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EST Ovicaprine - Piano nazionale di controllo, sorveglianza ed eradicazione

FONTE: Ministero della Salute

EST Ovicaprine - Piano nazionale di controllo, sorveglianza ed eradicazione

Capitolo 2. Risultati

I dati relativi all’andamento temporale dei focolai evidenziano come, nel 2018, il numero di allevamenti (39) nei quali è stata riscontrata la malattia è inferiore al 2017 testimoniando così una leggera inflessione della prevalenza rispetto all’anno precedente. I risultati confermano l’ampia ed eterogenea diffusione geografica della scrapie nel nostro Paese, pur rimanendo una malattia rara e con bassa prevalenza.

Nel 2018 l’attività di sorveglianza passiva ha portato alla segnalazione di 2 piccoli ruminanti con sintomi neurologici riferibili a EST; di essi nessuno ha dato origine a focolaio. I casi di sorveglianza passiva nel nostro Paese vengono segnalati solo quando la sintomatologia è particolarmente evidente, trascurando i lievi sintomi potenzialmente riferibile ad EST. Un’altra lacuna del sistema di sorveglianza, rispetto ai target imposti da regolamento n.999/2001 (10.000 test per specie e categoria) riguarda lo scarso campionamento dei caprini morti (8.737).

Considerato che la sorveglianza sugli esemplari morti e su quelli con sintomatologia presenta maggiori probabilità di individuare soggetti infetti e quindi di identificare focolai d’infezione, questo determina, da un lato, la sottonotifica di focolai e, dall’altro, la permanenza di carcasse potenzialmente infette nell’ambiente.

Tuttavia bisogna constatare che dall’analisi dell’andamento della sorveglianza attiva il numero di test rapidi effettuati nel corso del 2018 per gli ovini appartenenti alle due categorie, regolarmente macellati e trovati morti, risulta al di sopra del target atteso, con 11.885 test sui capi regolarmente macellati e 15.247 sui capi trovati morti. I campionamenti eseguiti sui caprini appartenenti alla categoria regolarmente macellati (24.246) hanno superato anch’essi di molto il numero di test atteso, tali, da minimizzare il mancato raggiungimento del target nei capi morti.

I problemi connessi alla mancata esecuzione dei test sui capi morti sono riconducibili o alla morte del capo durante l’allevamento allo stato brado o alla mancata denuncia da parte degli allevatori per gli elevati costi di smaltimento delle carcasse negli appositi impianti di incenerimento.


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Data di pubblicazione: 23 luglio 2019


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