Ministero della Salute

Relazione annuale al PNI 2019

Data di pubblicazione: 30 novembre 2020

Mangimi - Proteine animali nei mangimi - IZS Piemonte, Liguria e Val d’Aosta

FONTE: Laboratori Nazionali di Riferimento (LNR)

Prova: Costituenti di origine animale

Laboratorio Nazionale di Riferimento delle proteine animali trasformate nei mangimi
IZS Piemonte, Liguria e Val d'Aosta

prova interlaboratorio per i costituenti di origine animale

Matrici; Mangimi

Analiti; Costituenti di origine animale

Luogo e periodo di svolgimento Preparato a Torino, inviato il 15/09/2019 ai laboratori partecipanti; i risultati, su apposito modulo predisposto, dovevano essere inviati entro il 15/10/2019

Numero e tipo di laboratori partecipanti 21 laboratori (12 laboratori IZS, 4 laboratori ICQRF, 1 laboratorio ISS e 4 laboratori privati)

Follow up: Oltre all’identificazione corretta dei costituenti di origine animale (animali vertebrati terrestri/pesci) il PT consisteva anche nella valutazione della corretta applicazione degli schemi operativi previsti dalle SOP di supporto, che sono vincolanti, e la corretta identificazione dei differenti costituenti di origine animale, come descritto dettagliatamente nel Regolamento UE 51/2013 e relative SOPs EURL AP.

I risultati dell’accuratezza consolidata mostrano in generale un adeguato livello nel rilevare le PAT nei mangimi della rete dei Laboratori Ufficiali Italiani e dei laboratori privati partecipanti, ma si evidenzia una difficoltà diffusa nel rilevare la presenza di costituenti diversi, non solo i prodotti a base di sangue e le piume idrolizzate.

Il Laboratorio 18 non ha inviato i risultati ed è stato escluso dallo studio (ICQRF).

Il 90% dei laboratori (18 su 20) ha fornito un risultato almeno soddisfacente, mentre il 10% (2 su 20) da dato risultati insoddisfacenti (1 IZS, 1 privato).

Il 50% dei laboratori (10 su 20) ha fornito un risultato eccellente, identificando correttamente la classe animale (terrestri/pesci) e distinguendo i campioni positivi da quelli negativi. Anche in questi 10 laboratori tuttavia vi sono stati errori di identificazione dei singoli costituenti animali . 

Si osserva una generale superficialità nell’applicazione delle SOP. Si rammenta che siamo nell’ambito di un metodo normato, che non ammette discrezionalità.

Per sola esercitazione, un campione era stato contaminato anche con farina di Acheta domesticus (grillo comune), specie di insetto al momento autorizzata nell’alimentazione dei pesci di allevamento. Si ricorda che il metodo normato non prevede il riconoscimento di invertebrati terrestri.

Solo tre laboratori su 21 (1 IZS, 2 ICQRF) sono stati in grado di identificare la presenza di insetti nel campione.

Come noto, il feed ban così come disciplinato dal Regolamento (CE) 999/2001 e sue successive modifiche, fino al Reg. (UE) 56/2013, sta per essere profondamente rivisto. Nuove tipologie di costituenti di origine animale saranno introdotte, appartenenti a specie di animali vertebrati e invertebrati. La microscopia ottica resterà il principale metodo di riconoscimento, supportata da altre tecniche analitiche (PCR, LC-MS/MS). Per questa ragione, questo NRL, in accordo con l’EURL AP, ha modificato negli ultimi due anni la difficoltà di questo PT, introducendo matrici di più difficoltosa individuazione, ma che un operatore appartenente alla rete IZS deve essere in grado di riconoscere correttamente. La capacità di distinguere tra i differenti costituenti è legata unicamente all’esperienza e alla professionalità degli operatori.

La formazione su queste matrici (principalmente sangue e prodotti a base di sangue, piume e piume idrolizzate) è però stata effettuata molte volte a partire dal 2015. Si nota in generale una certa superficialità nell’eseguire le prove, con conseguenti cross contaminazioni tra campioni e il mancato rispetto dei protocolli stabiliti dall’EURL AP negli schemi operativi. Le prossime modifiche del feed ban potrebbero trovare alcuni laboratori non del tutto preparati.

La rete IZS comprende professionisti competenti e molto motivati. Tuttavia, alcuni laboratori, hanno modificato il loro assetto, determinando un avvicendamento di personale nello svolgimento di una prova che è impegnativa e richiede un’ottima preparazione. Un suggerimento potrebbe essere quello di ridurre il numero dei laboratori ufficiali abilitati alla prova. Quest’anno solo 10 laboratori su 20 non hanno commesso errori di interpretazione, valutando correttamente almeno la classe (terrestri/pesci) e identificando i campioni negativi.

Valutazione del PT nell’ultimo quinquennio:

In generale, fino al 2017 la maggior parte dei laboratori raggiungeva un esito eccellente. Negli ultimi due anni c’è stato un progressivo peggioramento delle prestazioni che può essere in parte spiegato dalla maggiore difficoltà del PT, in parte da una superficiale lettura e applicazione dei protocolli


Prova: DNA di ruminante

Prova interlaboratorio per DNA di ruminante

Matrici; Mangimi

Analiti; DNA di ruminante

Luogo e periodo di svolgimento Preparato a Torino, inviato il 15/09/2019 ai laboratori partecipanti; i risultati, su apposito modulo predisposto, dovevano essere inviati entro il 15/10/2019

Numero e tipo di laboratori partecipanti: 9 laboratori (5 laboratori IZS, 1 laboratorio ICQRF, 1 laboratorio ISS e 2 laboratori privati).

Lo svolgimento di questo PT è stato contestuale al PT in microscopia per la determinazione dei costituenti di origine animale nei mangimi. I campioni sottoposti alle due prove infatti sono i medesimi.

L’invito è stato inviato a tutti i laboratori ufficiali della rete IIZZSS, all’ISS, alla rete dei laboratori ufficiali ICQRF e ai laboratori privati che nel corso dell’anno ne avevano fatto richiesta a questo LNR.

Follow up: Oltre all’identificazione corretta del DNA di ruminante nei mangimi il PT consisteva anche nella valutazione della corretta applicazione degli schemi operativi previsti dalle SOP di supporto, che sono vincolanti, come descritto dettagliatamente nel Regolamento UE 51/2013 e relative SOPs EURL AP.

I risultati dell’accuratezza consolidata mostrano in generale un ottimo livello nel rilevare il DNA di ruminante nei mangimi della rete dei Laboratori Ufficiali Italiani e dei laboratori privati partecipanti. Gli errori commessi sono unicamente legati ad una non corretta applicazione degli schemi operativi, o conseguenti ad un errato risultato nella prova in microscopia.

Valutazione del PT nell’ultimo quinquennio:

A partire dal 2015, questo LNR organizza, contestualmente al PT in microscopia ottica, una esercitazione per la determinazione del DNA di ruminate, che deve essere effettuata sui campioni preparati per il PT in microscopia in conformità a quanto previsto dai protocolli degli schemi operativi (tipologia di mangime, composizione del mangime, risultato dell’esame microscopico). Il numero di laboratori partecipanti è sempre stato sensibilmente inferiore al numero dei laboratori che aderivano allo studio in microscopia, perché sono pochi i laboratori accreditati alla prova in PCR. Nel corso di questi anni l’abilità dei laboratori è sensibilmente migliorata e da due anni non si riscontrano errori nell’esecuzione tecnica della prova.

Come nel PT in microscopia, occorre segnalare una certa superficialità nell’applicazione dei protocolli, che tuttavia sono vincolanti.

 Lo scorretto utilizzo della prova infatti ne inficia la sua validità nell’ambito delle prove ufficiali.



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