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Blue Tongue - Piano nazionale di sorveglianza

FONTE: Ministero della Salute

Blue Tongue - Piano nazionale di sorveglianza

Capitolo 1. Attività svolta

In Italia circolano da oltre un decennio diversi sierotipi del virus della Blue tongue (BTV).  Nel 2018 sul territorio nazionale c’è stata una circolazione residua dei sierotipi BTV-1 e BTV-4 in diverse regioni, e del sierotipo BTV-3 limitatamente alla regione Sicilia, dove detto sierotipo era stato notificato già nel 2017. Per i dettagli vedere tabella 1.

Il BTV3 è stato inoltre notificato per la prima volta anche in regione Sardegna. Analogamente a quanto fatto lo scorso anno in occasione del primo rilevamento in Sicilia, o comunque come previsto in occasione della notifica di un nuovo sierotipo in un territorio, sono state tempestivamente disposte attività di monitoraggio e controllo straordinarie nelle adiacenze dell’azienda in cui è stato riscontrato il capo positivo, che hanno permesso di rilevare la circolazione del BTV3 in 25 aziende tutte ubicate nella Provincia Sud Sardegna. Sono state istituite le zone di restrizione ed il controllo delle movimentazioni animali come previsto dalla normativa vigente.

I focolai di malattia confermati nel 2018 sono stati 128, di questi 29 da BTV-1, 73 da BTV-4, 26 da BTV-3. Nel corso dell’anno sono stati campionati oltre 32.881 capi e sono stati sottoposti a vaccinazione (prima somministrazione + richiamo annuale) nei confronti dei sierotipi BTV1 e BTV4 circa 994.320 di capi tra bovini ed ovicaprini. Nessun presidio vaccinale per il BTV3 è attualmente disponibile sul mercato.

Come previsto dalle norme comunitarie, in Italia è in vigore un programma di controllo e sorveglianza per la Blue tongue, soggetto a cofinanziamento. Il piano consente di monitorare costantemente la circolazione attiva dei sierotipi presenti sul territorio nazionale e allo stesso tempo si prefigge di rilevare tempestivamente l’ingresso dei nuovi sierotipi.

Oltre al controllo dei capi appartenenti alle specie sensibili attraverso prelievo sierologico mensile degli animali sentinella, il programma prevede anche l’esecuzione di una sorveglianza entomologica, che ha l’obiettivo di monitorare la presenza dei vettori della malattia (insetti ematofagi del genere Culicoides), attraverso una rete di trappole controllate settimanalmente, che consente anche di verificare la distribuzione dei vettori sul territorio e definire le mappe di rischio.

La sorveglianza entomologica è finalizzata anche alla definizione delle aree stagionalmente libere da vettore, ovvero i territori nei quali, in base all’analisi storica dei dati delle temperature medie, è possibile stabilire l’assenza del vettore per un determinato arco di tempo,

In base agli esiti della sorveglianza sierologica ed entomologica sono individuate le aree infette da sottoporre a restrizione e quelle libere da infezione, e le aree a maggiore rischio di introduzione virale.

Nello specifico, i controlli sierologici vengono eseguiti mensilmente sugli oltre 30.000 animali sentinella (soggetti sieronegativi), disseminati sul territorio nazionale.

I campioni vengono analizzati in prima istanza in metodica ELISA per il saggio degli anticorpi. I campioni positivi sono poi confermati dai test finalizzati all’individuazione del sierotipo coinvolto.

In caso di positività, si procede con la notifica di focolaio e con l’istituzione delle zone di restrizione, vengono estesi i controlli intorno all’azienda sede della positività, viene disposto il blocco della movimentazione dei capi da vita e da macello, che rappresenta la principale criticità derivante dalla presenza della malattia in un determinato territorio.

In merito, al fine di evitare il blocco totale delle movimentazioni sul territorio, nelle zone sottoposte a restrizione per focolaio, è possibile ricorrere ad un regime derogatorio per talune movimentazioni animali, nel rispetto di determinate condizioni sanitarie, come previsto dalla normativa vigente, e previa valutazione del rischio connesso a detti spostamenti.

La vaccinazione di tutti capi appartenenti alle specie sensibili è certamente la strategia difensiva ottimale in caso di malattia al fine di creare una popolazione immune e contestualmente per scongiurare la diffusione dei diversi sierotipi virali circolanti sul territorio, tuttavia, il reperimento dei vaccini occorrenti al territorio è reso difficile per motivi di ordine economico e commerciale.

Metodi diagnostici utilizzati per la ricerca degli anticorpi e dell’agente eziologico: ELISA, RT-PCR real time, RT-PCR sierotipo-specifica, virus-neutralizzazione, siero-neutralizzazione.


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Data di pubblicazione: 23 luglio 2019

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