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LEA: assistenza socio-sanitaria

immagine con un uomo ed un anziano


L’assistenza sociosanitaria comprende le prestazioni necessarie a soddisfare il bisogno di salute del cittadino, anche nel lungo periodo, a stabilizzare il quadro clinico, a garantire la continuità tra attività di cura e di riabilitazione, a limitare il declino funzionale e migliorare la qualità della vita della persona, associando alle prestazioni sanitarie anche azioni di supporto e di protezione sociale.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, sono definiti specifici percorsi assistenziali che prevedono prestazioni di natura sanitaria, erogate da operatori sanitari e sociosanitari per la cura e la riabilitazione di condizioni patologiche, e prestazioni di natura socio assistenziale per aiutare nella vita quotidiana la persona con problemi di disabilità, di disagio economico o di emarginazione che condizionano lo stato di salute. Tra queste ultime, l’aiuto nella igiene personale e dell’ambiente, nella gestione della casa, nella preparazione dei pasti, ecc.

Nel nuovo dPCM LEA (dPCM 12 gennaio 2017) vengono indicate non solo le categorie di cittadini a cui è garantita l’assistenza sociosanitaria ma vengono descritti anche gli ambiti di attività e i regimi assistenziali (domicilio, residenza, centro diurno) nei quali sono erogate le prestazioni sanitarie (mediche, infermieristiche, psicologiche, riabilitative, etc.), integrate con le prestazioni sociali.

Le categorie di cittadini sono:

  • malati cronici non autosufficienti (incluse le demenze)
  • malati in fine vita
  • persone con disturbi mentali
  • minori con disturbi in ambito psichiatrico e del neurosviluppo
  • persone con dipendenze patologiche
  • persone con disabilità.

A seconda delle specifiche condizioni della persona, della gravità e della modificabilità delle sue condizioni, della severità dei sintomi, ecc. le prestazioni potranno essere erogate in forma intensiva o estensiva, oppure mirare al semplice mantenimento dello stato di salute della persona e delle sue capacità funzionali.

E’ importante sottolineare che a tutti i cittadini viene garantito un percorso assistenziale integrato che include, se necessario, sia le prestazioni sanitarie sia le prestazioni sociali. Per offrire maggiore qualità ed efficienza al servizio, sono attivi presso quasi tutte le Asl o i Comuni sportelli unitari cui i cittadini possono rivolgersi per la valutazione multidimensionale dei bisogni clinici funzionali e sociali, la presa in carico della persona e la definizione del progetto di assistenza individuale (PAI);

I bisogni sanitari e di protezione sociale del paziente sono rilevati con strumenti di valutazione multidimensionale standardizzati e uniformi sul territorio regionale. La valutazione multidimensionale individua le necessità sanitarie e assistenziali del paziente, a prescindere dalla patologia da cui è affetto, e indirizza gli operatori a organizzare l’intervento socio-sanitario in uno specifico regime assistenziale di cura (a domicilio, in residenza o in centro diurno).

Il Servizio sanitario nazionale (SSN) deve garantire la continuità della presa in carico del paziente tra le fasi dell’assistenza ospedaliera e dell’assistenza territoriale.

Le principali novità previste dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sui nuovi Lea

  • Per i servizi di assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale dedicati alle diverse tipologie di utenti, sono elencate le diverse aree di attività (accoglienza, diagnosi, prestazioni sanitarie specialistiche, supporto psicologico, interventi riabilitativi, rapporti con altri servizi, ecc.)
  • Le cure domiciliari sono differenziate in 4 livelli di intensità assistenziale crescente (dalle cure domiciliari “di livello base” alle cure domiciliari a elevata intensità)
  • L’assistenza residenziale è differenziata in tre livelli di intensità:
    • intensiva (per accogliere le persone dimesse dall’ospedale)
    • estensiva (per persone che richiedono una continuità assistenziale)
    • di lungo-assistenza e mantenimento (per le situazioni stabilizzate che non possono essere trattate a domicilio per difficoltà familiari/sociali)
  • Vengono descritte le cure palliative (domiciliari e in hospice) e l’assistenza a minori con disturbi in ambito neuropsichiatrico e del neurosviluppo.
  • È stata ampliata la platea delle dipendenze patologiche, includendo il gioco d’azzardo.
  • Nel DPCM vengono mantenute le attuali quote di compartecipazione a carico del Comune o dell’assistito.

Per informazioni sull’organizzazione dell’assistenza socio sanitaria a livello regionale, rivolgiti alla tua Azienda sanitaria locale (ASL).

Per approfondire, consulta gli articoli del dPCM 12 gennaio 2017:

  • Percorsi assistenziali integrati (art.21)
  • Cure domiciliari (art.22)
  • Cure palliative domiciliari (art.23)
  • Assistenza sociosanitaria ai minori , alle donne, alle coppie, alle famiglie (art.24)
  • Assistenza residenziale extraospedaliera a elevato impegno sanitario (art.29)
  • Assistenza sociosanitaria residenziale e semiresidenziale alle persone non autosufficienti (art.30)
  • Assistenza sociosanitaria residenziale alle persone nella fase terminale della vita (art.31)
  • Assistenza sociosanitaria (anche semiresidenziale e residenziale) ai minori con disturbi in ambito neuropsichiatrico e del neurosviluppo (art.25 e art.32)
  • Assistenza sociosanitaria (anche semiresidenziale e residenziale) alle persone con disturbi mentali (art.26 e art.33)
  • Assistenza sociosanitaria (anche semiresidenziale e residenziale) alle persone con disabilità (art.27 e art.34)
  • Assistenza sociosanitaria (anche semiresidenziale e residenziale) alle persone con dipendenze patologiche (art.28 e art.35)



Data di pubblicazione: 30 gennaio 2019 , ultimo aggiornamento 30 gennaio 2019



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