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Alimenti di origine animale - Controlli sanitari all'importazione

FONTE: Ministero della Salute

Importazione alimenti di origine animale - Controlli svolti

Capitolo 3a. Azioni Correttive

Le partite di prodotti di origine animale destinati al consumo umano che, nel corso dei controlli ai PIF, sono risultate non conformi alla normativa nazionale e/o europea sono state bloccate e non ammesse al mercato UE. Tali partite, secondo quanto previsto dalla normativa europea, sono state destinate alternativamente alla rispedizione, trasformazione o distruzione.

Nel caso dei campionamenti a scopo conoscitivo, senza sospetti di rischi per la salute pubblica, le partite in attesa del risultato di laboratorio sono state rilasciate in conformità al Reg. (CE) n. 136/2004 annotando tutti i dati sul certificato (CVEDP) che accompagnava la partita e informando l'ASL competente al fine di richiamare il prodotto nel caso di esiti sfavorevoli (art. 8 della direttiva 97/78/CE).

Inoltre, in accordo alla normativa della UE nel caso in cui gli esami di laboratorio rivelino non conformità viene avviato un programma di controllo rinforzato che prevede campionamenti sulle successive 10 partite di merci della stessa tipologia e origine con blocco delle partite fino all’ottenimento dei risultati degli esami di laboratorio. Tale misura restrittiva si esaurisce solo ad esito favorevole dei dieci controlli consecutivi.

In seguito alle irregolarità rilevate nel 2018 sono state disposte 162 non ammissioni all’importazione (164 del 2017) di cui 92 con rispedizione delle partite,  68 con distruzione, mentre due partite sono state destinate alla trasformazione (tabella 2).

Come l’anno precedente, le irregolarità maggiormente riscontrate sono state di tipo documentale, di identità e altro (es. motivazioni commerciali dell’operatore, etichettatura e imballaggi irregolari) seguite da quelle emerse a seguito di analisi di laboratorio pari a 9. I prodotti più respinti sono stati i prodotti della pesca, dell'acquacoltura e molluschi e crostacei e le carni bovine che rappresentano in assoluto le categorie alimentari maggiormente presentate per l’importazione.

Tabella 2 - Respingimenti (non ammissioni) 2018
Tab2

Nella tabella 3 è riportato l’andamento dei respingimenti (non ammissioni) negli ultimi 5 anni anche in rapporto al numero di partite presentate per l’importazione (% dei respingimenti) e la destinazione finale dei prodotti risultati non conformi. Dalla tabella emerge un aumento delle non ammissioni all’importazione negli ultimi due anni rispetto ai precedenti 3 anni e che la maggior parte delle partite non conformi è stata destinata alla distruzione o rispedizione.

Tabella 3 - Andamento respingimenti negli ultimi 5 anni
Tab3

Nella tabella 4 sono riportate le non conformità che hanno comportato l’attivazione del sistema RASFF (Rapid Alert System Food and Feed) nel 2018 da parte dei PIF italiani per gli alimenti di origine animale importati (dati rasff window al 15/01/2018). Dalla tabella si evince che le non conformità sono state 19 di cui 12 per esami di laboratorio sfavorevoli e 7 per altre ragioni come cattivo stato di conservazione, rottura della catena del freddo e documentazione irregolare.

Si precisa che non tutte le non conformità di laboratorio hanno potuto dar luogo a dei respingimenti in quanto se il campionamento è stato fatto a scopo di monitoraggio, in accordo al Reg. (CE) n 136/2004, i prodotti sono stati rilasciati dai PIF prima che fossero disponibili gli esiti dei controlli. In questi casi, al fine di poter richiamare i prodotti con analisi sfavorevoli, i dati sui controlli sono annotati sulla certificazione (CVEDP) che accompagna la partita e l'autorità competente del luogo di destinazione ne è informata conformemente all'articolo 8 della direttiva 97/78/CE.

Le irregolarità di laboratorio hanno riguardato i prodotti della pesca, molluschi bivalvi e crostacei, la carne e prodotti di carne e la carne di pollame. Il pericolo più frequentemente rilevato è E.coli produttori di shigatossina nella carne bovina.

Tabella 4 - Notifiche RASFF dai PIF italiani nel 2018
Tab4

Infine, nella seguente tabella 5 è riportato l’andamento delle non conformità che hanno dato luogo a notifiche RASFF da parte dei PIF italiani negli ultimi 5 anni.

Dalla tabella emerge che nel periodo di riferimento le notifiche sono derivate principalmente da esami di laboratorio sfavorevoli rispetto a quelle dovute ad altre irregolarità (es. alterazioni organolettiche, cattivo stato di conservazione, certificati irregolari, etichettatura irregolare, parassiti, muffa corpi estranei etc.). Per il 2018, si osserva un’evidente diminuzione delle notifiche per esami di laboratorio sfavorevoli rispetto allo scorso anno (54 nel 2017).

Tabella 5 - Notifiche RASFF da parte dei PIF italiani negli ultimi 5 anni
Tab5


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Data di pubblicazione: 23 luglio 2019


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