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West Nile Disease - Piano nazionale di sorveglianza

FONTE: Ministero della Salute

West Nile Disease - Piano di sorveglianza nazionale

Capitolo 1. Attività svolta

La West Nile Disease dal 2008 ha continuato ad evidenziarsi sul territorio nazionale. Nel 2018 la sorveglianza veterinaria in cavalli, zanzare, uccelli stanziali e selvatici ha confermato la circolazione del WNV in Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Lazio, Sardegna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Basilicata e Puglia. Le analisi condotte nell’ambito della sorveglianza ornitologica ed entomologica hanno identificato la circolazione del Lineage 2 del WNV. La presenza del WNV appartenente al Lineage 1 è stata rilevata in pool di zanzare catturate in provincia di Piacenza.

Nel corso del 2018 il Centro di Referenza Nazionale per lo Studio delle Malattie Esotiche (CESME) ha confermato positività su: [1]

  • 423 pool di zanzare nelle regioni Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Piemonte;
  • 147 focolai nei cavalli nelle regioni Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Lazio, Sardegna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Basilicata e Puglia di cui 38 con segni clinici;
  • 215 uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio (Gazza, Cornacchia grigia, Ghiandaia) nelle regioni Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Sardegna e Veneto;
  • 106 uccelli selvatici nelle regioni Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte Sardegna e Veneto.

Relativamente al riscontro di casi in persone, nel 2018, in Italia e in altri Paesi dell’Europa centro-meridionale, è stato registrato un aumento della circolazione del WNV. Solo nel nostro Paese l’infezione ha provocato 595 casi umani, di cui 238 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva con 237 casi autoctoni distribuiti in sei regioni (Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia) e un caso importato.

La sorveglianza veterinaria (animale ed entomologica) e quella dei casi umani nel corso del 2018, sono state integrate in un unico Piano (Circolare del 27 giugno 2018 - Piano Nazionale integrato di sorveglianza e risposta al WNV – 2018 prot. DGPRE n. 19420).

Nel caso del WNV l’obiettivo generale della sorveglianza integrata consiste nell’individuare precocemente, attraverso programmi mirati, la sua circolazione sul territorio nazionale negli uccelli, insetti o mammiferi per valutare il rischio di trasmissione della malattia all’uomo e mettere in atto tutte le misure disponibili per prevenire la trasmissione (controllo del vettore, misure nei confronti delle donazioni di sangue ed emocomponenti, organi e tessuti). Nel 2018, inoltre, in considerazione delle analogie esistenti tra i rispettivi cicli biologici, le attività di sorveglianza previste per il WNV sono state integrate con quelle utili all’individuazione precoce della circolazione del virus USUTU nelle stesse aree nelle quali il virus era stato rilevato in passato e che spesso coincidono con le aree endemiche per il WNV. Il rilievo della circolazione di virus USUTU è funzionale alla valutazione del rischio di infezione all’uomo e alla messa in atto delle misure per ridurre il rischio di trasmissione.

Il Piano 2018 si è avvalso delle seguenti attività:

  1. sorveglianza su uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio. È possibile, in alternativa attuare la sorveglianza su allevamenti avicoli rurali o all’aperto o tramite l’allestimento di gruppi di polli/galline sentinella,
  2. sorveglianza clinica e sierologica negli equidi,
  3. sorveglianza entomologica,
  4. sorveglianza su carcasse di uccelli selvatici,
  5. sorveglianza dei casi umani.

Le modalità di attuazione della sorveglianza differiscono a seconda della situazione epidemiologica locale.

Le aree oggetto del piano sono state individuate sulla base delle evidenze epidemiologiche relative al WNV riferite agli anni precedenti, nonché sulla base di informazioni epidemiologiche/ecologiche/ambientali.

A tal fine sono state individuate 2 aree geografiche distinte:

  1. Aree endemiche (Figura 1) intendendo il territorio (Provincia) dove WNV sta circolando o ha circolato nel corso degli anni precedenti e dove si sono ripetutamente osservati episodi di infezione, nonché le aree limitrofe o subito a ridosso delle stesse. In queste aree la sorveglianza deve essere attuata tramite:
    1. il controllo su uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio, in alternativa su allevamenti avicoli rurali o all’aperto oppure su gruppi di polli sentinella appositamente allestiti,
    2. la sorveglianza entomologica,
    3. la sorveglianza attiva dei casi di malattia neuro-invasiva e/o di infezioni recenti umane sull’intero territorio regionale,
    4. la sorveglianza dei casi di sintomatologia nervosa negli equidi (solo WNV),
    5. la sorveglianza su carcasse di uccelli selvatici rinvenuti morti.

    fig1
  2. Resto del territorio nazionale. In questa area le attività di sorveglianza prevedono il monitoraggio sierologico a campione su sieri di cavalli per rilevare la presenza di IgM, utili all’identificazione di una recente circolazione del WNV. Al fine di completare le informazioni epidemiologiche rappresentative per tutto il territorio di competenza, le Regioni possono effettuare, previa formalizzazione al Ministero e in accordo con il CESME, un monitoraggio sierologico a campione:
    • sui sieri di bovini ed ovi-caprini prelevati come sentinelle nell’ambito del piano di sorveglianza sierologica della bluetongue,

    oppure
    • su altre specie animali (ad es. cani in aree urbane).

Su tutto il territorio nazionale, inoltre, è stata resa obbligatoria la notifica immediata di tutti i casi sospetti di sintomatologia nervosa negli Equidi e di tutti gli episodi di mortalità in uccelli selvatici non riferibili ad altre patologie infettive.


[1] Fonte: http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3701


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Data di pubblicazione: 23 luglio 2019

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