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Qualità regolamentata - Contrasto alle frodi nel settore vitivinicolo - attività ad hoc

FONTE: Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Capitolo 2. Risultati

L’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce, ha avuto quale risultato il palesamento di un sistema commerciale illecito, gestito con continuità già da tempo, da tre associazioni, per alcuni versi complementari fra loro, insistenti nella provincia di Lecce.

Il sistema commerciale posto in essere permetteva di ottenere prodotto vinoso a basso costo successivamente commercializzato come prodotto di qualità o addirittura biologico, DOC o IGT. In particolare, si evidenziava la sempre attuale pratica della fermentazione alcolica di miscele di sostanze zuccherine ottenute dalla canna da zucchero e dalla barbabietola, commercializzate illecitamente in favore di note ed importanti imprese italiane operanti sia sull’intero territorio nazionale che estero.

Un metodo illecito di produzione gravemente lesivo della leale concorrenza, inevitabilmente falsata dall’esubero di produzione ottenuta mediante procedimenti fraudolenti di ingentissime quantità di vini appartenenti a marchi di qualità DOP (denominazione origine protetta) e IGP (indicazione geografica protetta), condizionando la qualità e la peculiarità dei vini.

L’attività investigativa ha portato alla luce un altro fenomeno già conosciuto, quello della nazionalizzazione di prodotti UE venduti poi come italiani e addirittura attribuendo denominazioni d’origine. In particolare, si è avuta contezza di vino di origine spagnola poi divenuto vino DOC o IGT italiano e, nel caso di specie, pugliese. Nell’alveo dell’indagine emergeva altresì la falsa dichiarazione di produzione di uve atte a produrre vino DOC e IGT commessa per il tramite di aziende agricole di proprietà di alcuni degli indagati.


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Data di pubblicazione: 30 novembre 2020


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