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Radioattività negli alimenti - Piano di monitoraggio (Liguria)

FONTE: Regione Liguria

Capitolo 1. Attività svolta

L’attività di monitoraggio della radioattività negli alimenti viene costantemente svolta da oltre 15 anni e, allo stato dell’arte, non sono mai state registrate non conformità.

Nel corso degli anni si è proceduto pertanto ad una graduale riduzione della numerosità campionaria per la ricerca  di contaminanti radioattivi.

Il monitoraggio è stato svolto ai sensi delle linee guida APAT “Metodi di campionamento e misura  - raccolta dei risultati dell’attività dei gruppi di lavoro delle Reti Nazionali – APAT ora ISPRA, D.Lgs. 17 Marzo 1995 n.° 230 es.m.i.”,- “Regolamento CE n.° 737/90 del 22 Marzo 1990”,- “Regolamento CE n.°1661/1999 del 27 Luglio 1999 e s.m.i.” e -“Raccomandazione della Commissione 2003/274/CE del 14 Aprile 2003 .

Le matrici preferenziali per il campionamento nel 2019 sono state indicate in : funghi secchi e freschi di provenienza regionale, nazionale ed estera, prodotti per lattanti e prima infanzia, carne di ungulati selvatici di provenienza extraregionale/extranazionale, come stabilito con DGR n. 508/2016 e come ribadito con la deliberazione di A.Li.Sa. nr. 161/2019 del 24/05/2019 PRISA anno 2019 -Piano Regionale Integrato della Sicurezza Alimentare.

Per quanto riguarda invece i restanti campionamenti delle altre matrici alimentari a causa della elevata quantità di campione necessaria, sono stati esclusi i piccoli esercizi commerciali dando preferenza alla grossa distribuzione, come aziende agricole, mercati all’ingrosso e supermercati.

Le ricerche

A fronte di 41 campioni minimi programmati a livello regionale, sono stati effettuati n. 50 campionamenti su matrici di origine animale e vegetale quali: prodotti per la prima infanzia, carni di ungulati selvatici, funghi freschi e essiccati, latte e prodotti a base di latte, su partite principalmente prodotte a livello locale, ma anche di origine nazionale, comunitarie ed extracomunitarie.


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Data di pubblicazione: 30 novembre 2020

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