata per i casi COVID-19.

L’isolamento fiduciario di casi di COVID-19 e di contatti è una misura di salute pubblica molto importante che viene effettuata per evitare l’insorgenza di ulteriori casi secondari dovuti a trasmissione del virus SARSCoV-2 e per evitare di sovraccaricare il sistema ospedaliero.

È necessario rafforzare la gestione clinica di pazienti con sospetta infezione respiratoria acuta grave (SARI) e ottimizzare l'utilizzo delle migliori prassi, tra cui le misure di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC) e le cure di supporto per i pazienti gravemente malati. L’OMS ha adattato il documento ‘la Gestione clinica da MERS-CoV’, del 2019, realizzando una guida aggiornata rivolta ai medici di pazienti adulti e pediatrici ricoverati con SARI quando si sospetta un’infezione da nuovo Coronavirus. Le raccomandazioni fornite in questa guida sono state revisionate dai membri di una rete globale di medici dell'OMS e da medici che hanno trattato pazienti affetti da SARS, MERS o influenza grave. La guida affronta i diversi aspetti per la presa in carico di questi pazienti: dal triage alle misure di prevenzione delle infezioni e delle complicanze, dalla diagnosi di laboratorio alla terapia, oltre che considerazioni speciali per le pazienti in gravidanza.

La Commissione Tecnico Scientifica del Dipartimento della Protezione Civile si è avvalsa di un gruppo di esperti che ha elaborato le Linee di indirizzo assistenziali del paziente critico affetto da COVID‐19. Il documento affronta gli aspetti relativi alla gestione del paziente critico, ipossiemico con insufficienza respiratoria, con ARDS, con sospetta malattia da coronavirus (COVID‐19). Per la gestione dei pazienti critici affetti da COVID‐19 è necessario che le Regioni predispongano un piano di emergenza per garantire idonei livelli di trattamento, individuando opportune soluzioni organizzative che consentano di soddisfare il potenziale incremento della necessità di ricovero. Ogni Regione deve identificare prioritariamente una o più strutture/stabilimenti da dedicare alla gestione esclusiva del paziente affetto da COVID‐19 (“COVID Hospital”) in relazione alle dinamiche epidemiologiche, dovranno intanto essere predisposte pianificazioni per ognuno degli ambiti territoriali.

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Riorganizzazione delle attività ospedaliere

In seguito alle disposizioni urgenti per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus COVID-19 emanate dal Governo il Ministero comunica alcune indicazioni generali per la riprogrammazione delle attività da considerare clinicamente differibili in base a valutazione del rapporto rischio-beneficio.

​​La Circolare è emanata in attuazione dell’articolo 2 del decreto-legge 19 maggio 2020, n.34 e ad integrazione delle indicazioni contenute nei precedenti provvedimenti. Il documento prevede che le Regioni e le Province autonome, per rafforzare la risposta del Servizio Sanitario Nazionale in ambito ospedaliero, volta a fronteggiare adeguatamente le emergenze epidemiche, come quella da COVID-19 in corso, tramite apposito piano di riorganizzazione garantiscono l’incremento di attività in regime di ricovero in Terapia Intensiva e in aree di assistenza ad alta intensità di cure. In allegato il manuale con le funzionalità messe a disposizione degli utenti abilitati ad accedere all’applicativo “Riordino della rete ospedaliera in emergenza COVID-19 – Dotazione posti letto”

Il documento fa seguito alle “Linee di indirizzo per la rimodulazione dell’attività programmata considerata differibile in corso di emergenza da COVID-19” del 16.03.2020 e ai relativi chiarimenti del 30.03.2020.
Le nuove Linee di indirizzo sono finalizzate alla riattivazione in sicurezza dei servizi socio-sanitari ridotti o sospesi a causa dell’emergenza COVID-19 ed al progressivo ripristino della totalità dei livelli essenziali di assistenza: le indicazioni contenute per evitare la diffusione del virus SARS-CoV2 riguardano tutte le attività sanitarie, pubbliche (istituzionali e libero professionali), private, accreditate e non accreditate.

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Indicazioni per patologie specifiche

I pazienti affetti da patologie oncologiche o onco-ematologiche, così come altre patologie associate ad immunosoppressione, sono particolarmente a rischio. Riguardo COVID-19, infatti, sebbene i dati al momento siano estremamente limitati, sembra che i pazienti con patologie oncologiche o onco-ematologiche siano da un lato esposti a maggior rischio di contrarre l’infezione, e dall’altro ad andare incontro a un andamento più severo. Vengono perciò fornite alcune indicazioni sia per i pazienti che hanno completato il percorso terapeutico sia per i pazienti ancora in trattamento.

Le indicazioni del Centro nazionale trapianti sull'effettuazione del tampone in relazione alla fragilità clinica dei pazienti in lista d’attesa per trapianto, nonché allo stato di immunosoppressione a cui il paziente andrà incontro dopo il trapianto.

Si riportano le specifiche misure di prevenzione per il sistema trasfusionale, in riferimento all'attuale situazione di emergenza epidemiologica. Le misure tengono in considerazione le ultime indicazioni fornite dall'ECDC e gli aggiornamenti dell'OMS.

I pazienti in dialisi sono senz’altro tra quelli più esposti a contrarre patologie infettive, come la malattia Covid-19. La Società italiana di nefrologia (Sin) ha quindi steso un protocollo rivolto ai medici specialisti con le norme da seguire per la gestione di pazienti nefropatici che dovessero contrarre l’infezione da Covid-19.Alcune indicazioni e raccomandazioni agli operatori sanitari per la gestione del Covid-19.

La paura, la preoccupazione, le incertezze e i fattori di stress costanti nella popolazione durante l'epidemia di COVID-19 possono portare a conseguenze a lungo termine all'interno delle comunità, delle famiglie e degli individui vulnerabili.
Comprendere e tenere conto delle considerazioni di salute mentale e supporto psicosociale nelle azioni di sanità pubblica in risposta all’epidemia è cruciale nel fermare la trasmissione e nel prevenire il rischio di ripercussioni a lungo termine sul benessere della popolazione e sulla sua capacità di far fronte alle avversità.

Le evidenze scientifiche disponibili ad oggi indicano che l’infezione da SARS-CoV-2 si manifesta nei pazienti pediatrici con un andamento clinico con letalità molto bassa (0,06% nella fascia di età 0-15 anni). Tuttavia, recenti pubblicazioni europee e statunitensi descrivono una sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale, associata a positività per il SARS-CoV-2 o presenza di anticorpi anti SARS-CoV-2, il cui preciso inquadramento nosologico è attualmente in corso. Il documento evidenzia che, al momento, pur in assenza di una definizione di caso condivisa a livello europeo, sia plausibile una correlazione fra infezione da SARS-CoV-2 e insorgenza della sindrome, pur in presenza di evidenze limitate del nesso di causalità.

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Indicazioni per gravidanza, parto, neonato e allattamento

L’epidemia da un nuovo coronavirus (SARS-CoV2), fra le altre problematiche cliniche e di salute pubblica, pone anche quelle sull’organizzazione della rete perinatale, la gestione dell’infezione in gravidanza, la possibile trasmissione materno-fetale dell’infezione prima, durante e dopo il parto, la sicurezza della gestione congiunta puerpera-neonato e l’allattamento materno. Le indicazioni contenute nella Circolare del ministero della Salute del 31 marzo 2020 tengono conto dei dati scientifici ed epidemiologici disponibili e sono suscettibili di future variazioni sulla base della progressiva acquisizione di conoscenze sull’epidemia da SARS-CoV2, sulla sua trasmissione perinatale e sulle caratteristiche cliniche dei casi di infezione perinatali madre-neonato.

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Certificazione del COVID-19

Per adottare corrette misure di salute pubblica e condurre analisi epidemiologiche riguardanti la grave crisi sanitaria, per i decessi correlati al COVID-19 è fondamentale disporre di statistiche di qualità. Le schede di morte Istat permettono di fornire informazioni essenziali sul deceduto e sulle circostanze della morte, ma solo una compilazione appropriata consente la produzione di statistiche accurate e affidabili. L'Istat fornisce le indicazioni per la corretta compilazione della scheda.

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Indicazioni per i servizi assistenziali di salute mentale

  • Circolare del Ministero della Salute 23 aprile 2020. COVID-19: Indicazioni emergenziali per le attività assistenziali e le misure di prevenzione e controllo nei Dipartimenti di Salute Mentale e nei Servizi di Neuropsichiatria Infantile dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Le indicazioni ministeriali sono state elaborate tenendo conto della Guida "COVID-19" dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che indica, tra i servizi essenziali da garantire, quelli che si occupano di disturbi mentali, nello specifico dei livelli di assistenza erogati dai Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) e dai Servizi di Neuropsichiatria Infantile dell’Infanzia e dell'Adolescenza (NPIA). L'obiettivo è garantire il massimo livello di assistenza compatibile con le esigenze di sanità pubblica e di sicurezza delle cure, fornendo principalmente linee di carattere organizzativo e gestionale sul riassetto dei sistemi di cura reso necessario dall'emergenza.

Le persone nello spettro autistico e/o con disabilità intellettiva necessitano di massima attenzione nell’ambito delle strategie di prevenzione e controllo dell’epidemia da COVID-19. In tale Rapporto, aggiornato al 30 aprile 2020 ed elaborato da un gruppo multidisciplinare di esperti in collaborazione con la Società Scientifica Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’adolescenza (SINPIA), la Società Italiana di Psichiatria (SIP), la Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (SIEP) e la Società Italiana per i disturbi del neurosviluppo (SIDiN), vengono presentate alcune indicazioni da adottare in contesti generali e specifici per prevenire il disagio e offrire un appropriato sostegno alle persone nello spettro autistico.


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Indicazioni per le operazioni di primo soccorso

L’attuale fase pandemica ha innalzato il livello di rischio per tutti i soccorritori (laici e sanitari) a causa della possibilità di contagio tramite la produzione di droplets ed areosol durante le manovre di rianimazione cardiorespiratoria. L’OMS definisce la rianimazione cardiopolmonare (ventilazioni e compressioni toraciche) come una procedura da considerare a rischio di produzione di aerosol dalle vie aeree del paziente. Si sono quindi rese necessarie modifiche ad interim dei protocolli di rianimazione (BLS-D) destinati a laici e sanitari. Le raccomandazioni contenute nel documento, redatto in collaborazione con la società Nazionale di Salvamento e con il coordinamento della formazione BLS-D del Ministero della salute, prendono in considerazione le linee guida ad interim elaborate dalle principali società scientifiche europee e internazionali, e intendono fornire i più recenti aggiornamenti diretti a prevenire il diffondersi del contagio nell’esecuzione di procedure di rianimazione cardiopolmonare.

La Circolare sostituisce quella pubblicata il 5 giugno 2020 (prot. n.19334), del quale rappresenta un aggiornamento necessario alla luce di nuovi ed importanti lavori scientifici nel frattempo pubblicati; il documento tiene inoltre conto dei commenti pervenuti ed elimina alcuni refusi.

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Indicazioni per la stagione autunno-invernale

Il documento allegato alla circolare fornisce elementi generali per rafforzare la preparazione e la risposta e fronteggiare in modo ottimale un eventuale aumento nel numero di nuove infezioni da SARS-CoV-2 nella stagione autunno-inverno 2020-2021 in base a possibili scenari futuri.
È stato predisposto dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Ministero della Salute e il Coordinamento delle Regioni e Province Autonome, analizzando i punti di forza e le criticità delle prime fasi dell’epidemia.

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Indicazioni per la gestione di casi e focolai nelle scuole

Il documento vuole fornire un supporto operativo ai decisori e agli operatori nel settore scolastico e nei Dipartimenti di Prevenzione, che sono a pieno titolo coinvolti nel monitoraggio e nella risposta a casi sospetti/probabili e confermati di COVID-19 nonché nell’attuare strategie di prevenzione a livello comunitario. Al suo interno si forniscono indicazioni pratiche per la gestione di eventuali casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia tramite l’utilizzo di scenari ipotetici, in assenza, per il momento, di modelli previsionali solidi.

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La pagina è in continua revisione sulla base delle evidenze scientifiche e dell'andamento dell'emergenza epidemiologica.

Fonte: Direzione generale della Prevenzione sanitaria


Consulta anche la sezione norme, circolari e ordinanze



Data ultimo aggiornamento: 3 settembre 2020



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