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Audit "a cascata" tra le autorità competenti in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria (ACC/ACR/ACL)

FONTE: Ministero della Salute

1 - Audit ACC su ACR

Programma di attività di audit per l’anno 2019
Nell’ambito degli audit ministeriali sui sistemi sanitari regionali di prevenzione in sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare (SPVeSA), condotti ai sensi dell’articolo 4 paragrafo 6 del Regolamento (CE) n. 882/2004 relativo ai controlli ufficiali, la Direzione Generale dell’igiene, la sicurezza degli alimenti e la nutrizione (DGISAN) e la Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari (DGSAF) del Ministero della Salute hanno previsto, per l’anno 2019, un programma annuale unico ed integrato di audit di sistema e di settore, basato sui  fattori di rischio e le esigenze operative individuate da ciascun ufficio.
Il programma, trasmesso alle Regioni e Province Autonome connota DGISAN n. 12379  del 08.03.2019, è stato predisposto anche in accordo all’Intesa CRS rif. 212 del 10 novembre 2016[1] recante “Linee guida per il controllo ufficiale ai sensi dei Regolamenti(CE) 882/2004 e 854/2004”, nonché degli impegni assunti con la Commissione Europea conseguentemente agli esiti degli audit condotti dalla medesima sul territorio nazionale e in ragione delle missioni da quest’ultima previste.
La programmazione di audit 2019, come successivamente aggiornata, prevedeva 4 audit di sistema, e 28 audit di settore, per un totale di 32 missioni.
Con la suddetta programmazione sono proseguiti gli audit di sistema del secondo ciclo sulle autorità competenti regionali iniziati nel 2015.

Nel corso degli audit di sistema del 2° ciclo oltre a garantire un’efficiente azione di monitoraggio continuo (follow-up) delle criticità sistemiche rilevate nei precedenti audit, è stato verificato anche il corretto funzionamento dell’autorità competente e la capacità dell’Ente regionale di intraprendere, perseguire ed attuare efficacemente le azioni correttive e preventive.

Numero e tipologia degli audit svolti e dei settori verificati
La DGISAN e la DGSAF, con le loro articolazioni organizzative, ciascuna per il proprio ambito di competenza, hanno effettuato nell’anno di riferimento un totale di 12 audit, di cui 1 audit di sistema nella Regione Piemonte, a conclusione del relativo secondo ciclo di audit regionale.

Gli audit di settore sono stati 11 e hanno riguardato i seguenti settori (raggruppati secondo i sistemi di controllo previsti dal “Country Profile Italia”) ed autorità competenti regionali:

  1. Sistema di controllo della salute animale
    • 1 audit “verifica dell’efficacia dei controlli ufficiali nell’ambito del settore della acquacoltura” (Friuli Venezia Giulia);
  1. Sistema di controllo degli alimenti di origine animale
    • 1 audit “Latte e prodotti a base di latte” (Veneto);
    • 1 audit “Esportazione dei prodotti alimentari di origine animale” (Marche)
  1. Sistema di controllo dei mangimi e della alimentazione degli animali
    • 1 audit “Alimentazione animale” (Marche);
  1. Sistema di controllo delle TSE e dei sottoprodotti di origine animale
    • 2 audit “Sottoprodotti di origine animale” (Valle d’Aosta e Campania);
  1. Sistema di controllo degli alimenti e dell’igiene generale
    • 1 audit “Igiene generale degli alimenti di origine non animale” (Campania);
    • 1 audit “Additivi alimentari, materiali ed oggetti destinati a venire in contatto con gli alimenti (MOCA)” (Lombardia);
  1. Sistema di controllo dei fitosanitari e dei loro residui
    • 1 audit “Prodotti fitosanitari: dalla fase di commercializzazione all’utilizzo e riscontro in alimenti” (Molise);
  1. Sistema di controllo del benessere animale  
    • 2 audit “Prevenzione del randagismo” (Umbria e Liguria).

I rapporti degli audit di sistema del secondo ciclo sono integralmente consultabili nel portale web, nella apposita area tematica dedicata agli “Audit sui sistemi sanitari regionali veterinari ed alimentari”. Nella medesima area del portale è possibile consultare anche le conclusioni generali e i documenti prodotti a seguito del primo ciclo di audit, per poter leggere in chiave dinamica il processo di verifica programmato ed attuato negli anni e poter raffrontare le principali risultanze tra il primo ed il secondo ciclo regionale.In tale area è anche possibile consultare, alla voce “attività”, una sintesi delle principali risultanze degli audit di settore svolti nel 2019 (obiettivi della missione, principali punti di forza e criticità del sistema di controllo auditato).



[1] Capitolo 11, paragrafo 1 dell’Intesa CRS rif 212 del 10 novembre 2016[…] Il Ministero della salute, attraverso gli uffici competenti redige annualmente programmi di audit [.] I programmi ministeriali di audit e di ispezioni vengono inviati annualmente alle Regioni e Province Autonome...]


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Principali evidenze e risultanze

La tavola sinottica 1, riepiloga il numero di volte in cui, per ciascun criterio di funzionamento, ricorrono i giudizi positivi, le criticità, le raccomandazioni e le osservazioni riportati nei 12 rapporti di audit di settore e di sistema predisposti dal Ministero.
Nell’ultima colonna della tavola sinottica sono riportati, evidenziati con una “X”, gli ambiti non verificati poiché non pianificati in nessuno degli audit svolti dal ministero nel 2019.
Gli elementi rilevati nei rapporti di audit sono stati classificati e sistematizzati[1] nell’elenco di voci (criteri operativi) previste dallo standard di funzionamento delle attività di controllo ufficiale, di cui al Capitolo 1 dell’Accordo CSR 7 febbraio 2013. Ove necessario sono state definite delle sotto-voci di dettaglio (riportate in corsivo nella tavola sinottica). In particolare per quanto riguarda alcune criticità sono state previste ulteriori sotto-voci al fine di rendere più espliciti gli ambiti meritevoli di miglioramento.  Il riferimento al citato Capitolo 1 dell’Accordo risulta utile, in quanto i criteri operativi delle Autorità competenti, previsti dal Regolamento (CE) 882/2004 e da altre normative, sono stati riorganizzati dall’Accordo CSR 7-02-2013 in forma di “standard” per garantire un approccio coerente ed uniforme nelle attività di audit.

Vale la pena segnalare che nell’ambito del medesimo rapporto di audit e per il medesimo criterio operativo possono ricorrere più valutazioni, sia giudizi positivi sia criticità, poiché tali valutazioni possono riguardare aspetti diversi riconducibili allo stesso criterio operativo o riguardare l’Autorità regionale diversamente da quella locale. L’attribuzione dei risultati degli audit alle singole voci dello standard è basata su una lettura ragionata dei rapporti di audit e pertanto ha un certo grado di soggettività da parte dell’Ufficio audit.

Da un’analisi della tavola sinottica 1 emerge che il totale dei giudizi positivi sono sostanzialmente il 99.1% in più rispetto alle criticità (217 rispetto a 108). Sebbene i rapporti di audit prodotti nel 2019 siano il 45% in meno rispetto al 2018 la presente analisi denota un sostanziale miglioramento dei sistemi di controllo ufficiale se comparataa quella dello scorso anno (299 giudizi positivi rispetto a 186 criticità).
Inoltre si possono trarre le seguenti conclusioni:

  1. prevalenza di giudizi positivi:

gli elementi maggiormente valorizzati dagli auditor sono laSottoparte 4.7 sistema di gestione–“programmazione dei CU” (12 giudizi positivi),  la  Sottoparte  4.3 coordinamento ed interfaccia della AC, anche con altre autorità e istituzionied in particolare quella tra AC e altre strutture del SSN (11 giudizi positivi), la  Sottoparte  4.4 Organizzazione (10 giudizi positivi), la Sottoparte 4.7 sistema di gestione – “raggiungimento degli obiettivi quali quantitativi” (10 giudizi positivi),  la  Sottoparte  4.5 relativa alla dotazione di  infrastrutture, di attrezzature e di ambienti di lavoro per il controllo ufficiali ed in particolare la dotazione di strumenti di comunicazione/informazione (pc, cellulari, internet, ecc.) (9 giudizi positivi) e gli ambienti di lavoro (8 giudizi positivi);

  1. prevalenza digiudizi positivi rispetto alle criticità:

maggiormente favorevoli sono stati i giudizi nei confronti della Sottoparte 6.1. Obblighi generali in relazione all’organizzazione dei controlli ufficiali–“relazioni sui controlli ufficiali” (8 giudizi positivi),della Sottoparte 6.3 Conseguenze dei controlli (NC e sanzioni) (8 giudizi positivi), della Parte 9. Comunicazione e informazione (es. siti web)” (7 giudizi positivi), della Sottoparte 4.7 Sistema di gestione – “categorizzazione in base al  rischio OSA” (7 giudizi positivi), della Sottoparte 5.2 qualificazione del personale –“dotazione di risorse umane” (7 giudizi positivi). In ogni caso per ciascuno di tali elementi sono state evidenziate anche delle criticità, che sono ricorse però in un minor numero di casi rispetto ai giudizi positivi. Infine per laSottoparte 5.1 “formazione e addestramento” (9 giudizi positivi), per la Sottoparte 4.8 relativa al “Sistema informativo” (9 giudizi positivi), per la Sottoparte 6.2 Registrazione/riconoscimento degli stabilimenti del settore dei mangimi e degli alimenti (8 giudizi positivi) pur essendo stati registrati molti giudizi positivi è stato totalizzato anche un rilevante numero di criticità (6, 6 e 5 rispettivamente);

  1. equilibrio tra giudizi positivi e criticità:

ci sono alcuni elementi valorizzati ai quali corrisponde un altrettanto frequente riscontro di criticità come ad esempio la Sottoparte 6.1 Obblighi generali in relazione all’organizzazione dei controlli ufficiali - “procedure documentate”(12 giudizi positivi -12 criticità) e la Sottoparte 4.7 sistema di gestione – “imparzialità, qualità e coerenza dei controlli ufficiali” (3 giudizi positivi -3 criticità);

  1. prevalenza di criticità:

sono risultate particolarmente critiche la Sottoparte 4.7 sistema di gestione – “efficacia e appropriatezza dei CU” (13 criticità complessive) ed anche Sottoparte 4.7 sistema di gestione – “verifica dell’efficacia dei CU” (8 criticità complessive);

  1. prevalenza di raccomandazioni:

il maggior numero di raccomandazioni ha riguardato la  Sottoparte 6.1 Obblighi generali in relazione all’organizzazione dei controlli ufficiali - “procedure documentate” (7 raccomandazioni), la Sottoparte 6.2 Registrazione/riconoscimento degli stabilimenti del settore dei mangimi e degli alimenti (5 raccomandazioni); Sottoparte 4.7 sistema di gestione – “verifica dell’efficacia dei CU” (5 raccomandazioni); la Sottoparte 5.1 “formazione e addestramento”(4 raccomandazioni); 

  1. prevalenza di osservazioni:

Sottoparte 4.7 sistema di gestione –“audit art. 4(6) Reg. 882/2004” (3 osservazioni) e Sottoparte 5.2 qualificazione del personale – “dotazione di risorse umane” (3 osservazioni).


Si riportano nella seguente Tabella 1 un riepilogo degli elementi e criteri di funzionamento sui quali l’ACC sta concentrando la propria attenzione nel corso degli audit.

Si evidenzia inoltre che non sono state oggetto di verifica in nessuno degli audit svolti dal Ministero la Sottoparte 4.5 “Infrastrutture, attrezzature e ambiente di lavoro – gestione strumenti di controllo (taratura ecc.)”, la Sottoparte 4.9 “Risorse finanziarie (es. tariffazione)”, la Sottoparte 5.4.3 “laboratori nazionali di riferimento” e laParte 8 “Diritto alla difesa, ricorsi, reclami e contenziosi”.



[1] I giudizi positivi sono quegli elementi di conformità che gli auditor hanno ritenuto di valorizzare, citandoli nei rapporti di audit.
Le criticità comprendono sia quelle che, per la loro rilevanza, hanno generato delle raccomandazioni alle autorità competenti regionali, sia quelle che non sono state giudicate dagli auditor tali da compromettere l’adeguatezza del sistema dei Controlli Ufficiali (CU).
Le raccomandazioni sono richieste esplicite, formulate dagli auditor, al fine di far adottare da parte delle Autorità competenti regionali le conseguenti azioni correttive alle carenze di conformità riscontrate.
Le osservazioni riguardano aspetti evidenziati dagli auditor che, pur non avendo disatteso dei requisiti normativi, potrebbero, se non adeguatamente governati, generare delle carenze di conformità.


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Principali azioni conseguenti

Le criticità segnalate nei rapporti di audit di settore e di sistema hanno generato delle raccomandazioni per le autorità competenti regionali; queste ultime sono state invitate a rispondere formulando, per ciascun audit ricevuto, un piano di azione, completo di tempistica, in cui vengono descritte le azioni correttive o preventive che intendono intraprendere per la risoluzione delle criticità segnalate. Tali misure sono a loro volta oggetto di valutazione del competente Ufficio che ha svolto l’audit e possono anche generare, se del caso, delle azioni ad hoc atte ad arginare nello specifico la problematica evidenziata.
Nell’apposita colonna della tavola sinottica 1 è riportato il numero di azioni intraprese dalle autorità competenti regionali rispetto alle raccomandazioni formulate. Tali azioni hanno riguardato,principalmente,le procedure documentate (7 azioni), la formazione ed addestramento del personale (4), la registrazione/riconoscimento degli stabilimenti del settore dei mangimi e degli alimenti (4),la verifica dell’efficacia dei CU (3), coordinamento ed interfaccia tra AC, e altre strutture dell’SSN (3), gli strumenti di controllo (termometri, sonde, ecc) (2) e il sistema di audit art.4 (6) del Regolamento 882/2004 (2).  La discrepanza tra il numero di raccomandazioni e il numero di azioni intraprese, visibile nella Tavola sinottica 1 di Riepilogo sintetico degli elementi rilevati negli audit svolti dal Ministero sulle Regioni e Province Autonome è da ascrivere alla tempistica del processo di audit, che contempla un arco temporale fino a 240 giorni dal momento dell’audit alla produzione del piano d’azione da parte dell’autorità oggetto di audit (Accordo CSR del 7/2/2013), e pertanto per alcune raccomandazioni i tempi di riscontro non sono ancora decorsi.
Le criticità segnalate nell’ambito degli audit di settore e che hanno una valenza di tipo “sistemico” sono state monitorate e riverificate nell’ambito dell’audit di sistema svolto presso la medesima Regione, a chiusura del relativo ciclo di audit, ed hanno contribuito ad ottenere una visione integrata della capacità del livello regionale di governare le funzioni dell’intero sistema dei controlli ufficiali.

Nel corso dell’audit di sistema, la valutazione globale, oltre a confermare le criticità sugli assetti organizzativi dei Dipartimenti di Prevenzione delle AASSLL, ha dato modo di fare emergere anche nuove considerazioni sull’avvicendamento degli incarichi di direzione a livello regionale e sul sistema delle verifiche delle Autorità competenti, che hanno generato nuove osservazioni per l’autorità competente regionale (Piemonte).

Le criticità evidenziate in audit vengono anche affrontate nell’ambito del sistema di certificazione degli adempimenti LEA e nei “Piani di Rientro”, meccanismi che favoriscono l’adozione di misure preventive e correttive di portata sistemica. Nel 2019 infatti le Regioni in Piano di rientro hanno proseguito l’attuazione dei propri Programmi Operativi 2016-2018 e 2019-2021, nell’ambito dei quali sono state individuate azioni specifiche per affrontare dette criticità.

Altro processo che contribuisce al monitoraggio dell’applicazione dei principali aspetti sistemici ed organizzativi delle autorità competenti è il monitoraggio dello stato di attuazione del già citato Accordo CSR/Rep. 46/2013 svolto dal Tavolo Tecnico di coordinamento, che si è riunito una volta nel corso del 2019 anche per analizzare i risultati di audit sul SSN.

Gli esiti del monitoraggio dello stato di attuazione dell’Accordo CSR il 7/2/2013, attuato mediante una piattaforma informatica nazionale istituita ad hoc e che,anche nel 2019,ha visto il coinvolgimento diretto degli uffici centrali e periferici del Ministero della salute, di tutte le Regioni/PA e le AASSLL, sono rendicontati nella apposita area tematica del portale web dedicata agli “Audit sui sistemi sanitari regionali veterinari ed alimentari”.

Nel 2019 inoltre il Ministero della salute ha diramato alle Regioni/PA istruzioni per migliorare il sistema di audit nazionale a cascata proponendo un modello per la programmazione degli audit in base al rischio e fornendo indicazioni per un più efficace svolgimento degli audit sulle Autorità Competenti. Tale iniziativa ha colto l’opportunità fornita dagli esiti di un audit svolto dalla Commissione europea sul sistema nazionale di audit nel 2018. Il medesimo ha anche dato avvio all’attività di feedback, mediante un apposito questionario, rispetto agli audit svolti dal Ministero nel 2019, al fine di alimentare il continuo riesame dei processi di audit ministeriali e per l’eventuale adozione di azioni correttine sistemiche di miglioramento.

Infine ad ottobre del 2019 si è concluso il corso FAD di 50 ore,fruibile per la durata di un anno, su metodi e tecniche del CU, destinato a tutto il SSN per supportare il raggiungimento della formazione prevista dal 1° percorso contemplato dal citato Accordo CSR del 7/2/2013 e per favorire la conoscenza del nuovo Regolamento 625 del 2017relativo ai controlli ufficiali che entrerà in applicazione il 14 dicembre 2019.
Alla sua conclusione sono risultati essere stati utilizzati il 92,32% dei 5000 posti disponibili e il 75,65% dei partecipanti ha concluso il corso.


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Sulla base delle informazioni fornite dalle Regioni e Province Autonome nell’ambito del flusso informativo relativo all’attività di audit, risulta quanto di seguito riportato.

Livello di implementazione delle attività di audit nel 2019

Tutte le 21 Regioni/PA hanno attuato un sistema di audit sulle Aziende sanitarie locali (Autorità competenti Locali – ACL). In merito alla trasparenza del sistema di audit, si segnala che in molte Regioni è presente un’area nel portale web regionale dedicata a tale attività, dove sono accessibili i programmi di audit, i report e/o la rendicontazione dell’attività svolta (Basilicata, Lazio, Liguria,P.A. Bolzano SIAN, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto).

Alcune di esse hanno anche adottato modelli di gestione espressamente tesi a giungere alla conformità alle norme di standardizzazione ISO 9001. In particolare si segnala che tutte le ASL della Toscana e della Campania sono certificate ISO 9001, mentre il Dipartimento di Prevenzione della ASL della Valle D’Aosta era certificato ISO 9001 a partire dal 2009 fino al 2011.

Nell’anno 2019, le Regioni hanno svolto 20 audit di sistema (1 Basilicata, 11 Campania, 2 Liguria, 3 Lazio, 1 Marche, 2 Piemonte,). Gli audit di settore sono stati 119 e hanno riguardato i seguenti settori (raggruppati secondo i sistemi di controllo di cui al “Country Profile Italia”): 

  1. Sistema di controllo della salute animale
  • 4 nel settore “Piani di risanamento e sorveglianza” (3 Lazio, 1 Basilicata) 
  • 8 nel settore “Sanità animale” (1 Basilicata, 4 Calabria incluso randagismo, alimentazione animale, benessere animale, condizionalità, farmacosorveglianza, piano di selezione genetica, registrazioni e riconoscimento OSA, 1 Molise, 1 Toscana, 1 Umbria)
  • 7 nel settore “Anagrafe zootecnica” ( 2 Friuli V.G. incluso condizionalità, 3 Lazio, 2 Lombardia di cui 1 sull’anagrafe apistica)
  • 6 nel settore “Biosicurezza” (4 Emilia Romagna incluso benessere animale e farmacosorveglianza, 2 Lombardia)
  • 1 nel settore “Igiene urbana veterinaria” (Lombardia)
  • 1 nel settore “Condizionalità” (Liguria)
  1. Sistema di controllo degli alimenti di origine animale
  • 1 nel settore “Uova e ovoprodotti” (Lazio)
  • 11 nel settore “Latte e derivati” (1 Abruzzo, 1 Lazio, 4 Lombardia, 1 P.A. Bolzano, 1 Puglia, 1 Sardegna, 1 Sicilia, 1 Umbria)
  • 6 nel settore “Carni e prodotti a base di carne” (2 Friuli Venezia Giulia carni ungulati domestici, 1 Lazio-carni rosse, bianche e selvaggina allevata, 1 Marche prodotti a base di carne, 1 P.A. Trento - carni rosse, 1 Veneto carni rosse incluso igiene generale, fitosanitari e allerta);
  • 4 nel settore “prodotti della pesca e molluschi bivalvi vivi” (1 Lazio, 1 Marche solo molluschi, 1 Umbria solo prodotti della pesca, 1 Sicilia solo molluschi)
  • 2 nel settore “Miele e altri prodotti dell’alveare” (Lazio) 
  • 14 nel settore “Igiene degli alimenti di origine animale” (1 Emilia Romagna, 10 Lombardia, 2 P.A. Bolzano, 1 Valle d’Aosta)
  1. Sistema di controllo dei mangimi e della alimentazione degli animali
  • 10 nel settore “Alimentazione animale” (1 Abruzzo, 1 Basilicata, 3 Lazio, 1 Liguria, 1 Lombardia, 1 Puglia, 1 Sardegna, 1 Toscana incluso farmacosorveglianza)
  1. Sistema di controllo delle TSE e dei sottoprodotti di origine animale
  • 2 nel settore “TSE” (1 Basilicata, 1 Lazio)
  • 4 nel settore “Sottoprodotti di origine animale” (1 Friuli Venezia Giulia, 1 Lazio, 1 Umbria, 1 Toscana)
  1. Sistema di controllo dei farmaci e dei residui
  • 4 nel settore “Farmacosorveglianza” (2 Lazio incluso PNR, 1 Marche, 1 Piemonte)
  1. Sistema di controllo degli alimenti e dell’igiene generale
  • 2 nel settore “Acque potabili” (1 Abruzzo, 1 Basilicata),
  • 8 nel settore “Igiene generale alimenti” (1 Abruzzo sui flussi LEA, 1 Lazio, 1 Valle d’Aosta, 1 P.A. Bolzano, 1 P.A. Trento, 1 Umbria compreso additivi, MOCA e aromi, 1 Piemonte compreso additivi, aromi ed enzimi, 1 Veneto compresa allerta)
  • 2 nel settore “Produzione primaria vegetale” (1 Lazio, 1 Umbria compreso fitosanitari)  )
  • 1 nel settore “Olio di oliva” (Veneto)
  • 4 nel settore “Ristorazione collettiva” (1 Lazio incluso celiachia e iodoprofilasssi, 2 Lombardia, 1 Puglia)
  • 2 nel settore “Ristorazione pubblica” (Lazio)
  • 3 nel settore “Additivi, MOCA e integratori “(1 Lazio compreso alimentazione particolare, 1 Marche, 1 Sardegna);
  • 2 nel settore “Alimenti particolari” (Lombardia)
  • 1 nel settore “campionamento nell’ambito dei controlli ufficiali” (Molise)
  1. Sistema di controllo dei fitosanitari e dei loro residui
  • 3 nel settore “Prodotti fitosanitari” ( 1 Lazio, 1 Lombardia, 1 Marche)
  1. Sistema di controllo del benessere animale
  • 4 nel settore “benessere animale” (2 Lazio, 1 Lombardia, 1 Sardegna benessere animale alla macellazione)
  • 2 nel settore “Randagismo” (Abruzzo)

Nel 2019, le Regioni hanno effettuato complessivamente 139 audit di settore e di sistema rispetto ai 141 programmati globalmente, realizzando perciò il 98,5% dell’attività programmata dalle medesime. Ad essi vanno aggiunti i 32 audit interni al Sistema Gestione della Qualità (SGQ) in Toscana.


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Principali evidenze e risultanze

La tavola sinottica 2, che segue, riepiloga il numero di punti di forza, criticità, raccomandazioni e osservazioni riportate dalle Regioni nelle proprie relazioni annuali, sull’attività di audit svolta nel 2019.

I criteri di compilazione e di lettura della tabella sono i medesimi di quelli già illustrati nella corrispondente sezione relativa agli audit “ACC su ACR”, alla quale si rimanda. Al riguardo però va precisato che nell’ultima colonna della tavola sinottica sotto riportata, a differenza di quella riferita agli audit dell’ACC, sono presenti dei numeri al posto delle “X” che corrispondono al numero di Regioni dove nessuno dei propri audit svolti nel 2019 ha verificato determinati ambiti poiché non pianificati.

Da un’analisi della tavola sinottica emerge che i giudizi positivi sono il 246,4 % in più rispetto alle criticità (855 rispetto a 347). Inoltre si possono trarre le seguenti conclusioni:

  1. prevalenza dei giudizi positivi
    Gli elementi maggiormente valorizzati dagli auditor regionali sono:
  • Sottoparte 4.5 Infrastrutture, attrezzature e ambiente di lavoro (79)
  • Sottoparte 4.1 Disposizioni generali (46)
  • Sottoparte 5.2 “qualificazione del personale” (44punti di forza)
  • Parte 8. Diritto alla difesa, ricorsi, reclami e contenziosi (34)
  • Sottoparte 4.7 “gestione della documentazione” (31)
  • Sottoparte 4.7 “programmazione dei controlli basata sul rischio (30)
  • Sottoparte 4.7 “imparzialità, qualità e coerenza dei controlli ufficiali” (26)
  • Sottoparte 6.1 “metodi e tecniche del controllo ufficiale” (23)
  1. prevalenza di giudizi positivi rispetto alle criticità
    Maggiormente favorevoli sono stati i giudizi nei confronti della Parte:
  • 4.7 Sistema di gestione “programmazione dei controlli” (39 giudizi positivi– 24 criticità)
  • 4.7 Sistema di gestione “efficacia e appropriatezza dei controlli ufficiali” (31 - 20)
  • 5.1 Formazione e addestramento (30 – 13)
  • 6.3 Conseguenze dei controlli (NC e sanzioni) (30 – 22)
  • 4.3 Coordinamento ed interfaccia “interna alla AC sanitaria” (28 - 11)
  • 4.4 Organizzazione (27 - 14)
  • 4.7 Sistema di gestione “categorizzazione in base al rischio degli OSA” (24 - 12)
  • 4.7 Sistema di gestione “raggiungimento degli obiettivi quali quantitativi” (23-15)

In ogni caso per alcuni di tali elementi pur essendo stati registrati molti giudizi positivisono stati evidenziati anche un rilevante numero di criticità (24,20, 22 e 15);

  1. equilibrio tra giudizi positivi e criticità
    Ci sono alcuni elementi valorizzati ai quali corrisponde un altrettanto frequente riscontro di criticità come ad esempio:
  • Sottoparte 6.1 “procedure documentate” (34 giudizi positivi -35 criticità)
  • 4.8 Sistema informativo (28 – 24)
  • 4.7 Sistema di gestione “verifica dell’efficacia dei controlli ufficiali” (27 – 27)
  • 5.2 Qualificazione del personale “risorse umane” (14 – 13)
  1. prevalenza di criticità
    Sono risultate particolarmente critiche le Sottoparti:
  • 6.1 Organizzazione dei CU - “relazioni sui contr. ufficiali” (25 criticità – 20 giudizi positivi)
  • 6.2 Registrazione/riconoscimento degli stabilimenti del settore dei mangimi e degli alimenti (18 – 11)
  1. prevalenza di raccomandazioni
    Il maggior numero di raccomandazioni ha riguardato le Sottoparti:
  • 6.1 Organizzazione dei CU “procedure documentate” (59 raccomandazioni)
  • 4.7 Sistema di gestione - “verifica dell'efficacia dei controlli ufficiali” (36)
  • 4.5 Infrastrutture, attrezzature e ambiente di lavoro (34)
  • 4.7 Sistema di gestione “efficacia e appropriatezza dei controlli ufficiali” (30)
  • 6.1 Organizzazione dei CU “relazioni sui controlli ufficiali” (27)
  • 4.7 Sistema di gestione “programmazione dei controlli” (24)
  • 6.3 Conseguenze dei controlli (23)
  • 5.2 Qualificazione del personale “risorse umane” (18)
  • 4.4 Organizzazione (17)
  • 4.7 Sistema di gestione “categorizzazione in base al rischio OSA” (14)
  • 4.7 Sistema di gestione “raggiungimento degli obiettivi quali quantitativi” (14)
  • 6.2 Registrazione/riconoscimento degli stabilimenti del settore dei mangimi e degli alimenti (14)
  1. prevalenza di osservazioni
  • 6.1 Organizzazione di CU “procedure documentate” (38 osservazioni)
  • 4.7 Sistema di gestione “gestione della documentazione” (17)
  • 6.1 Organizzazione dei CU “relazioni sui controlli ufficiali” (17)
  • 4.7 Sistema di gestione “programmazione di controlli” (16)
  • 4.8 Sistema informativo (16)
  • 4.7. Sistema di gestione “efficacia e appropriatezza dei controlli ufficiali (15)
  • 4.7 Sistema di gestione- “verifica dell'efficacia dei controlli ufficiali” (15)
  • 4.7 Sistema di gestione “raggiungimento degli obiettivi quali quantitativi” (14)
  • 4.3 Coordinamento e interfaccia della AC “interna alla AC sanitaria” (10)
  • 6.2 Registrazione/riconoscimento degli stabilimenti del settore dei mangimi e degli alimenti (10)


Si riportano nella seguente Tabella 2 un riepilogo degli elementi e criteri di funzionamento sui quali le ACR stanno concentrando la propria attenzione nel corso degli audit.

Tabella 2
Tabella 2

Da una analisi dell’ultima colonna della  Tavola sinottica 2 di Riepilogo sintetico degli elementi rilevati nei 139 audit svolti dalle Regioni e Province autonome e rendicontati al Ministero” si evidenzia infine che, tra gli aspetti che un maggior numero di Regioni non ha programmato l’approfondito vi sono: "laboratori che effettuano analisi nell’ambito delle procedure di autocontrollo” (Sottoparte 5.5) “laboratori nazionali di riferimento “ (5.4.3), “altre attività ufficiali” (Parte 7), “piani di emergenza” (10.1), “capacità di laboratorio e “accreditamento delle prove” (5.4), “sistema di rilascio delle certificazioni ufficiali” (6.4), “sicurezza degli operatori” (5.3),“coordinamento e interfaccia tra AC e altri organi di controllo” (4.3),“audit art. 4(6) Reg. 882/2004” (4.7).


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Principali azioni conseguenti

Le criticità segnalate nei rapporti di audit di settore e di sistema regionali hanno generato delle raccomandazioni per le autorità competenti locali, le quali hanno dovuto rispondere attraverso la formulazione di un piano d’azione con dettagli relativamente alla tempistica, alle azioni preventive e correttive da intraprendere al fine di poter arrivare alla rimozione e/o risoluzione delle criticità segnalate.

Tutte le Regioni prevedono meccanismi di verifica dell’avvenuta risoluzione delle non conformità, in alcuni casi procedendo anche a specifici audit di follow up(Abruzzo, Lazio, Liguria, Marche, P.A. Trento, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Veneto).

Per le “azioni correttive”,riferibili alle Parti e Sottoparti dello Standard, ed enumerate nella tavola sinottica 2 riportata nella sezione precedente, si ripropongono di seguito gli ambiti per i quali sono state adottate il maggior numero di azioni correttive.

  • 6.1 “procedure documentate” (32 azioni correttive)
  • 4.5 Infrastrutture, attrezzature e ambiente di lavoro (25)
  • 4.7 Sistema di gestione - “verifica dell’efficacia dei CU”  (17)
  • 5.2 Qualificazione del personale “risorse umane” (16)
  • 4.7 Sistema di gestione –“efficacia e appropriatezza dei controlli ufficiali” (14)
  • 4.7 Sistema di gestione – “programmazione dei controlli” (11)
  • 5.2 Qualificazione del personale (9)
  • 6.1 “metodi e tecniche del controllo ufficiale” (9)
  • 6.1 “relazioni sui controlli ufficiali” (8)
  • 4.3 Coordinamento e interfaccia AC - “interna alla AC sanitaria” (8)

In particolare si segnala che le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, P.A. Trento, Umbria,Sicilia e Veneto, hanno adottato misure per migliorare e/o intensificare la verifica di efficacia dei controlli a livello aziendale.La discrepanza tra il numero di raccomandazioni e il numero di azioni intraprese, visibile nella Tavola sinottica 2 di Riepilogo sintetico degli elementi rilevati riscontrati nei 139 audit svolti dalle Regioni e Province autonome e rendicontati al Ministero è da ascrivere alla tempistica del processo di audit, che contempla un arco temporale fino a 240 giorni dal momento dell’audit alla produzione del piano d’azione da parte dell’autorità oggetto di audit (Accordo CSR del 7/2/2013), e pertanto per alcune raccomandazioni i tempi di riscontro non sono ancora decorsi.


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Data di pubblicazione: 30 novembre 2020

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