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OGM - Piano nazionale di controllo ufficiale

FONTE: Ministero della Salute

Capitolo 1. Attività svolta

Nel 2019 tutte le Regioni e Province autonome hanno seguito la programmazione stabilita dai relativi piani e hanno effettuato i controlli ufficiali disposti. Relativamente alla numerosità campionaria quest’anno si osserva un incremento di circa il 12,6%, 707 campioni, rispetto alla programmazione nazionale minima indicata di 628 campioni (Tabella 1, Figura 1). 

Nel corso del 2019 la maggior parte delle Regioni, tranne 5, hanno avuto ancora difficoltà a ripartire i campioni tra matrici appartenenti alle materie prime e intermedi di lavorazione e i prodotti finiti, prediligendo questi ultimi per i controlli e non in linea con le indicazioni fornite dal Piano nazionale (Tabella 2).

I campioni sono stati analizzati dai laboratori la cui situazione, in relazione al numero di eventi GM che sono in grado di rilevare, è rappresentata nella Tabella 3,  dove viene indicato per ciascuna Regione/PA il laboratorio designato. 

Nel 2019 la distribuzione temporale delle attività di campionamento continua a migliorare rispetto agli anni precedenti, anche se nel secondo semestre dell’anno si evidenzia una maggiore attività. Sono stati prelevati 317 campioni nel I semestre contro i 390 del II semestre, senza  determinare difficoltà nel rispetto della tempistica prevista per le successive fasi di validazione dei dati (Tabella 4, Figura 2).

L’attività di controllo all’importazione svolta dagli USMAF consiste in accertamenti sugli alimenti di origine non animale, sia di tipo documentale su tutte le partite, sia d’identità che analitica a campione.  

Nel 2019 i campionamenti effettuati all’import sono stati 90. Tra gli Uffici che hanno effettuato campionamenti, l’U.S.M.A.F. Liguria ne ha effettuati 70, con l’U.T. di Genova che con 68 campionamenti ha contribuito maggiormente all’attività di controllo ufficiale nel settore degli OGM, seguono l’U.S.M.A.F Campania e Sardegna con 7,  l’U.S.M.A.F. Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige  con 5, l’U.S.M.A.F. Toscana Emilia Romagna con 4 l’U.S.M.A.F. Lombardia, Piemonte e Valle d' Aosta con 3 ed infine l’U.S.M.A.F. Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise  con 1 (Tabella 5, Figura 3). 

Nel 2019 i laboratori del controllo ufficiale che hanno svolto attività di ricerca di OGM nei prodotti alimentari e hanno inserito i relativi dati nel database sono stati 16  contribuendo in misura variabile al numero totale di campioni analizzati (Tabella 6, Figura 4).

I laboratori, tutti accreditati, fanno parte del network nazionale, coordinato dal Laboratorio Nazionale di Riferimento OGM, presso l’IZS del Lazio ed ella Toscana “M. Aleandri”, e partecipano ad attività di formazione e a circuiti interlaboratorio nazionali e internazionali per la valutazione esterna di qualità.

La situazione relativa ai metodi di ricerca di geni endogeni (identificazione della specie vegetale relativa all’ingrediente alimentare), di screening e di ricerca degli eventi di trasformazione utilizzati da ciascun laboratorio, è riportata nella Tabella 7.

Tali dati sono stati acquisiti tramite un questionario somministrato dal CROGM-LNR OGM a tutti i Laboratori del controllo ufficiale a marzo 2020.

  Dalle informazioni acquisite, si rileva che nel 2019 pochi laboratori designati dalle Regioni/P.A. hanno incrementato le proprie capacità analitiche rispetto al precedente anno pur effettuando un consistente numero di analisi, per lo più di screening e di analisi qualitative. Pertanto non ancora autonomi per l’eventuale successiva fase di identificazione e quantificazione degli eventi GM, hanno avuto necessità di supporto da parte di un altro laboratorio con maggiore capacità analitica. La Tabella 8 mostra le prove effettuate dal CROGM-LNR OGM a supporto degli altri laboratori del network nazionale.

Relativamente all’attività dei laboratori si osserva che nonostante alcuni miglioramenti, l’omogeneità del controllo analitico ufficiale sul territorio nazionale è assicurata essenzialmente dall’adozione, da parte della quasi totalità dei laboratori, di un pannello condiviso di metodiche di screening in grado di rilevare pressoché tutti gli OGM autorizzati nell’UE. La condivisione, in tempo reale, da parte del Laboratorio Nazionale di Riferimento, delle proprie procedure analitiche con gli altri laboratori del network italiano, ha reso più agevole il processo di ampliamento ed armonizzazione della fase di screening presso la maggior parte dei laboratori italiani. Anche quest’anno però si evidenzia che la copertura analitica rispetto alle fasi di identificazione e quantificazione non ha subito un evidente incremento degli eventi che dovrebbero essere rilevati e quantificati dai laboratori nell’ambito del proprio piano regionale.


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Nel corso dell’attività di controllo sul territorio sono stati campionati prodotti trasformati e materie prime di mais, di soia e di riso.

Relativamente alle matrici analizzate si osserva che il 50,3% (356 campioni) ha interessato granelle, creme e farine di mais, di riso e miste; il 13% (92 campioni) latte vegetale e prodotti a base di latte vegetale; il 9,5% (67 campioni) prodotti della pasticceria, panetteria e biscotteria; il 5,6% (40 campioni) pasta e noodles; il 4,2% (30 campioni) prodotti per lattanti e bambini e legumi e semi oleaginosi, fino ad arrivare a diverse matrici quali snacks, dessert e altri alimenti, radici e tuberi,preparazioni gastronomiche e integratori alimentari, con percentuali intorno e al disotto del 4% (Tabella 9, Figura 5). 

Nella Tabella 10 viene riportata la ripartizione dei campioni per mostrare l’attività di controllo delle Regioni/P.A. effettuata nel circuito convenzionale (594 campioni) e biologico (113 campioni), fornendo anche il dettaglio delle matrici alimentari sottoposte a controllo.

La Tabella 11  mostra le percentuali per matrice di campioni positivi rispetto al totale dei campioni analizzati, nel circuito convenzionale si evidenziano 15 campioni positivi, su un totale di 594 campioni. Le positività accertate, in totale 33, sono rappresentate nella Tabella 12. 

Di queste la quasi totalità risulta ascrivibile ad eventi di soia GM ed in particolare, il maggior numero di positività 9, è dovuto alla soia GM MON89788, inoltre 7 positività hanno riguardato la soia MON 40-3-2 (Roundup Ready), 3 la soia MON87708 e 2 la soia A2704-12. Le restanti  positività sono a seguito di riscontro di vari eventi di mais quali MON 810, DAS1507, Bt11 ed altri.

Relativamente al circuito biologico su 113 campioni in 5 sono state rilevate 6 positività, (Tabella 13) riconducibili  3 alla soia MON89788 e 3 alla soia GM MON 40-3-2 (Roundup Ready, Tabella 14)

Il numero delle positività non corrisponde necessariamente al numero di campioni positivi, in quanto più positività, rispetto a diversi eventi di trasformazione, possono essere riscontrate nello stesso campione.

Nella Tabella 15 sono riportati in dettaglio i dati relativi alle positività riscontrate per Regione/P.A.

Tutte le positività per la maggior parte dei campioni hanno mostrato percentuali di OGM autorizzati molto basse e al di sotto del limite di quantificazione.

 Nel dettaglio, 39 positività totali hanno interessato 20 campioni su 707 totali ossia il 3,2%, di queste tutte relative ad OGM autorizzati nell’Unione europea, 21 sono al di sotto del limite di quantificazione. Le positività riscontrate per la presenza di mais in un campione di “granelle, creme e farine di mais, di riso e miste” e di soia in un campione di “integratori alimentari” al di sopra dello 0,9% ha determinato la non conformità di questi campioni.


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Nelle Tabella 16, Figura 6 sono riportati i risultati dei campionamenti effettuati dagli USMAF.

I controlli hanno riguardato 90 campioni. Le matrici maggiormente interessate sono state pasta e noodles (76,7%), granelle, creme e farine di mais, di riso e miste (10%), legumi e semi oleaginosi (8,9%), prodotti della pasticceria, della panetteria e della biscotteria 3,3%.

Nel 2019 un solo campione di granelle, creme e farine di mais, di riso e miste è risultato positivo ma al disotto del LOQ (Tabella 17).

Controlli su riso, frumento e lino

Nel Piano nazionale 2015-2019 il riso e i prodotti a base di riso continuano ad essere inseriti tra le matrici da controllare, nel 2019 i campioni prelevati sono stati 255, di cui 182 sul territorio e 73 all’importazione. I controlli analitici sono stati condotti per la ricerca degli eventi GM non autorizzati tra cui LL601, Bt63 ed altri eventi di riso geneticamente modificato ricercati ai sensi della Decisione 2013/287/UE, non sono state riscontrate non conformità (Tabelle 18-19). 

Per quanto riguarda la ricerca di frumento non autorizzato (MON71800) per dar seguito all’indicazione ministeriale di prevedere controlli a campione su partite di grano tenero, quale materia prima, nel 2019 sono stati effettuati 2 campionamenti sul territorio, risultati regolamentari.

Nell’ambito dell’attività di controllo sull’evento di lino GM non autorizzato, FP967, sono stati prelevati, sul territorio, 5 campioni risultati conformi (Tabelle 20-21).


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Data di pubblicazione: 30 novembre 2020

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