Ministero della Salute

Relazione annuale al PNI 2019

Data di pubblicazione: 30 novembre 2020

Malattie animali non trasmissibili all'uomo con gli alimenti - Piano di Selezione Genetica negli ovini

FONTE: Ministero della Salute

Capitolo 2. Risultati

Grazie all'entrata in vigore del DM 25/11/2015, il numero di nuove aziende entrate nel Piano a partire dal 2016 ha subito un notevole incremento. Nel 2018 l’adesione è risultata massiccia nella maggior parte delle regioni.

Ciò ha portato al raggiungimento di elevate percentuali di coinvolgimento di aziende nel piano: ad oggi il Piano di selezione interessa oltre la metà delle aziende ovine della Sicilia (da 63 a 71% e ora 78%), del Piemonte (da 54 a 65% e ora al 72%), della Puglia (da 52 al 69% e ora al 77%), P.A. di Bolzano (da 51 a 62% e ora al 66%), Calabria (dal 43 al 53 % e ora al 54% ), Emilia Romagna (dal 37,5 al 51% e ora al 64%), Valle D’Aosta (dal 32,5 al 40% e ora al 45,5%), Campania (dal 29 al 47% e ora al 54%), Marche (dal 26,5 al 39% e ora 47%), Umbria ( dal 26.5 al 40.5% e ora al 54%) Molise (dal 25% al 48.5% e ora al 56%), la Basilicata (dal 15% al 35.5% e ora al 46%) e Lombardia (dal 25 al 32% e ora al 38%) . Le regioni che registravano nel 2017 percentuali inferiori al 20% sono migliorate, raggiungendo nel 2018 e nel 2019 percentuali quali: il Lazio dal 27.5% al 34%, Toscana il 33% al 46%, l’Abruzzo il 23% al 34%, la P.A. di Trento il 22.5% al 28%. Avanzano di pochi punti percentuali, il Friuli Venezia Giulia passando da13.5% al 17,5%, il Veneto dal 15% al 16,5% e la Liguria dal 18% al 22,5%, mostrando così percentuali di adesione ancora insufficienti.

Un discorso a parte riguarda la Sardegna che per il suo programma già obbligatorio dall’aprile 2009 ha un numero di aziende interessate dalla genotipizzazione che dalle 1.064 (del 2008) è aumentato fino a 8.736 a fine 2009, 14.898 a fine 2016 fino ad arrivare alle 15.505 aziende registrate, per mantenersi al 99,5%del patrimonio regionale ancora al 31/12/2019 e circa il 32% dell'intero ammontare nazionale di aziende in selezione.

Spostando ora l'attenzione a livello individuale, cioè sui capi ovini genotipizzati nel 2018 è riscontrato un numero complessivo di campionati da 831.615 capi a 904.356 nel 2019, di cui 277.713 (pari al 31%) nelle aziende colpite dalla Scrapie ( nel 2018 erano 263.246  - pari al 31.7%) e 626.643 (pari al 69%) genotipizzati in aziende indenni dalla malattia; nel 2018 erano 568.369 (pari al 68.3%) (sotto il Piano di selezione genetica). Inoltre, dei 568.369 capi genotipizzati in Selezione, 385.485 (pari al 67,8%) erano maschi, 171.566 (pari al 30,2%) erano femmine e 11.318 (pari al 2,0%) erano animali per i quali non è stato riportato il sesso.

I capi genotipizzati nel corso dell’anno 2018: erano stati 57.209 maschi e 3.032 femmine derivante esclusivamente dai Piani di selezione regionali a cui sono stati da aggiungere 21.619 genotipizzazioni (n° 1.996 maschi e n°19.623 femmine) provenienti dalle misure di gestione dei focolai. Tali numeri nel 2019 sono divenuti 626.643 di capi genotipizzati in Selezione, 438.528 (pari al 70,0%) sono maschi, 176.797 (pari al 28,2%) sono femmine e 11.318 (pari al 1,8%) sono animali per i quali non è stato riportato il sesso.

I dati di genotipizzazione derivanti dai focolai vengono acquisiti come veri e propri dati della selezione in quanto anche l’eradicazione della scrapie punta all’incremento degli alleli di resistenza per ridurre l’incidenza della malattia.

Rispetto alle aziende registrate in BDN, il numero di quelle sottoposte a genotipizzazioni è passato da 48.618 del 2018 a 53.926 nel 2019. Quelle coinvolte esclusivamente dal piano di selezione genetica sono in totale n° 53.539 (nel 2018 erano n°48.246) e n. 387 (pari allo 0.7%) coinvolti per la gestione dei focolai.